{"id":39807,"date":"2026-05-15T21:02:43","date_gmt":"2026-05-15T19:02:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39807"},"modified":"2026-05-15T21:06:10","modified_gmt":"2026-05-15T19:06:10","slug":"il-molise-esiste-e-infatti-saluta-il-giro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/05\/15\/il-molise-esiste-e-infatti-saluta-il-giro\/","title":{"rendered":"Il Molise esiste&#8230;E infatti saluta il Giro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/05\/15\/il-molise-esiste-e-infatti-saluta-il-giro\/mol-3\/\" rel=\"attachment wp-att-39808\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39808\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/mol-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/mol-300x160.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/mol-1024x547.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/mol-768x410.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/mol.jpg 1145w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quasi 250 chilometri da Formia al Blockhaus. Dal Lazio all&#8217;Abruzzo passando per il Molise, terre di grandi montagne, di grandi campagne di piccoli paesi e di grandi parchi oggi diventati uno solo. Jonas Vingegaard vince in solitaria la settima tappa del Giro d&#8217;Italia ma questa \u00e8 cronaca e invece, mentre scorrono le immagini, viene voglia di raccontare un&#8217;altra storia. Si capisce al volo che per chi pedala, e non solo per chi pedala, che queste antiche strade dove una volta passavano tratturi e transumanze sono una sorprendente magia.<\/p>\n<p><strong>Strade silenziose, zitte dove Lazio Molise e Abruzzo sono terra di confine<\/strong> e dove pedalare \u00e8 davvero uno sport che ti rimette in pace con l\u2019anima. Strade tranquille e silenziose come le montagne del parco d\u2019Abruzzo che da qualche anno si \u00e8 allargato ad altre due regioni, che poco cambia, che resta un incanto. Non si sente un rumore. Zone di orsi, di cervi e di lupi con il marchio della Marsica, \u201cMondi a parte\u201d\u00a0che ancora conoscono fortunatamente un turismo discreto, non invadente e molto spesso neppure quello. Paesi e passi quasi dimenticati,\u00a0 \u201cfuori dalle rotte\u201d come si dice in questi casi e non si sa se aggiungere per fortuna o per sfortuna perch\u00e8 poi il turismo porta benessere ma toglie pace e tranquillit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il Molise esiste.<\/strong> Un terra di tratturi usati da popoli antichi prima ancora che dai sanniti e dai romani. Vie che d\u2019inverno servivano per portare le greggi verso il caldo, cio\u00e8 verso il mare delle Puglie e d\u2019estate al fresco verso le cime dell\u2019Abruzzo. Strade larghe, larghissime che avevano la misura precisa in larghezza di 111,6 metri per permettere il transito degli animali,\u00a0 che toccano oltre 70 comuni del Molise, che un tempo vennero usate da pastori,\u00a0 pellegrini e militari e che ora sono diventate patrimonio mondiale dell\u2019Unesco. Il Giro passa, va verso il Blockhaus e in questa sua velocissima \u201ctransumanza\u201d ciclistica fatta di scatti e controscatti consegna una cartolina molisana che racconta un\u2019Italia che da queste parti \u00e8 ancora preziosa e custodita.<\/p>\n<p><strong>Da Cerro al Volturno a\u00a0 Rionero Sannitico, da Isernia a Boiano\u00a0\u00a0a\u00a0\u00a0Campitello, dalle\u00a0\u00a0Mainarde al\u00a0\u00a0Matese<\/strong> questa \u00e8 terra di grandi montagne, grandi freddi e\u00a0 grandi silenzi. E\u2019 terra\u00a0 di storia con il teatro\u00a0 romanico \u00a0Pietrabbondante,\u00a0 con gli scavi archeologici di Sepino, con quelli sannitici di Castel San Vincenzo. E\u2019 terra di laghi e castelli in molti suoi angoli dimenticata. E terra che non sa essere ruffiana, che applaude e sorride a chi pedala. Non c\u2019\u00e8\u00a0 traffico, non c\u2019\u00e8 rumore, non c\u2019\u00e8 pericolo. E soprattutto su molte strade per chilometri e chilometri non si incontra anima viva. Uno spazio quasi incantato.\u00a0 Le bici vanno con le gambe e con il cuore in un lento pedalare che libera la mente. Solo qui. E&#8217; il resto che non esiste\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quasi 250 chilometri da Formia al Blockhaus. Dal Lazio all&#8217;Abruzzo passando per il Molise, terre di grandi montagne, di grandi campagne di piccoli paesi e di grandi parchi oggi diventati uno solo. Jonas Vingegaard vince in solitaria la settima tappa del Giro d&#8217;Italia ma questa \u00e8 cronaca e invece, mentre scorrono le immagini, viene voglia di raccontare un&#8217;altra storia. 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