{"id":39870,"date":"2026-05-26T23:52:46","date_gmt":"2026-05-26T21:52:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39870"},"modified":"2026-05-26T23:52:46","modified_gmt":"2026-05-26T21:52:46","slug":"cera-una-volta-lausterity","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/05\/26\/cera-una-volta-lausterity\/","title":{"rendered":"C&#8217;era una volta l&#8217;austerity"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/23\/cera-una-volta-lausterity-e-imparammo-a-pedalare\/aus\/\" rel=\"attachment wp-att-39649\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-39649\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/aus-207x300.jpg\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/aus-207x300.jpg 207w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/aus.jpg 539w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a>C\u2019era poco da festeggiare ma fu una festa\u2026Era domenica 2 dicembre del 1973 quando Milano si svegli\u00f2 all\u2019improvviso in silenzio, a motori spenti, senz\u2019auto. Era la prima domenica di \u00abausterity\u00bb che port\u00f2 sulle vie della circonvallazione, nei quartieri, in centro un popolo stranito e ma anche divertito che si muoveva a piedi, in bici, sui pattini, a cavallo, su improbabili carrozze rispolverate chiss\u00e0 dove. Di necessit\u00e0 si fece virt\u00f9 in risposta alla crisi petrolifera causata dalla guerra del Kippur scoppiata dopo che l\u2019esercito egiziano e quello siriano attaccarono Israele per sottrarre al controllo i territori conquistati durante la guerra dei sei giorni del 1967. Anche allora gli Usa intervennero a sostegno di Israele provocando la reazione dei Paesi Arabi produttori di petrolio che decisero di chiudere i rubinetti all\u2019Occidente, facendo schizzare il prezzo del greggio alle stelle e costringendo governi e famiglie a cambiare abitudini in poche settimane.<\/p>\n<p><strong>E si cominci\u00f2 proprio di domenica.<\/strong>\u00a0Quel giorno fu quasi una festa. I milanesi in una mattinata riscoprirono il piacere di passeggiare, di pedalare, di correre per le strade, di andare in pasticceria a far colazione, in edicola a comprare il giornale o a vedere la partita a San Siro, che allora aveva un anello in meno di oggi, lasciando l\u2019auto in garage. \u00abSi ripresero la citt\u00e0\u00bb come va di moda dire adesso, che sembrava strano ma, come tutte le cose nuove, metteva di buon umore. Non dur\u00f2 molto. L\u2019allora presidente del consiglio Mariano Rumor con il benestare della Dc, del Partito socialista, dei socialdemocratici e dei Repubblicani var\u00f2 un decreto con una serie di misure di contenimento dei consumi da \u00ablacrime e sangue\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il divieto di circolazione ai mezzi motorizzati in tutti i giorni festivi<\/strong>\u00a0con multe da centomila lire a un milione per chi \u00absgarrava\u00bb, la chiusura dei distributori di benzina che intanto era lievitata da 150 a 200 lire al litro dalle 12 del giorno precedente la festivit\u00e0 sino alle 24 del giorno dopo, la chiusura anticipata di negozi e uffici pubblici: i primi alle ore 19, i secondi alle ore 17.30. Anche bar, ristoranti e locali pubblici erano obbligati a chiudere alle 24, mentre cinema, teatri e locali potevano rimanere aperti fino alle 22.45. E poi la Tv: la Rai (allora c\u2019erano solo la RaiUno e Raidue) avrebbe dovuto terminare la sua programmazione entro le 22.45, non un minuto di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>E infine il governo imponeva a tutti i Comuni la riduzione del 40% dell\u2019illuminazione pubblica,<\/strong>\u00a0mentre le scritte o le insegne luminose delle vetrine di negozi e altri locali pubblici dovevano restare spente. Da un giorno all\u2019altro i milanesi si trovarono a fare i conti con un\u2019altra citt\u00e0. E, sempre in un attimo, la gioia delle prime domeniche di austerity lasci\u00f2 il posto alla difficolt\u00e0 quotidiana di fare i conti con la crisi energetica. Si spense lentamente il centro, si spensero le insegne pubblicitarie al neon che in piazza del Duomo, sulla facciata di palazzo Carminati, facevano la\u00a0<em>r\u00e9clame<\/em>\u00a0alle lavatrici Candy, al Cinzano, all\u2019Aperol, all\u2019amaro Sarti, al Vov e all\u2019 Idrolitina del cavalier Gazzoni e si spensero da corso Buenos Aires a via Meravigli a via Dante tutte le vie commerciali. Non solo.<\/p>\n<p><strong>La crisi mordeva e i trasporti ne pagavano il prezzo pi\u00f9 alto<\/strong>\u00a0tant\u2019\u00e8 che cominciarono a scarseggiare anche non solo la benzina, con code infinite di automobilisti in quei pochi distributori rimasti aperti, ma anche i generi alimentari che i supermercati dovettero razionare. And\u00f2 avanti cos\u00ec per quasi cinque mesi finch\u00e8 nel marzo del 1974 fu introdotta prima la circolazione a targhe alterne e poi i divieti vennero revocati del tutto in occasione di Pasqua e Pasquetta.<\/p>\n<p><strong>C\u2019era una volta l\u2019austerity che cambi\u00f2 (non poco) le abitudini<\/strong>\u00a0dei milanesi, che consegn\u00f2 loro una citt\u00e0 diversa, che li mise di fronte ad una societ\u00e0 che non poteva pi\u00f9 contare su un\u2019energia a basso costo e che li costrinse a non poche rinunce. C\u2019era una volta l\u2019austerity e oggi potrebbe tornare. Cos\u00ec dice la cronaca e cos\u00ec ci ricorda la storia\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019era poco da festeggiare ma fu una festa\u2026Era domenica 2 dicembre del 1973 quando Milano si svegli\u00f2 all\u2019improvviso in silenzio, a motori spenti, senz\u2019auto. 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