{"id":40292,"date":"2026-09-01T16:46:36","date_gmt":"2026-09-01T14:46:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=40292"},"modified":"2026-09-01T16:46:59","modified_gmt":"2026-09-01T14:46:59","slug":"dagnoni-fci-pedalare-a-milano-e-pericoloso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/09\/01\/dagnoni-fci-pedalare-a-milano-e-pericoloso\/","title":{"rendered":"Dagnoni (Presidente Fci): &#8220;Pedalare a Milano \u00e8 pericoloso&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/09\/01\/dagnoni-fci-pedalare-a-milano-e-pericoloso\/cic-8\/\" rel=\"attachment wp-att-40294\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40294\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/09\/cic-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/09\/cic-300x214.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/09\/cic-1024x729.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/09\/cic-768x547.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/09\/cic.jpg 1115w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Cordiano Dagnoni \u00e8 il Presidente della Federazione ciclistica Italiana. \u00c8 cresciuto e vive a Milano ma nella sua attivit\u00e0 di imprenditore ha girato parecchio all\u2019estero e, vedendo come si pedala in citt\u00e0 e in Italia dove ciclisti e automobilisti ormai sembrano stiano combattendo una \u00abguerra\u00bb senza fine, qualche riflessione ci tiene a farla. \u00abPer anni ho fatto avanti e indietro da Copenaghen per lavoro perch\u00e9 l\u2019azienda di cui ero amministratore delegato aveva sede in Danimarca. All\u2019inizio mi meravigliavo nel vedere che quasi tutti si muovevano tranquillamente in bici. Ma come avete fatto? Ho chiesto. Mi hanno risposto che per loro quello \u00e8 uno stile di vita ma lo \u00e8 diventato nel tempo. Sono partiti dalle infrastrutture. Ora la gente ha strade sicure dove pedalare e le usa. Funziona cos\u00ec&#8230;\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Quindi anche a Milano dovrebbe andare cos\u00ec visto che negli ultimi dieci anni di piste ciclabili ne sono state costruite praticamente ovunque&#8230;<\/strong><br \/>\n\u00abPedalare a Milano purtroppo \u00e8 ancora molto pericoloso. S\u00ec \u00e8 vero, le piste sono state costruite ed \u00e8 un passo importante, purtroppo per\u00f2 c\u2019\u00e8 ancora troppa commistione tra tratti ciclabili, posteggi auto, zone pedonali, marciapiedi. Se poi ci aggiungiamo pav\u00e9 e rotaie dei tram ci si rende conto che la strada \u00e8 ancora lunga. Pi\u00f9 che spot politici servono scelte razionali e coraggiose\u00bb.<br \/>\n<strong>Per\u00f2 qualcosa di muove. Il nuovo tratto del Progetto Cambio, la ciclovia metropolitana di oltre 750 km che porter\u00e0 alla realizzazione di un\u2019alternativa ciclabile di mobilit\u00e0 tra Milano e l\u2019hinterland entro il 2037, comincia a vedere la luce&#8230;<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 un progetto importante e ovviamente utile a patto che non ci sia promiscuit\u00e0 nell\u2019utilizzo, che ci siano controlli e manutenzione. All\u2019estero la scelta \u00e8 quella delle carreggiate ciclabili anche sulle strade di grande scorrimento semplicemente tracciate sull\u2019asfalto: funzionano e sono meno complicate da realizzare\u00bb.<br \/>\n<strong>Come in Francia e in Spagna?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec da quelle parti il ciclismo e il cicloturismo sono cresciuti molto negli anni tant\u2019\u00e8 che sempre pi\u00f9 squadre professionistiche per allenarsi scelgono di andare l\u00ec. Si sentono pi\u00f9 tranquille. Ma non \u00e8 solo un fatto di strade\u00bb.<br \/>\n<strong>Cio\u00e8?<br \/>\n<\/strong>\u00abNegli anni si \u00e8 costruita una cultura del rispetto tra chi va in auto e chi pedala. Hanno cominciato dalle scuole con i bambini, hanno poi continuato con i ragazzi e con le scuole guida. Ci sono regole e le rispettano. In Spagna e Francia chi segue un ciclista prima di sorpassare aspetta che ci sia strada libera. Solo allora si sposta nella carreggiata, non pretende di passare ad ogni costo come se la bici fosse invisibile\u00bb.