{"id":4897,"date":"2012-05-07T16:29:38","date_gmt":"2012-05-07T15:29:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=4897"},"modified":"2012-05-08T12:07:34","modified_gmt":"2012-05-08T11:07:34","slug":"hannover-prima-maratona-al-fotofinish","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/05\/07\/hannover-prima-maratona-al-fotofinish\/","title":{"rendered":"Hannover, prima maratona al fotofinish"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/05\/hannover-marathon.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4917\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/05\/hannover-marathon-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/05\/hannover-marathon-300x224.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/05\/hannover-marathon.jpg 449w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il foto-finish \u00e8 un&#8217;immagine da centometristi. Sono gli uomini jet che ci hanno abituato a leggere gli arrivi in un fotogramma. Oppure il ciclismo, quando volate a 70 all&#8217;ora si decidono nello spazio di un millimentro e\u00a0 spesso neppure chiaramente. Ma il foto-finish nella maratona \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un&#8217;eccezione. Come pu\u00f2 una gara di 42 chilomteri e 195metri concludersi in un respiro? Come pu\u00f2 una corsa che ti asciuga l&#8217;anima e le gambe per pi\u00f9 di due ore decidersi per un nulla? Non era mai accadutoe domenica \u00e8 successo. La maratona di <strong>Hannover<\/strong>, nel nord della<strong> Germania,<\/strong> \u00e8 finita cos\u00ec tenendo un po&#8217; tutti col fiato sospeso anche dopo il traguardo.\u00a0Il keniano <strong>Joseph Kiptum<\/strong>\u00a0 ha\u00a0 fermato il cronometro sulle 2h09:56 e la stessa cosa ha fatto\u00a0l\u2019etiope <strong>Bacha Chikuala<\/strong>.\u00a0 I due si sono fatti 42 chilometri spalla a spalla. Si sono guardati, curati, studiati fino a un centinaio di metri dal traguardo quando \u00e8 partito l&#8217;ultimo sprint. E&#8217; l\u00ec che raccogli le forze e provi a dare tutto quel poco che ti \u00e8 rimasto dentro. Anzi di pi\u00f9. Ti soprendi perch\u00e8 non sai da dove ti arrivano quelle ultime energie ma, forse, ti sorprende di pi\u00f9 che il tuo avversario non molli. Che sia sempre l\u00ec\u00a0al tuo fianco. Cos\u00ec, anche se non ne puoi pi\u00f9, tieni duro, non puoi essere tu il primo a cedere. E a due metri dalla fettuccia dell&#8217;arrivo trovi la forza di tuffarti con il busto in avanti. Di dare il colpo di reni che ti far\u00e0 vincere. E la cosa straordinaria \u00e8 che le stesse identiche cose che stai pensando tu le sta pensando anche il tuo\u00a0\u00a0avversario.\u00a0E cos\u00ec finisce alla pari. \u00a0E cos\u00ec vince <strong>Joseph Kiptum<\/strong> ma \u00e8 solo una fotografia insieme con<strong> Bacha Chikuala<\/strong>. Restano due atleti che sono arrivati al traguardo insieme, con lo stesso tempo,\u00a0 la stessa fatica e la stessa vittoria. Il verdetto \u00e8 solo un fotogramma che poco a poco scolorir\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il foto-finish \u00e8 un&#8217;immagine da centometristi. Sono gli uomini jet che ci hanno abituato a leggere gli arrivi in un fotogramma. Oppure il ciclismo, quando volate a 70 all&#8217;ora si decidono nello spazio di un millimentro e\u00a0 spesso neppure chiaramente. Ma il foto-finish nella maratona \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un&#8217;eccezione. Come pu\u00f2 una gara di 42 chilomteri e 195metri concludersi in un respiro? Come pu\u00f2 una corsa che ti asciuga l&#8217;anima e le gambe per pi\u00f9 di due ore decidersi per un nulla? Non era mai accadutoe domenica \u00e8 successo. 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