{"id":4392,"date":"2012-05-01T12:12:58","date_gmt":"2012-05-01T11:12:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=4392"},"modified":"2012-05-01T12:21:46","modified_gmt":"2012-05-01T11:21:46","slug":"gebre-corro-perche-non-voglio-divenare-un-ciccione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/05\/01\/gebre-corro-perche-non-voglio-divenare-un-ciccione\/","title":{"rendered":"Gebre: &#8220;Corro perche non voglio diventare un ciccione&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/05\/1289129341_haileee.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4845\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/05\/1289129341_haileee-300x202.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/05\/1289129341_haileee-300x202.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/05\/1289129341_haileee-1024x690.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/05\/1289129341_haileee.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quando si corre una maratona si \u00e8 sempre da soli. Amici, pace maker, compagni di avventura che ti corrono al fianco&#8230;due chiacchiere, uno scambio di battute ma poi i conti si fanno con le tue gambe e la tua testa. E allora cominci a pensare. E molte volte pensi che i campioni sono gi\u00e0 arrivati e tu sei ancora a met\u00e0, che sarebbe bello per una volta correre davanti e chiss\u00e0 cosa passa nella mente di keniani ed etiopi quando si giocano una medaglia. Gi\u00e0 chiss\u00e0 cosa pensano. Cos\u00ec un paio di settimane fa mi capita di leggere l&#8217;intervista di <strong>Haile Gebreselassie<\/strong> su un gionale tedesco e mi rendo conto che forse pensano le stese cose che pensiamo noi tapascioni comuni. Pi\u00f9 o meno.\u00abHo visto <strong>Ronaldo<\/strong> in tv, \u00e8 diventato un ciccione. Non vorrei mai diventare cos\u00ec, per questo continuo a correre&#8221; raccontava \u00a0<strong>Gebre<\/strong> al giornalista della <strong>Frankfurter Allgemeine Zeitung.<\/strong> L\u2019atleta etiope, che in carriera ha vinto 2 ori olimpici e 4 mondiali nei nei 10.000 metri ed \u00e8 stato a lungo primatista mondiale nella maratona, non correr\u00e0 la prova delle<strong> Olimpiadi di Londra:<\/strong> \u00abNon voglio correre solo per fare presenza. Io voglio arrivare tra i primi tre. Oltretutto &#8211; spiegava &#8211; dovrei qualificarmi e visto il livello della squadra etiope non \u00e8 facile. La gente non capisce il mio modo di gareggiare. Ho bisogno di un vero obiettivo da inseguire. Non ho pi\u00f9 25 anni, ma sono ancora qui. Voglio dimostrare che tra la mia et\u00e0 e quella dei pi\u00f9 giovani non c\u2019\u00e8 una grande differenza\u00bb. E nel caso in cui gli stimoli dovessero venire a mancare, si pu\u00f2 sempre accendere la televisione: l\u2019immagine di un ex calciatore in sovrappeso pu\u00f2 tornare utile per non abbandonare mai del tutto l\u2019attivit\u00e0 fisica.\u00a0 Un po&#8217; come capita a molti comuni tapascioni che corrono e si allenano per tenere a bada la pancetta. Per la gloria c&#8217;\u00e8 sempre tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quando si corre una maratona si \u00e8 sempre da soli. Amici, pace maker, compagni di avventura che ti corrono al fianco&#8230;due chiacchiere, uno scambio di battute ma poi i conti si fanno con le tue gambe e la tua testa. E allora cominci a pensare. E molte volte pensi che i campioni sono gi\u00e0 arrivati e tu sei ancora a met\u00e0, che sarebbe bello per una volta correre davanti e chiss\u00e0 cosa passa nella mente di keniani ed etiopi quando si giocano una medaglia. Gi\u00e0 chiss\u00e0 cosa pensano. 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