<br \/>\n<strong>Da noi invece in citt\u00e0 ma anche sulle strade dell\u2019hinterland automobilisti e ciclisti sono in guerra.<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec purtroppo \u00e8 una situazione pesante. C\u2019\u00e8 tanta maleducazione e non \u00e8 una questione di chi va in auto e di chi pedala. C\u2019\u00e8 tanta aggressivit\u00e0 in genere, purtroppo. Bisogna darsi da fare tutti per tornare a una normalit\u00e0 di rispetto e tolleranza. Ma sinceramente sono fiducioso perch\u00e9 vedo che i pi\u00f9 ricettivi in questo senso sono i giovani soprattutto per quanto riguarda l\u2019uso dell\u2019auto, le esagerazioni e l\u2019alcol: mi sembrano responsabili. E ci\u00f2 mi fa bene sperare\u00bb.<br \/>\n<strong>Un lavoro lungo comunque<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec\u00a0 ma \u00e8 cos\u00ec che si costruisce, anzi ricostruisce, una cultura del rispetto che soprattutto sulla strada \u00e8 fondamentale\u00bb.<br \/>\n<strong>E vale per tutti?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, certo, vale per tutti. Per chi quando \u00e8 in auto vede chi pedala come un nemico ma anche per i ciclisti che esagerano, che in gruppi di 30 o 40 la domenica si prendono la strada e non rispettano regole, incroci, semafori&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Anche perch\u00e9 poi si fa di tutta l\u2019erba un fascio e ci vanno di mezzo tutti?<\/strong><br \/>\n\u00abEsatto\u00bb.<br \/>\n<strong>E chi amministra le citt\u00e0 come pu\u00f2 aiutare?<\/strong><br \/>\n\u00abCome si diceva all\u2019inizio intanto lavorando perch\u00e9 andare in bici diventi il pi\u00f9 sicuro possibile e poi promuovendo la cultura della bici con eventi, grandi gare, campioni&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>A Milano il Giro \u00e8 tornato quest\u2019anno per\u00f2 mancava da 5 anni<\/strong><br \/>\n\u00abInfatti. Milano dovrebbe essere l\u2019arrivo naturale del Giro d\u2019Italia perch\u00e9 cos\u00ec dice la storia, cos\u00ec come \u00e8 un peccato che non sia pi\u00f9 la partenza della Sanremo che quando, anni fa, part\u00ec dal Vigorelli emozion\u00f2 tutti. Per\u00f2 Roma ha saputo offrire condizione pi\u00f9 convincenti e quindi lo ha portato via. Ho parlato sia con il sindaco Beppe Sala e con l\u2019assessore allo sport Martina Riva: va fatto di tutto per far tornare il grande ciclismo in citt\u00e0\u00bb.<br \/>\n<strong>E questo sarebbe un altro passo importante&#8230;<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec,sarebbe importante per il movimento sportivo ma anche per la promozione dello sport e della bici in genere. Ma si pu\u00f2 fare altro. Lo scorso anno con la nazionale siamo stati a Santiago del Cile per i mondiali su pista e ho visto una cosa mi ha stupito pensando che sarebbe fantastico si facesse anche da noi. La domenica alcune vie della citt\u00e0, quelle che spesso portano nell\u2019hinterland, vengono transennate e chiuse al traffico motorizzato fino a sera. \u00c8 una festa per chi pedala ma soprattutto un grande momento di socialit\u00e0 che aiuta a stemperare le tensioni&#8230;\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cordiano Dagnoni \u00e8 il Presidente della Federazione ciclistica Italiana. \u00c8 cresciuto e vive a Milano ma nella sua attivit\u00e0 di imprenditore ha girato parecchio all\u2019estero e, vedendo come si pedala in citt\u00e0 e in Italia dove ciclisti e automobilisti ormai sembrano stiano combattendo una \u00abguerra\u00bb senza fine, qualche riflessione ci tiene a farla. \u00abPer anni ho fatto avanti e indietro da Copenaghen per lavoro perch\u00e9 l\u2019azienda di cui ero amministratore delegato aveva sede in Danimarca. All\u2019inizio mi meravigliavo nel vedere che quasi tutti si muovevano tranquillamente in bici. 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