{"id":39691,"date":"2026-04-21T21:24:18","date_gmt":"2026-04-21T19:24:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39691"},"modified":"2026-04-21T21:25:07","modified_gmt":"2026-04-21T19:25:07","slug":"boston-is-strong-ecco-perche-non-e-solo-una-maratona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/21\/boston-is-strong-ecco-perche-non-e-solo-una-maratona\/","title":{"rendered":"&#8220;Boston is strong&#8230;&#8221;. Ecco perch\u00e8 non \u00e8 solo una maratona"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/21\/boston-is-strong-ecco-perche-non-e-solo-una-maratona\/bost\/\" rel=\"attachment wp-att-39692\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39692\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/bost-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/bost-300x201.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/bost-1024x687.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/bost-768x515.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/bost.jpg 1175w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La maratona di Boston va sempre al di l\u00e0 della cronaca. <\/strong>E&#8217; un&#8217;altra storia, una storia a s\u00e8: quella di chi la corre, di chi la vince, dei campioni che passano e che restano, degli assenti e dei presenti, dei tanti italiani che si avventurano, ci provano e alla fine gioiscono. Perch\u00e8 correre qui non \u00e8 solo correre una maratona, non sono solo 42 chilometri e 195 metri. Boston \u00e8 Boston, la pi\u00f9 antica maratona del mondo, la vera maratona americana, quella che pi\u00f9 conta. Pi\u00f9 di New York, considerata commerciale, da \u201cparvenu\u201d della fatica, da turisti. Boston \u00e8 Boston da sempre, da 130 anni sempre \u00a0il terzo luned\u00ec\u2019 \u00a0di aprile durante \u00a0il Patriot\u2019s day la festa che in Massachusetts celebra l\u2019inizio della rivoluzione. \u00a0Boston che si \u00e8 sempre corsa, senza mai un\u2019interruzione neanche durante guerre e terremoti. Boston \u00e8 il fiore all\u2019occhiello degli americani, il punto d\u2019orgoglio, la loro storia sportiva, il simbolo che conservano. Boston \u00e8 la maratona pi\u00f9 dura del mondo con quella sua collina spaccacuore a dieci chilometri dall\u2019arrivo; la pi\u00f9 iconica con l\u2019arrivo \u00a0a Boylston Streete la sua finish line in vinile che viene incollata a terra ogni anno (sempre la stessa) e poi lascia posto ad una striscia bianca disegnata il giorno dopo che rimane l\u00ec per tutto l\u2019anno. Boston \u00e8 Boston con i tempi che contano ma che allo stesso tempo non contano perch\u00e8 la IAAF, la Federazione Internazionale di Atletica Leggera, ha deciso di non omologarli a causa della pendenza eccessiva del percorso e della possibilit\u00e0 di vento forte.<\/p>\n<p><strong>Per questo la cronaca si esaurisce in fretta.<\/strong> Pochi giorni fa a tagliare il traguardo per primo \u00e8 stato il keniano John Korir che gi\u00e0 aveva vinto anche lo scorso anno e che ha chiuso la sua fatica in 2h1&#8217;52&#8221; firmando il nuovo record del percorso. Pi\u00f9 o meno allo stesso mod \u00e8 andata tra le donne con la sua connazionale Sharon Lokedi, anch&#8217;essa vincitrice nel 2025, che si \u00e8 aggiudicata il titolo femminile in 2h18&#8217;51&#8221;. Korir, 29 anni, ha conquistato la sua terza vittoria in una grande maratona (dopo Chicago nel 2024 e Boston nel 2025) ed \u00e8 arrivato al traguardo con quasi un minuto di vantaggio sul tanzaniano Alphonce Felix Simbu (2h02&#8217;47&#8221;) e quasi due minuti di vantaggio sul keniano Benson Kipruto (2h02&#8217;50&#8221;)<\/p>\n<p><strong>Tutto ci\u00f2 che accade a Boston \u00e8 sempre un po\u2019 pi\u00f9 storia che altrove<\/strong>. E\u2019 la maratona \u00a0pi\u00f9 longeva del mondo, inserita tra le sei Abbott World Marathon Majors, Tokyo, Londra, Berlino, Chicago e New York City;\u00a0 sono decine di migliaia di\u00a0 atleti al via che arrivano qui da tutto il mondo, sono i sogni in un cassetto che magari si avverano quando meno te li aspetti. Ma Boston \u00e8 anche una ferita che fa fatica a cicatrizzarsi nonostante gli anni, nonostante la voglia di guardare oltre, con la paura che per\u00f2 proprio in questi tempi fa fatica ad andarsene. Una ferita riaperta dopo \u00a0le torri gemelle anche se poi si \u00e8 capito che non era la stessa cosa con quelle bombe artigianali sul traguardo che ne 2013 uccisero tre persone, ferendone altre 260, diciassette delle quali rimasero mutilate. E che poi, nella caccia al responsabile\u00a0 Dzhokhar Tsarnaev,vide un agente ucciso e il fratello complice dell\u2019attentatore\u00a0Tamerlan Tsarnaev\u00a0 che a sua volta perse la vita durante uno scontro a fuoco con la polizia.<\/p>\n<p><strong>Boston per noi \u00e8 la vittoria di\u00a0Gelindo Bordin,<\/strong>\u00a0\u00a0il 16 aprile del 1990, dopo l\u2019oro ai Giochi del 1988,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 che\u00a0<\/span><span class=\"Apple-converted-space\">da queste parti scrisse un pezzo di storia che non canceller\u00e0 pi\u00f9 nessuno:\u00a0 primo in<\/span>\u00a02:08\u201919\u201d e primo campione olimpico a vincere anche a Boston. Mai pi\u00f9 successo. Ma anche la storia di\u00a0Danilo Goffi\u00a0che ormai quasi una decina di anni fa , a 43 anni, qui regol\u00f2 un conto in sospeso, \u00a0primo italiano, primo master, secondo europeo e 15\u00b0 assoluto col tempo di 2:18\u201944\u201d.<\/p>\n<p><strong>Boston \u00e8 la prima donna di sempre al traguardo di una maratona<\/strong>.\u00a0 Storia che va ad alimentare il mito di una sfida che ha cambiato la storia della corsa e forse non solo quella con \u00a0Kathrine Switzer\u00a0 che aggir\u00f2 il divieto che impediva alle donne di correre le lunghe gare perch\u00e8 si temeva fossero dannose per la loro fertilit\u00e0. Ma\u00a0 lei\u00a0 si vest\u00ec da uomo e la corse lo stesso anche se un paio di chilometri dal traguardo un fotografo si accorse dell\u2019inganno e\u00a0\u00a0Jock Semple,\u00a0l\u2019organizzatore, cerc\u00f2 in tutti i modi di fermarla. Ma non ci riusc\u00ec\u00a0 e le foto di quella prima donna maratoneta fa il giro del mondo.<\/p>\n<p><strong>Boston \u00e8 tutte queste cose insieme<\/strong> e molte altre che sono state e che verranno. &#8220;Boston is strong&#8230;&#8221; dicono gli americani e lo\u00a0 ripetono tutti quelli che hanno la fortuna di arrivare al traguardo. \u00a0<em class=\"eujQNb\" data-sfc-root=\"c\" data-sfc-cb=\"\" data-complete=\"true\">&#8220;You start as a runner. You finish as a Boston Marathoner&#8230;.&#8221; <\/em>si dice da queste parti. Che d\u00e0 bene il senso della storia:\u00a0 perch\u00e8 qui si comincia come corridori e si fiisce come maratoneti di Boston&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La maratona di Boston va sempre al di l\u00e0 della cronaca. 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