{"id":39899,"date":"2026-06-06T16:09:43","date_gmt":"2026-06-06T14:09:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39899"},"modified":"2026-06-06T16:09:43","modified_gmt":"2026-06-06T14:09:43","slug":"in-bici-a-milano-non-e-qui-la-festa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/06\/06\/in-bici-a-milano-non-e-qui-la-festa\/","title":{"rendered":"In bici a Milano: &#8220;non \u00e8 qui la festa&#8221;&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/06\/06\/in-bici-a-milano-non-e-qui-la-festa\/bicifesta\/\" rel=\"attachment wp-att-39900\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39900\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/06\/bicifesta-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/06\/bicifesta-204x300.jpg 204w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/06\/bicifesta.jpg 537w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a>Qualche giorno fa si \u00e8 celebrata la giornata mondiale della bicicletta. Quando si festeggia la giornata mondiale di qualcosa &#8211; quasi sempre &#8211; c\u2019\u00e8 poco da festeggiare e molto ancora da fare. Altrimenti non ci sarebbe bisogno di attirare l\u2019attenzione su qualcosa che fa parte della nostra quotidianit\u00e0. E vale anche per la bici purtroppo, soprattutto a Milano, citt\u00e0 che negli ultimi lustri ha scommesso forte sulla mobilit\u00e0 a pedali. Che festa \u00e8? Ma soprattutto a cosa serve la Giornata Mondiale della Bicicletta istituita dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 12 aprile 2018, che riconosce \u00abl\u2019unicit\u00e0, la longevit\u00e0 e la versatilit\u00e0\u00bb di un mezzo che \u00e8 in uso da oltre due secoli e che potrebbe diventare forma di trasporto del futuro a patto di integrarlo con buonsenso e non di imporlo con \u00abtalebana\u00bb prepotenza? A Milano, con l\u2019amministrazione del sindaco Giuseppe Sala, lui pure ottimo ciclista praticante, la bici \u00e8 finita al centro delle politiche di mobilit\u00e0. Si \u00e8 puntato molto e giustamente sulle piste ciclabili, forse anche dove non si potevano fare, con grandi strascichi di polemiche e di battaglie politiche: la ciclabile di corso Buenos Aires e quella sul ponte della Ghisolfa sono solo gli ultimi due esempi.<\/p>\n<p><strong>Troppa ideologia guida le strategie.<\/strong> E il risultato di questo approccio \u00abfortemente orientato\u00bb \u00e8 che spesso la sensazione \u00e8\u00a0 quella di una giunta che, pi\u00f9 che alle reali esigenze di chi sogna di muoversi in bici in una grande citt\u00e0 senza rischiare la pelle, pensi invece solo pensato a sommare chilometri e chilometri di ciclabili dichiarando guerra a tutte le altre forme di mobilit\u00e0 a motore. Le auto in primis (muoversi in macchina oggi a Milano oltre che un salasso sembra essere un colpa) ma anche a scooter e moto un po\u2019 avanti con gli anni a cui ora il Comune ha concesso un proroga ma che dal prossimo anno potrebbero essere messi al bando.<\/p>\n<p><strong>\u00abLe ciclabili sono state pensate male e disegnate peggio.<\/strong> Obbligano chi pedala a gimkane tra pedoni, mamme, gente che porta a spasso il cane, che corre, auto posteggiate di traverso, furgoni che scaricano la merce e che aprono le porte all\u2019improvviso\u00bb raccontava qualche anno fa Gianni Bugno poche settimane prima di candidarsi nella lista dei Riformisti che appoggiava il sindaco Sala alle elezioni. Il campione monzese \u00abbacchettava\u00bb il Comune sulla sicurezza di una rete ciclabile disegnata forse con troppa fretta. Ma per capire che le ciclabili milanesi (non tutte ma parecchie) siano pericolose non serve aver vinto un paio di mondiali o una Sanremo. Basta andarci, in bici ovviamente. Da via Sardegna a Buenos Aires a Molino delle Armi chi pedala rischia.<\/p>\n<p><strong>Rischia perch\u00e9 sulle piste non c\u2019\u00e8 controllo,<\/strong> non ci sono vigili, telecamere, non c\u2019\u00e8 nessuno che scoraggi auto, furgoni, moto, scooter a sfrecciare per saltare code o ingorghi. Le ciclabili possono piacere o non piacere ma se ci sono devono essere usate da chi pedala. Altrimenti diventano zone franche dove si rischia di finir male. Ed \u00e8 questa la contraddizione di Milano e della sua scommessa ciclabile: scontenta chi si muove in auto e che in bici non ci pu\u00f2 o non ci vuole andare perch\u00e9 \u00e8 troppo avanti con gli anni, non gli \u00e8 comodo o perch\u00e9 ha paura, ma scontenta anche molti di quelli che pedalano che non si sentono per nulla tranquilli e protetti anche dove dovrebbero esserlo.