{"id":39761,"date":"2026-05-06T21:08:19","date_gmt":"2026-05-06T19:08:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39761"},"modified":"2026-05-06T21:15:10","modified_gmt":"2026-05-06T19:15:10","slug":"lo-sport-pubblico-e-quello-privato-la-differenza-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/05\/06\/lo-sport-pubblico-e-quello-privato-la-differenza-ce\/","title":{"rendered":"Lo sport pubblico e quello &#8220;privato&#8221;: la differenza c&#8217;\u00e8"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/10\/14\/sport-antidoto-alla-violenza\/cde-3\/\" rel=\"attachment wp-att-35030\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35030\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/cde-300x237.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/cde-300x237.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/cde-1024x810.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/cde-768x608.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/cde.jpg 1117w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lo sport in una grande citt\u00e0 deve essere pubblico o privato? E\u2019 la domanda delle \u00abcento pistole\u00bb, sempre attuale soprattutto a Milano che ha appena concluso la sua avventura olimpica e ora torna a fare i conti con una situazione degli impianti sportivi a dir poco \u00abcomplicata\u00bb, per usare un eufemismo. \u00abDobbiamo il pi\u00f9 possibile arrivare a un momento di riflessione sul ruolo del pubblico in ambito sportivo e se continuiamo a pensare che il partenariato pubblico-privato sia la soluzione per i nuovi bandi sbagliamo. Credo in sostanza che i grandi centri sportivi della citt\u00e0 dovrebbero diventare di propriet\u00e0 di Milano Sport, come abbiamo fatto con i mercati coperti per Sogemi. MilanoSport dovrebbe acquisirli e gestirli con criteri sociali e di inclusione che prevalgano su quelli econoimici\u2026\u00bb. Cos\u00ec Alessandro Giungi (Pd), presidente della Commissione comunale Olimpiadi e Paralimpiadi, aveva risposto non pi\u00f9 tardi di qualche settimana in un\u2019intervista al Giornale su quale dovesse essere il principio a cui ispirarsi nella gestione dello sport in citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni a Milano la direzione non \u00e8 stata questa<\/strong>\u00a0e il Comune ha avviato un processo di affidamento a privati (o di partenariato pubblico-privato) per la gestione e la riqualificazione di numerosi impianti sportivi: dal Lido in Piazzale Lotto alla Piscina Cozzi al Centro Sportivo Scarioni all\u2019Agor\u00e0 tanto per fare qualche esempio. Una deriva rischiosa, su cui si dibatte e che molti, sopratutto le tante piccole societ\u00e0 sportive che gestiscono lo sport amatoriale e giovanili tra sascrifici e volontariato, non vedono di buon occhio.<\/p>\n<p><strong>Ma ora pare arrivi un \u00abfreno\u00bb,<\/strong>\u00a0una inversione di marcia a cominciare da uno degli impianti pi\u00f9 importanti della citt\u00e0, il centro sportivo Carraro. Nell\u2019ultima seduta la Giunta comunale ha infatti approvato una delibera che prevede l\u2019inserimento definitivo dell\u2019impianto nella dotazione di MilanoSport. Il centro di via dei Missaglia, una struttura da 43mila metri quadrati realizzata ormai dal 1987, \u00e8 sempre stato un punto di riferimento cittadino per l\u2019atletica, il calcio e il tennis oltre a ospitare spazi dedicati all\u2019arrampicata e alla ginnastica. All\u2019interno \u00e8 presente anche un palazzetto polivalente per basket e pallavolo, attualmente oggetto di un importante intervento di riqualificazione finanziato con 3,4 milioni di euro di fondi Pnrr, con conclusione dei lavori prevista entro giugno. E a questo scopo, solo per quest\u2019anno, \u00e8 prevista un\u2019integrazione del contributo che il Comune riconosce a MilanoSport fino a un massimo di 400mila euro.<\/p>\n<p><strong>\u00abLa delibera rappresenta un\u2019ulteriore conferma della volont\u00e0 dell\u2019Amministrazione di investire nello sport<\/strong>\u00a0e un segnale concreto della seriet\u00e0 con cui abbiamo affrontato il tema della legacy dei Giochi Olimpici e Paralimpici \u2013 spiega l\u2019assessore allo Sport, Martina Riva -. Il Carraro \u00e8 un presidio fondamentale per Milano e per il quartiere di Gratosoglio: riportarlo al suo pieno funzionamento era una priorit\u00e0 del mandato. Rester\u00e0 stabilmente in gestione a MilanoSport, che ha gi\u00e0 dimostrato in questi anni capacit\u00e0 e qualit\u00e0, e che potr\u00e0 rafforzare ulteriormente il servizio mantenendo tariffe comunali accessibili\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E se per il Carraro la via sembra tracciata, cos\u00ec non \u00e8 per un altro iconico impianto sportivo milanese: il centro XXV Aprile,<\/strong>\u00a0tempio dell\u2019atletica mondiale che sulla sua pista ha visto allenarsi campioni come Alberto Cova e Francesco Panetta nonch\u00e8 giovani, amatori e soprattutto i bambini delle scuole. E\u2019 oggetto di un progetto di riqualificazione pubblico-privato che vorrebbe in parte trasformarlo in un impianto pi\u00f9 aperto al tennis, al padel e con una vocazione pi\u00f9 commerciale. Mercoled\u00ec ospiter\u00e0 un incontro pubblico che metter\u00e0 a confronto esperti, istituzioni sportive e atleti, per capire quale potr\u00e0 e dovr\u00e0 essere il suo futuro. E il dibattito continua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo sport in una grande citt\u00e0 deve essere pubblico o privato? E\u2019 la domanda delle \u00abcento pistole\u00bb, sempre attuale soprattutto a Milano che ha appena concluso la sua avventura olimpica e ora torna a fare i conti con una situazione degli impianti sportivi a dir poco \u00abcomplicata\u00bb, per usare un eufemismo. \u00abDobbiamo il pi\u00f9 possibile arrivare a un momento di riflessione sul ruolo del pubblico in ambito sportivo e se continuiamo a pensare che il partenariato pubblico-privato sia la soluzione per i nuovi bandi sbagliamo. 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