{"id":40013,"date":"2026-07-03T22:01:45","date_gmt":"2026-07-03T20:01:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=40013"},"modified":"2026-07-03T23:22:48","modified_gmt":"2026-07-03T21:22:48","slug":"froome-dice-addio-al-ciclismo-ma-la-sua-storia-era-gia-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/07\/03\/froome-dice-addio-al-ciclismo-ma-la-sua-storia-era-gia-finita\/","title":{"rendered":"Froome dice addio al ciclismo ma la sua storia era gi\u00e0 finita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/07\/03\/froome-dice-addio-al-ciclismo-ma-la-sua-storia-era-gia-finita\/489691823_9658598634196217_7589186027964728374_n\/\" rel=\"attachment wp-att-40014\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40014\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/07\/489691823_9658598634196217_7589186027964728374_n-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/07\/489691823_9658598634196217_7589186027964728374_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/07\/489691823_9658598634196217_7589186027964728374_n-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/07\/489691823_9658598634196217_7589186027964728374_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/07\/489691823_9658598634196217_7589186027964728374_n-768x767.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/07\/489691823_9658598634196217_7589186027964728374_n.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cL\u2019et\u00e0 \u00e8 uno stato mentale e io mi sento relativamente giovane nel ciclismo perch\u00e9 ho cominciato un po\u2019 pi\u00f9 tardi di altri\u2026\u201d.\u00a0 Cos\u00ec diceva qualche anno fa <strong>Chris\u00a0<\/strong><strong>Froome<\/strong> alla vigilia di uno tanti suoi rientri, dopo uno dei tanti suoi incidenti. Sembrava poter essere sportivamente eterno questo keniano-inglese non da tutti amato. E allora ogni volta dava \u201cdistrattamente\u201d un\u2019occhiata alla sua carta di identit\u00e0 e passava oltre perch\u00e8\u00a0 pareva ci fosse ( per lui) sempre\u00a0 un tempo per ricominciare. Quasi sempre.<\/p>\n<p><strong>Ma il tempo passa inesorabilmente anche per chi crede di aver trovato il modo di fermarlo, <\/strong>anche per i campioni, anche per chi ha lasciato un segno e ha scritto la storia. Froome si ritira anche se in realt\u00e0 si era ritirato gi\u00e0 da tempo. Ma ora arriva l&#8217;annuncio ufficiale: il corridore pi\u00f9 vincente nelle corse a tappe nei primi dieci anni di questo secolo, appende la bici al chiodo. Dice basta a 41anni dopo aver vinto quattro Tour de France, due Vuelta a Espa\u00f1a, un Giro d&#8217;Italia\u00a0 tutti con la maglia del team Sky. &#8220;Purtroppo l&#8217;anno scorso c&#8217;\u00e8 stata quella caduta alla fine di agosto e non era proprio il modo in cui volevo concludere- racconta a France Presse alla vigilia della partenza del Tour dove \u00e8 presente come ambasciatore Skoda-\u00a0 Ma, in quel momento, non avevo alcun dubbio che fosse finita&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Fine.<\/strong> In pratica fine dopo uno schianto terribile vicino a Saint Raphael sulle strade francesi della Costa Azzurra, travolto da un auto mentre si allenava e trasportato in elicottero all&#8217;ospedale di Tolone dove era stato operato per pneumotorace, cinque costole rotte e una frattura alle vertebre lombari e dove si era temuto per la sua vita. Di fatto la\u00a0 sua avventura in gruppo \u00e8 finita l\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Impossibile ripartire questa volta.<\/strong> Anche se forse lui per un attimo ci ha pensato. Cos\u00ec come aveva fatto nel 2019 al Giro del Delfinato, quando cadde durante il sopralluogo di una tappa riportando fratture ovunque: al femore destro, all&#8217;anca, al gomito destro, allo sterno, a una vertebra e a diverse costole.\u00a0 Ma allora and\u00f2 diversamente: tra millle difficolt\u00e0, mille sacrifici, mille timori aveva trovato il modo e le motivazioni per rimettersi in sella: \u00abLa cosa pi\u00f9 semplice sarebbe stato fermarsi \u2013 disse allora in una intervista alla televisione inglese-\u00a0 ma non volevo finire la mia carriera per una caduta. Cos\u00ec quando ho saputo che avrei potuto recuperare completamente ho deciso che ci avrei provato\u2026\u201d.