<\/p>\n<p><strong>I dati sugli incidenti parlano chiaro:<\/strong> sulle strade della citt\u00e0 si registrano ogni anno oltre mille incidenti che coinvolgono ciclisti con una media di quasi tre feriti al giorno. Quanto \u00e8 pericoloso spostarsi in bici lo spiega, meglio di tante chiacchiere, il primo Atlante italiano dei morti e dei feriti gravi in bicicletta, realizzato dal Competence centre on anti-fragile territories (Craft) del Politecnico di Milano e pubblicato qualche mese fa. Un lavoro prezioso a cui dovrebbero ispirarsi quei Comuni e quei sindaci che in cima alla lista dei loro propositi mettono la mobilit\u00e0 dolce. Il gruppo di ricerca, guidato da Paolo Bozzuto, docente del dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico, con Fabio Manfredini, Emilio Guastamacchia e Shidsa Zarei, restituisce una mappatura dell\u2019incidentalit\u00e0 ciclistica in Italia partendo dai dati Istat sugli incidenti stradali riportando dinamiche, numeri, giorni e orari degli incidenti in bici dal 2014 al 2023, su scala comunale, provinciale e regionale. La regione con pi\u00f9 incidenti \u00e8 la Lombardia, con 41.502 casi, seguita da Emilia-Romagna (30.447) e Veneto (23.139). Giorno nero per i ciclisti \u00e8 il sabato mattina, con il picco di incidenti registrato tra le 11 e le 12 (oltre 2.400), seguito dal tardo pomeriggio del marted\u00ec e del mercoled\u00ec (alle 18 si registrano in media 2.265 incidenti).<\/p>\n<p><strong>Milano \u00e8 maglia nera. E&#8217; la prima citt\u00e0 italiana per tasso di incidenti<\/strong>\u00a0 con 10.372 casi (un quarto degli incidenti lombardi) e con il pi\u00f9 alto indice di rischio nei Municipi 9 e 8 seguita da Roma (3.457) e Padova (3.132). La maggior parte degli incidenti avviene in corrispondenza di intersezioni stradali e incroci semaforizzati. Ci\u00f2 detto la ciclabilit\u00e0 \u00e8 un\u2019alternativa seria per il trasporto e i dati record sulle vendite di bici ne sono la prova. C\u2019\u00e8 un futuro a pedali che per\u00f2 sar\u00e0 una risorsa solo se riuscir\u00e0 ad integrarsi con le altre forme di mobilit\u00e0 senza far guerre n\u00e9 crociate e senza la presunzione di voler \u00absalvare il mondo\u00bb pedalando. Ma una cosa \u00e8 certa: non basta moltiplicare il numero delle piste e delle bici per fare il miracolo, non sono \u00abpani e pesci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La strada da fare (non solo ciclabile) \u00e8 tutta in salita<\/strong> perch\u00e9, se \u00e8 ovvio che il futuro della mobilit\u00e0 non pu\u00f2 escludere le bici dai suoi piani \u00e8 altrettanto ovvio che non pu\u00f2 essere cos\u00ec marcatamente ideologico ma debba accettare qualche forma di compromesso. Il sogno belga o olandese \u00e8 lontano, lontanissimo. E a ricordarlo a Palazzo Marino, pochi mesi fa erano stati proprio gli atleti della nazionale olimpica olandese venuti in citt\u00e0 per i Giochi. Pensavano, come fanno abitualmente dalle loro parti, di muoversi tra villaggio e Arena olimpica pedalando ma hanno impiegato un amen a ripensarci: \u00abPedalare a Milano \u00e8 terribile\u00bb avevano scritto Jutta Leerdam e compagni sui social dopo la prima uscita e dopo aver fatto i conti con buche, pav\u00e8, binari del tram, marciapiedi, ciclabili come sempre occupate da chi carica-scarica, auto che suonano e qualche insulto che non guasta mai. Cinque, sei chilometri come una \u00abRoubaix\u00bb: non era andata benissimo che \u00e8 un modo carino per dire che non era andata bene per niente. E quei post su Instagram dei pattinatori \u00aborange\u00bb suonano come una sentenza. Milano non \u00e8 Amsterdam: ce l\u2019avevano fatto credere e forse c\u2019eravamo un po\u2019 montati la testa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Qualche giorno fa si \u00e8 celebrata la giornata mondiale della bicicletta. Quando si festeggia la giornata mondiale di qualcosa &#8211; quasi sempre &#8211; c\u2019\u00e8 poco da festeggiare e molto ancora da fare. Altrimenti non ci sarebbe bisogno di attirare l\u2019attenzione su qualcosa che fa parte della nostra quotidianit\u00e0. E vale anche per la bici purtroppo, soprattutto a Milano, citt\u00e0 che negli ultimi lustri ha scommesso forte sulla mobilit\u00e0 a pedali. Che festa \u00e8? Ma soprattutto a cosa serve la Giornata Mondiale della Bicicletta istituita dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 12 aprile 2018, che riconosce \u00abl\u2019unicit\u00e0, la longevit\u00e0 e la [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/06\/06\/in-bici-a-milano-non-e-qui-la-festa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39899"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39899"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39899\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39902,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39899\/revisions\/39902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}