{"id":39719,"date":"2026-04-28T21:24:02","date_gmt":"2026-04-28T19:24:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39719"},"modified":"2026-04-28T21:24:28","modified_gmt":"2026-04-28T19:24:28","slug":"il-muro-delle-due-ore-che-crolla-in-maratona-e-la-vittoria-degli-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/28\/il-muro-delle-due-ore-che-crolla-in-maratona-e-la-vittoria-degli-uomini\/","title":{"rendered":"Il muro delle due ore che crolla in maratona \u00e8 la vittoria degli uomini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/28\/il-muro-delle-due-ore-che-crolla-in-maratona-e-la-vittoria-degli-uomini\/saw\/\" rel=\"attachment wp-att-39721\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39721\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/saw-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/saw-300x224.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/saw-1024x763.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/saw-768x572.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/saw.jpg 1051w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il keniano\u00a0<strong data-node-id=\"3.1\">Sebastian Sawe,\u00a0 <\/strong>entra nella storia dello sport, vince \u00a0la TCS London Marathon con il tempo di 1h59\u201930\u201d, firma il \u00a0nuovo record mondiale nella distanza davanti all\u2019 etiope Yomif Kejelcha che chiude\u00a0 con il tempo di 1h59\u201941\u201d. Due fenomeni. Due fenomeni che fanno ci\u00f2 che per anni nella maratona sembrava impossibile: abbattere il muro delle due ore. <span data-subtree=\"aimfl,mfl\" data-processed=\"true\">&#8220;Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima&#8221; dicevano Finn e Autumn, amici d&#8217;infanzia che si allontanano crescendo e raccontano la loro vita nel romazo<i> di Laura Nowlin&#8230;<\/i>C&#8217;era una maratona sopra le due ore e adesso ce n&#8217;\u00e8 un&#8217;altra sotto le due ore, pi\u00f9 vicina forse al mezzofondo che racconta come nulla possa fermare il progresso nello sport, come i record siano fatti proprio per essere battuti, come la storia diventi gi\u00e0 il giorno dopo passato che il futuro presto o tardi ( ma ormai quasi sempre presto) riscriver\u00e0.\u00a0 <\/span><\/p>\n<p><span data-subtree=\"aimfl,mfl\" data-processed=\"true\"><strong>Ma a Londra non ha vinto solo questo ragazzo keniano di famiglia contadina<\/strong> nato 31 anni fa nel \u00a0villaggio di Cheukta, sugli altopiani di Uasin Gishu e originario della tribu dei Nandi. Ha vinto\u00a0 un uomo con il suo cuore, la sua testa, le sue gambe e la sua tenacia.\u00a0 Che di questi tempi non \u00e8 una banalit\u00e0 ma soprattutto non \u00e8 scontato.\u00a0 Poche settimane fa a Pechino sulle strade intorno a E-Town, il polo produttivo high-tech statale nella capitale cinese, si \u00e8 corsa un mezza maratona al mondo con robot umanoidi .\u00a0 E un robot umanoide che era in gara contro corridori in carne e ossa ha battuto il record mondiale in mezza maratona. Certo, si sa da sempre che le macchine sono pi\u00f9 forti e pi\u00f9 veloci di noi, ma la competizione sembrava fino a qualche tempo fa terreno esclusivo per la sceneggiatura di qualche film di fantascienza. <\/span>Film profetici sui rapporti uomi robot come <em>Her<\/em>\u00a0e serie TV come\u00a0<em>Humans<\/em> hanno mostrato che le persone potrebbero ben presto innamorarsi di umanoidi sempre pi\u00f9 somiglianti alle persone in carne e ossa.