{"id":5391,"date":"2012-06-24T18:48:55","date_gmt":"2012-06-24T17:48:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=5391"},"modified":"2012-06-24T18:59:40","modified_gmt":"2012-06-24T17:59:40","slug":"maratona-delle-dolomiti-pedalate-di-gloria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/06\/24\/maratona-delle-dolomiti-pedalate-di-gloria\/","title":{"rendered":"Maratona delle Dolomiti, pedalate di gloria&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/06\/1246804523322_006.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5398\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/06\/1246804523322_006-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/06\/1246804523322_006-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/06\/1246804523322_006.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pi\u00f9 di trentamila richieste ma alla fine, anzi all&#8217;inizio ( cio\u00e8 al via) saranno in 9mila 924 non uno di pi\u00f9. Numero chiuso, blindato. E chiss\u00e0 se il mito della <strong>Maratona delle Dolomiti,<\/strong> quella che si scrive col &#8220;dles&#8221; e\u00a0si corre in bici, si sia costruito anche un po&#8217; intorno a questo. Perch\u00e8 spesso ci\u00f2 che non si riesce ad avere \u00e8 ci\u00f2 che si desidera di pi\u00f9. Bella \u00e8 impossibile come una dream car, la donna dei sogni, una bici in carbonio come quella dei &#8220;pro&#8221;&#8230; Non proprio ma quasi perch\u00e8 la pi\u00f9 famosa della GranFondo in bicicletta che domenica primo luglio festegger\u00e0 la sua 26ma edizione \u00e8 davvero il sogno nel cassetto di tanti cicloamatori. E&#8217; il fascino della <strong>Val Badia<\/strong>. E&#8217; la magia delle<strong> Dolomiti.<\/strong> E&#8217; la storia del ciclismo che ti scorre sotto i pedali e che per un giorno puoi provare a scrivere. <strong>Pordoi,<\/strong> <strong>Sella,<\/strong> <strong>Campolongo,<\/strong> <strong>Falzarego,<\/strong> <strong>Gardena,<\/strong> <strong>Valparola<\/strong> e <strong>Giau<\/strong>\u00a0sono i passi del<strong> Giro<\/strong> e ognuno ha una leggenda, un volto,\u00a0un&#8217;impresa da raccontare. Ma il copione \u00e8 sempre lo stesso. Da sempre. Partenza da <strong>La Villa<\/strong> alle 6.30 quando in montagna\u00a0 fa freddo anche d&#8217;estate e non bastano guanti e mantellina. E arrivo a<strong> Corvara<\/strong> molte ore dopo stanchi e felici, che sar\u00e0 anche un modo di dire, ma qui ha davvero tutto un altro significato. <strong>Tre i percorsi\u00a0<\/strong>: lungo di 138 km e 4190 m di dislivello, medio di 106 km e 3090 m di dislivello e <strong>Sella Ronda<\/strong> di 55 km\u00a0 e 1780 m di dislivello.\u00a0 Tre percorsi\u00a0e tanta fatica. Sempre. Perch\u00e8 quella bici\u00a0\u00a0che la sera prima ha dormito con te nella tua stanza d&#8217;albergo, quella bici che ti sei coccolato,\u00a0 lucidato,\u00a0ammirato non ti far\u00e0 sconti.\u00a0 Da oggetto di desiderio a strumento di tortura\u00a0in un amen. Ma \u00e8 anche su questo che si costruisce un mito. Un mito non solo italiano anche se sono quasi 4mila e 800 gli &#8220;azzurri&#8221; al via, ovviamente da ogni angolo del Belpaese.\u00a0 Un mito che parla straniero. E parecchio. Soprattutto tedesco ed olandese ma anche malese, indiano, russo, brasiliano, argentino, neozelandese e sudafricano.\u00a0 Anche se poi, quando\u00a0la strada comincia a salire, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 molto da dire, tutti parleranno la stessa lingua e il &#8220;rumore&#8221; delle voci lascer\u00e0 il posto al fruscio delle biciclette. All&#8217;applauso delle famiglie, dei figli, dei tanti che si fermeranno affascinati a guardare sfilare il gruppo. E i vip. Molti e ogni anno di pi\u00f9 perch\u00e8 la <strong>maratona delle Dolomiti<\/strong> \u00e8 ormai una di quelle gare dove \u00e8 importante esserci, tipo\u00a0 <strong>New York<\/strong> per chi corre a piedi.\u00a0E cos\u00ec tutti col pettorale. Da\u00a0<strong> Antonio Rossi<\/strong> a <strong>Iuri Chechi<\/strong> a <strong>Maria Canins<\/strong> a <strong>Christian Zorzi<\/strong> a <strong>Fabrizio Ravanelli\u00a0<\/strong>.\u00a0Da <strong>Linus<\/strong> a <strong>Nicola Savino<\/strong>\u00a0 a <strong>Jarno Trulli<\/strong>, a <strong>Corrado Sciolla<\/strong>, a <strong>Mario Greco<\/strong> a\u00a0<strong>Rodolfo De Benedetti<\/strong>\u00a0 a <strong>Fausto PInarello<\/strong> a <strong>Peter Thun<\/strong> a <strong>Gian Luigi Rana<\/strong> a\u00a0\u00a0<strong>Paolo Garimberti\u00a0<\/strong> a <strong>Gianfranco Comanducci<\/strong>. Ma al via quest&#8217;anno ci sar\u00e0 anche <strong>Miguel Indurain<\/strong>, uno che con la bici da queste parti ci \u00e8 gi\u00e0 passato, ha faticato e ha vinto. Certo, aveva qualche anno e qualche chilo in meno. Ma per chi ha scritto la storia del ciclimo questi sono inutili dettagli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pi\u00f9 di trentamila richieste ma alla fine, anzi all&#8217;inizio ( cio\u00e8 al via) saranno in 9mila 924 non uno di pi\u00f9. Numero chiuso, blindato. E chiss\u00e0 se il mito della Maratona delle Dolomiti, quella che si scrive col &#8220;dles&#8221; e\u00a0si corre in bici, si sia costruito anche un po&#8217; intorno a questo. Perch\u00e8 spesso ci\u00f2 che non si riesce ad avere \u00e8 ci\u00f2 che si desidera di pi\u00f9. 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