\u00a0 Ed era tornato ma senza i risultati che forse lui pure si aspettava.<\/p>\n<p><strong> Da anni Chris Froome, non era pi\u00f9 quel\u00a0Chris Froome che frullava,<\/strong> che partiva e faceva il vuoto dietro s\u00e8. Aveva lasciato il posto a un ex campione che non voleva mollare, che ancora ci credeva ma che mestamente arrancava in retrovia. L&#8217;ultimo sussulto quattro anni fa al Tour nella tappa dell&#8217;Alpe d&#8217;Huez. A 13 chilometri dalla cima dell\u2019Alpe\u00a0 Froome era riapparso.\u00a0 Con altri due compagni di fuga era stato bello ritrovarlo l\u00ec . Lo stesso stile sempre un bel po\u2019 sgraziato con la testa a ciondolare e a dare (tanto) di spalle. Anche lo sguardo era lo stesso,\u00a0 basso sulla ruota davanti ma in realt\u00e0 fisso sui watt del ciclocomputer che una volta erano legge per tutti.\u00a0 Ma ormai non pi\u00f9.\u00a0 E infatti quando gli altri avevano aperto un po&#8217; il gas lui era rimasto l\u00ec, solo a combattere, a difendere un terzo posto che per\u00f2 era un lampo, una luce,\u00a0 i tempi supplementari di una grande partita che il keniano inglese si ostinava a non far finire. Con la testa e con il cuore, con i suoi figli che gli facevano il tifo a bordo strada, con un ritorno al Tour che\u00a0 sembrava fantascienza. E forse lo era.<\/p>\n<p><strong>Una storia che non ha voluto far finire.<\/strong> A cui si \u00e8 aggrappato con la &#8220;tigna&#8221; di chi non si arrende come aveva fatto tanti anni fa sempre al Tour quando, sul Mont Ventoux, gli si ruppe la bici e continu\u00f2 di corsa.\u00a0 Mai mollare. In questi anni ha continuato a pedalare, per molti si \u00e8 &#8220;trascinato&#8221;\u00a0 pi\u00f9 per calcolo economico che per patetica testardaggine, \u00a0non pi\u00f9 capitano,\u00a0 ma gregario,\u00a0 chioccia,\u00a0 comunque in retroguardia, a mischiarsi nell\u2019anonimato di un gruppo che una volta non gli stava dietro.\u00a0 Che per uno che\u00a0 anni fa\u00a0 era stato convocato a corte da Sua altezza la regina Elisabetta che gli aveva conferito per \u00a0meriti ciclistici l\u2019onorificenza dell\u2019Ordine dell\u2019Impero Britannico non era un bel pedalare. Ma il keniano \u00e8 sempre stato\u00a0 alla ricerca di qualcosa.\u00a0 Non un Tour, non un Giro, forse neppure una vittoria. In questa ultima fase della sua vita ciclistica \u00e8 andato cercando se stesso e forse un po\u2019 della sua grandezza perduta\u00a0 nell&#8217;illusione di poter somigliare a un\u2019araba Fenice che rinascesse dalle sue ceneri. Ma c&#8217;\u00e8 un tempo per tutti e per ogni cosa. E quando il tempo finisce non perdona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cL\u2019et\u00e0 \u00e8 uno stato mentale e io mi sento relativamente giovane nel ciclismo perch\u00e9 ho cominciato un po\u2019 pi\u00f9 tardi di altri\u2026\u201d.\u00a0 Cos\u00ec diceva qualche anno fa Chris\u00a0Froome alla vigilia di uno tanti suoi rientri, dopo uno dei tanti suoi incidenti. Sembrava poter essere sportivamente eterno questo keniano-inglese non da tutti amato. E allora ogni volta dava \u201cdistrattamente\u201d un\u2019occhiata alla sua carta di identit\u00e0 e passava oltre perch\u00e8\u00a0 pareva ci fosse ( per lui) sempre\u00a0 un tempo per ricominciare. Quasi sempre. Ma il tempo passa inesorabilmente anche per chi crede di aver trovato il modo di fermarlo, anche per i [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/07\/03\/froome-dice-addio-al-ciclismo-ma-la-sua-storia-era-gia-finita\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40013"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40013"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40013\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40019,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40013\/revisions\/40019"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}