\u00a0 Dalla cucina, alle pulizie di casa, dai lavori di fatica e non solo di fatica alla guerra\u00a0 al sesso la robotica si sta inesorabilmente impadronendo delle nostre vite. Toccava allo sport, anzi in realt\u00e0 era gia toccato perch\u00e8 la tecnologia e l\u2019intelligenza artificiale gi\u00e0 oggi in molte discipline sono necessarie per i progetti, lo sviluppo, per migliorare performance e sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Ecco perch\u00e8 il muro abbatututo da Sawe racconta come nello sport, nonostante tutto, l&#8217;uomo sia ancora al centro.<\/strong> Resti protaginista con i suoi limiti, con la possibilit\u00e0 di migliorarli, con la tecnica, la tecnologia, con la ricerca che d\u00e0 una mano ormai indispensabile per alzare l&#8217;aticella. Sawe conferma tutto ci\u00f2.\u00a0 Il suo record londinese non nasce ovviamente per caso. Scrive con precisione oggi sul Corriere della Sera Marco Bonarrigo come\u00a0 il keniano per mesi si sia allenato con una maschera facciale capace di tracciare con il carbonio-13 come il suo organismo fosse in grado di trasformare gli zuccheri in &#8220;benzina&#8221;. In grado di fornire indicazioni scientifiche sul piano alimentare pre e durante la gara,\u00a0 capace di indicare le miscele di glucosio, fruttosio, carbonato di calcio da assumere ogni 5 km, capace di gestire durante i 42 chilometri gli otto rifornimenti di liquidi e gel e capace di dare indicazioni su come utilizzare il bicarbonato per &#8220;tamponare&#8221; la produzione di acido lattico evitando il rischio di problemi di nausea e gastro intestinali. Insomma scienza. Ma non fantascienza&#8230;<\/p>\n<p><strong>Il 12 ottobre di sette anni fa ad abbattere il muro era stato a Vienna un altro mito della maratona di sempre Eliud Kipchoge ,<\/strong> in una\u00a0 sfida pensata e studiata dalla Ineos,\u00a0 l\u2019azienda del miliardario inglese Jim Ratcliffe, l\u2019uomo pi\u00f9 ricco di Gran Bretagna, che si era fatta carico di organizzare una maratona che in realt\u00e0 era un test riservato a una decina di atleti a fare da lepri, con un percorso praticamente senza curve, con un\u2019auto a tagliare l\u2019aria. Fin\u00ec in un\u2019ora 59 minuti e 40 secondi, record che\u00a0 ovviamente non fu certificato dalla Iaaf,\u00a0 perch\u00e8\u00a0 maratona non era,\u00a0 ma che oltre sgretolare un limite\u00a0 sportivo ma soprattutto psicologico\u00a0 apr\u00ec una via sportiva ma anche commerciale. Ma ci\u00f2 che \u00e8 successo a Londra domenica \u00e8 un passo in pi\u00f9. Un passo migliore perch\u00e8 Sawe ha corso una maratona vera e dietro di lui l&#8217;ha corsa anche Yomif Kejelcha che era al dbutto sui42 chilometri e quindi \u00e8 forse ancora pi\u00f9 sorprendente.<\/p>\n<p><strong>Molto altro verr\u00e0. <\/strong>Ma l&#8217;impresa di questi due ragazzi \u00e8 un bell&#8217;argine in difesa dello sport degli uomini. Arriveremo ad uno sport solo per i robot? Probabilmente s\u00ec. Potranno gli algoritmi, gli umanoidi, l\u2019intelligenza artificiale sostituire gli uomini, la loro fatica, la loro creativit\u00e0, la voglia di non arrendersi fino a traguardo, lo scoramento per un obbiettivo fallito o la gioia per una vittoria. Ovviamente no.\u00a0 Da una parte il sogno ( o l\u2019incubo, dipende dai punti di vista) di liberare l\u2019uomo dai suoi limiti biologici, dall\u2019altra la convinzione ( o la speranza)\u00a0 che resti sempre un confine stabile tra uomo e macchina. E che non sia valicabile. Per questo il muro abbattuto da Sawe \u00e8 un bel sospiro di sollievo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il keniano\u00a0Sebastian Sawe,\u00a0 entra nella storia dello sport, vince \u00a0la TCS London Marathon con il tempo di 1h59\u201930\u201d, firma il \u00a0nuovo record mondiale nella distanza davanti all\u2019 etiope Yomif Kejelcha che chiude\u00a0 con il tempo di 1h59\u201941\u201d. Due fenomeni. 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