{"id":40388,"date":"2026-10-02T17:58:32","date_gmt":"2026-10-02T15:58:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=40388"},"modified":"2026-10-02T17:58:54","modified_gmt":"2026-10-02T15:58:54","slug":"loro-olimpico-di-gelindo-in-maratoa-vinto-con-un-ghigno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/10\/02\/loro-olimpico-di-gelindo-in-maratoa-vinto-con-un-ghigno\/","title":{"rendered":"L&#8217;oro olimpico di Gelindo in maratona, vinto con un ghigno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/10\/02\/loro-olimpico-di-gelindo-in-maratoa-vinto-con-un-ghigno\/image1\/\" rel=\"attachment wp-att-40389\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40389\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/10\/image1-300x277.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/10\/image1-300x277.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/10\/image1.jpg 496w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Era il 2 ottobre del 1988 e sembra ieri. Sembra dietro l\u2019angolo quella mattina di Seoul e invece e\u2019 passata una bella fetta di vita. Che poi \u00e8 la storia tutta italiana di una olimpiade e il primo tassello della nostra leggenda di maratona. O forse il secondo sempre scritto in gerundio, da Dorando a Gelindo in attesa di cio\u2019 che avrebbe poi suggellato Baldini ad Atene guidato dalla stessa mano di quel lungagnone veneto che vinse il primo oro in una 42 chilometri, quella di Luciano Gigliotti romanziere di tutti i trionfi azzurri.<\/p>\n<p><strong>Il 2 ottobre di 38 anni fa.<\/strong> Nell\u2019alba dei fissati che hanno puntato la sveglia l\u2019umidita\u2019 di Seoul trapassa il televisore. Un caldo appiccicoso che ti piega le gambe e il cuore ma che regala un finale da brividi. Gelindo \u00e8 terzo ed \u00e8 gi\u00e0 nella storia. Perch\u00e9 un bronzo alle olimpiadi \u00e8 sempre qualcosa che resta. Terzo a un paio di chilometri dalla fine e sembra tutto scritto. L\u00e0 davanti a un tiro di schioppo ci sono Ahmed Saleh, il gibutiano che viene da uno dei posti pi\u00f9 caldi della terra e Douglas Wakiihuri il keniano cresciuto in Giappone. Sono sempre loro, quasi una compagnia di giro, gli stessi protagonisti del mondiale dell\u2019anno prima sul podio di Roma.<\/p>\n<p><strong>Ma l\u2019olimpiade \u00e8 sempre un\u2019altra storia.<\/strong> L\u2019olimpiade e\u2019 il sogno di una vita e per un maratoneta di pi\u00f9. E\u2019 la via verso il paradiso e la gloria sempiterna. Cos\u00ec, anche se non ne vuoi pi\u00f9 sapere, scavi dentro alla ricerca di tutte le forze che hai, di tutto quel poco che ti \u00e8 rimasto e che non sai neanche tu quant\u2019\u00e8, non ci credi \u00e8 solo una speranza. Ma se il keniano che hai davanti non guadagna un metro che uno, allora ci provi. E Gelindo ci prova. Aumenta, allunga, si piega un po di pi\u00f9 sulle spalle facendo attenzione a non farsi intrecciare i muscoli. Mette nel mirino Wakiihuri e lo passa via. Resta Saleh che viene dal caldo ma comincia a sentire i brividi sulla schiena. Sente il fiato sul collo e da un\u2019occhiata sopra la sua spalla sinistra. Una volta, due e un\u2019altra ancora senza vedere l\u2019ombra di Gelindo. Che pero\u00f2 c&#8217;\u00e8, ha solo cambiato lato della strada. E cos\u00ec non crede ai suoi occhi quando se lo ritrova a fianco con un ghigno di fatica e soddisfazione.<\/p>\n<p><strong>Un ghigno che fa parte della storia.<\/strong> Manca un chilometro e mezzo e il sogno di Gelindo diventa l\u2019incubo di Ahmed, che rompe come un trottatore andato fuorigiri e viene superato anche da Wakiihuri. Poi l\u2019ingresso in pista, le braccia alzate e il bacio in terra, inginocchiandosi a fatica perch\u00e8 i crampi sono l\u00ec, pronti ad inchiodarlo. Proprio quella domenica credo di essermi innamorato della maratona. Proprio in quella domenica credo che tanti italiani si siano innamorati della corsa piu\u2019 straordinaria che si possa fare. Trent&#8217;otto anni dopo la sua vittoria con il record italiano (2h08\u201919\u2033), l\u2019olimpionico di Longare \u00e8 ancora un&#8217; icona. Ma ha lasciato il segno: due volte campione europeo, a Stoccarda nel 1986 e Spalato nel 1990 nonch\u00e9 bronzo ai mondiali di Roma nel 1987 e\u2019 stato l\u2019unico campione olimpico a vincere la storica maratona di Boston. Gelindo trionf\u00f2 nel \u201990 ed \u00e8 tornato a correrla un paio di anni dopo da amatore. La febbre della maratona non si spegne tanto facilmente anche per chi di sodddisfazioni se n\u2019\u00e8 tolte, anche per chi \u00e8 entrato nell\u2019olimpo. Con il suo oro, l\u2019oro di Seoul. Vinto con le gambe e con l cuore. Vinto con un ghigno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Era il 2 ottobre del 1988 e sembra ieri. 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