{"id":40422,"date":"2026-10-14T21:01:24","date_gmt":"2026-10-14T19:01:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=40422"},"modified":"2026-10-14T21:01:24","modified_gmt":"2026-10-14T19:01:24","slug":"quando-il-triathlon-cede-il-passo-allironman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/10\/14\/quando-il-triathlon-cede-il-passo-allironman\/","title":{"rendered":"Quando il triathlon cede il passo all&#8217;ironman&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/10\/14\/quando-il-triathlon-cede-il-passo-allironman\/481174173_971499421748047_30542554840134314_n\/\" rel=\"attachment wp-att-40424\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-40424\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/10\/481174173_971499421748047_30542554840134314_n-300x179.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/10\/481174173_971499421748047_30542554840134314_n-300x179.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/10\/481174173_971499421748047_30542554840134314_n-1024x612.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/10\/481174173_971499421748047_30542554840134314_n-768x459.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/10\/481174173_971499421748047_30542554840134314_n.jpg 1270w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Da Nizza a Cervia a Cozumel passando per dove si vuole e finendo a Kona alle Hawai la storia \u00e8 semplice: per molti, tanti, troppi ormai il triathlon \u00e8 diventato l&#8217;Ironman, la madre di tutte le sfide, l&#8217;unica degna anche a costo di sfinirsi, di arrivare camminando, sui gomiti, perch\u00e8\u00a0 &#8220;non si molla&#8221; che poi non \u00e8 vero perch\u00e8 a volte ci vuole forse pi\u00f9 coraggio proprio a mollare e ad ammettere una sconfitta. ma tant&#8217;\u00e8. In un mondo (non solo sportivo) che ha non p\u00f9 pazienza, che vuole tutto subito, che confonde semre pi\u00f9 spesso il buonsenso con la mancanza di coraggio il triathlon oggi per molti passa solo da qui.\u00a0 Iroman si presenta al mondo come un evento da prima pagina che \u00e8 la via tracciata da un\u2019abile regia\u00a0 per regalarti il sogno che un po\u2019 ti cambia.\u00a0 Piaccia o non piaccia \u00e8 cos\u00ec e non c\u2019\u00e8 prezzo anche se in realt\u00e0 il prezzo c\u2019\u00e8\u2026La storia \u00e8 quella di una sfida accarezzata e sognata da chi magari il triathlon\u00a0 quello sprint, quello olimpico, quello che si fa ai mondiali, ai Giochi neppure sa cos\u2019\u00e8. Troppo facile, troppo breve, troppo normale.<\/p>\n<p><strong>Per sognare serve altro e Ironman il sogno lo serve su un piatto perfetto.<\/strong> Che piace e affascina. Che piace e affascina anche amministratori, sindaci, assessori, albergatori che sanno far di conto e che hanno capito come si possa trasformare, quasi per incanto, un desolato weekend fuori stagione in un fine settimana da tutto esaurito. Basta crederci. Basta spalancare le porte ad un \u201cpopolo\u201d\u00a0 che armi, bagagli, bici e famiglie\u00a0 si \u00e8 trasferisce per una migrazione sportiva che muove ogni volta ormai migliaia e migliaia di persone, anima pi\u00f9 anima meno. Un numero enorme di iscritti pronti a viaggiare dall&#8217;Italia, all&#8217;Europa alle Americhe senza fara troppo di conto<\/p>\n<p><strong>Un piccolo esercito di campioni, sportivi, appassionati pi\u00f9 o meno allenati che provano a\u00a0 dare un senso alla fatica,<\/strong> provano ad uscire da una normale quotidianit\u00e0.\u00a0 Potenza del marketing che in gare cos\u00ec ha cancellato la parola sconfitta, che d\u00e0 gli onori all\u2019ultimo esattamente come fosse il primo, che ha costruito un mito sportivo che cancella la routine e dispensa dosi infinite di autostima. Potenza di uno sport che premia la tenacia, la volont\u00e0 e il coraggio e che molto spesso trasforma in principi anche i brutti anatroccoli.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Ironman \u00e8 cos\u00ec, una sfida estrema che nelle prime posizioni \u00e8 terreno per \u201cfuoriserie\u201d<\/strong> capaci di prestazioni mirabolanti ma anche di studi e sperimentazioni su uomini e materiali.\u00a0 E in retrovia diventa inveve una sfida intima con le proprie aspirazioni, con i propri fantasmi e con la propria cocciutaggine.\u00a0 Tutto \u201cimpacchettato\u201d\u00a0 con la carta regalo\u00a0 per un week end lungo, anzi lunghissimo. Un contenitore perfetto per regalare a tutti, nessuno escluso, la propria giornata di gloria. Dal primo all\u2019ultimo, tutti in passerella fino a notte fonda. Che poi \u00e8 un attimo\u00a0 ma ripaga di tutto: conta gareggiare ma soprattutto conta esserci, raccontare, postare condividere. Perch\u00e8 il triathlon ormai sta diventando questa sfida sempre pi\u00f9 per tutti anche se in realt\u00e0 non lo \u00e8. Punto. Anzi, puntino\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da Nizza a Cervia a Cozumel passando per dove si vuole e finendo a Kona alle Hawai la storia \u00e8 semplice: per molti, tanti, troppi ormai il triathlon \u00e8 diventato l&#8217;Ironman, la madre di tutte le sfide, l&#8217;unica degna anche a costo di sfinirsi, di arrivare camminando, sui gomiti, perch\u00e8\u00a0 &#8220;non si molla&#8221; che poi non \u00e8 vero perch\u00e8 a volte ci vuole forse pi\u00f9 coraggio proprio a mollare e ad ammettere una sconfitta. ma tant&#8217;\u00e8. 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