{"id":39846,"date":"2026-05-22T21:10:15","date_gmt":"2026-05-22T19:10:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39846"},"modified":"2026-05-22T21:11:37","modified_gmt":"2026-05-22T19:11:37","slug":"al-giro-vince-alberto-bettiol-lultimo-dei-romatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/05\/22\/al-giro-vince-alberto-bettiol-lultimo-dei-romatici\/","title":{"rendered":"Al Giro vince Alberto Bettiol, l&#8217;ultimo dei romantici&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/05\/22\/al-giro-vince-alberto-bettiol-lultimo-dei-romatici\/bett\/\" rel=\"attachment wp-att-39847\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-39847\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/bett-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/bett-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/bett-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/bett-768x510.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/05\/bett.jpg 1154w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Mai banale.\u00a0 Nel ciclismo chi ha coraggio a volte perde ma ogni tanto vince come vincono i campioni.\u00a0 Alberto Bettiol\u00a0 vince in solitaria la 13maa tappa del Giro d&#8217;Italia, la Alessandria-Verbania di 189 km e per\u00a0 il toscano dell&#8217;Astana \u00e8 la nona vittoria in carriera, la seconda al Giro. Mai banale perch\u00e8 Bettiol corre per vincere rischiando di perdere, senza paura di far brutte figure,\u00a0 mettendo in conto le delusioni. Corre per non avere rimpianti.<\/p>\n<p><strong>Oggi come al Giro delle Fiandre, come quattro anni fa a Stradella,<\/strong> con uno scatto da fuoriclasse a una decina di chilometri dal traguardo su una salita che non \u00e8 il suo mondo ma che conosceva, che aveva fatto e rifatto in allenamento visto che da un paio di anni da queste parti \u00e8 di casa. Uno scatto che ha lasciato su posto Andreas Leknessund e l&#8217;ha portato dritto dritto tra le braccia della sua fidanzata che lo aspettava al traguardo. &#8220;Verbania \u00e8 la mia seconda casa e vincere qui \u00e8 \u00a0un ricordo che porter\u00f2 con me per sempre- spiega- C&#8217;era tutta la mia famiglia, mio fratello, i miei genitori, e anche quella della mia compagna. Lei \u00e8 di qui e questa ormai \u00e8 la mia seconda casa. La cosa pi\u00f9 difficile era entrare nella fuga , ce l&#8217;ho fatta e poi \u00e8 andato tutto meglio del previsto. Del finale conoscevo ogni curva, ogni chilometro, specie della salita. Sapevo che l&#8217;ultimo tratto andava affrontato a tutta. Vinco poco. Per\u00f2 ho vinto la gara pi\u00f9 bella del mondo che \u00e8 il Giro delle Fiandre, ho vinto la gara pi\u00f9 antica del mondo che \u00e8 la Milano-Torino e ora ho due tappe nella corsa a tappe pi\u00f9 bella del mondo, il Giro d\u2019Italia. Ho dovuto attendere due anni per gioire e devo ringraziare Alexander Vinokourov che ha sempre creduto in me. I miei compagni di squadra hanno fatto un lavoro eccellente fin dall&#8217;inizio del Giro e sono contento di far parte di questo gruppo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; l&#8217;ultimo dei corridori romantici.\u00a0<\/strong> Oggi i giovani\u00a0 sono pi\u00f9 robotici e scientifici e le emozioni sfuggono. \u00abIl coraggio\u00a0 se uno non ce l\u2019ha non se lo pu\u00f2 dare\u2026\u00bb, scriveva Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi a proposito di Don Abbondio che si rifiutava di celebrare le nozze tra Renzo e Lucia.\u00a0 Alberto Bettiol di coraggio ne ha da vendere e a Manzoni sarebbe piaciuto parecchio immaginandolo magari nei panni di Fra Cristoforo, l\u2019unico a non aver timore di affrontare il malvagio Don Rodrigo. Nel ciclismo chi ha coraggio a volte perde ma ogni tanto vince come vincono i campioni, come si vinceva un tempo, come si sta ricominciando a vincere in questo ciclismo moderno che sa di antico. Va cos\u00ec. Anzi spesso non va e allora pazienza. Poi per\u00f2 succede come oggi di scrivere un&#8217;altra bella pagina di ciclismo che non \u00e8 solo una vittoria, non \u00e8 uno dei tanti sprint, una fuga come le altre. Basta guardarlo Bettiol per capire che il suo ciclismo\u00a0 racconta altre storie. Basta immaginare. Basta ricordare. E allora la mente torna non a una sua vittoria ma a una sua sconfitta, tre anni fa in una fredda e piovosa domenica di\u00a0 Glasgow, con quello scatto a una 50ina di chilometri dall&#8217;arrivo senza speranza sullo strappo di Montrose street durante il mondiale. Contro ogni logica, contro il buonsenso, contro tutti quelli che non potevano capire.\u00a0 Pi\u00f9 di qualcuno disse allora che non aveva senso, che era pazzo, che era l\u2019azione disperata di uno che sapeva che non poteva vincere e che lo aveva fatto solo per mettersi un po\u2019 in mostra.\u00a0 Banalit\u00e0. E bastato lasciar passare il tempo per rendergli onore. \u00a0Andare in fuga \u00e8 un atto di coraggio. Va in fuga chi non ha paura di perdere, chi non vuole avere rimpianti, chi non ha paura della solitudine. Sembra un mondo alla rovescia e invece \u00e8 un mondo di magie. Quelle di Bettiol, ultimo dei romantici&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mai banale.\u00a0 Nel ciclismo chi ha coraggio a volte perde ma ogni tanto vince come vincono i campioni.\u00a0 Alberto Bettiol\u00a0 vince in solitaria la 13maa tappa del Giro d&#8217;Italia, la Alessandria-Verbania di 189 km e per\u00a0 il toscano dell&#8217;Astana \u00e8 la nona vittoria in carriera, la seconda al Giro. Mai banale perch\u00e8 Bettiol corre per vincere rischiando di perdere, senza paura di far brutte figure,\u00a0 mettendo in conto le delusioni. Corre per non avere rimpianti. 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