{"id":5958,"date":"2012-09-01T17:24:32","date_gmt":"2012-09-01T16:24:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=5958"},"modified":"2012-09-01T18:34:25","modified_gmt":"2012-09-01T17:34:25","slug":"paralimpiadi-il-riscatto-ha-un-prezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/09\/01\/paralimpiadi-il-riscatto-ha-un-prezzo\/","title":{"rendered":"Paralimpiadi, il riscatto ha un prezzo"},"content":{"rendered":"<p>Anche il riscatto ha un prezzo. E non sono solo scarifici, forza di volont\u00e0, voglia di farcela contro tutti e tutto e contro un destino che ti si \u00e8 rivoltato contro. Le <strong>Paralimpiadi<\/strong> sono iniziate, a<strong> Londra<\/strong> \u00e8 tornato ad accendersi il sacro fuoco di <strong>Olimpia<\/strong> e le imprese degli atleti hanno giustamente lo spazio che meritano. Sempre di pi\u00f9 rispetto al passato. Ed \u00e8 una conquista innegabile di civilt\u00e0, un segno di una cultura dello sport che cresce. Ma mai come in questa manifestazione le gesta di chi scende in pista, nuota o pedala\u00a0 rischiano di pagare un prezzo alla retorica. Forse troppa. Si perch\u00e8 a volte l&#8217;enfasi con cui si sottolinea l&#8217;azione di un paratleta ne sottolinea proprio la diversit\u00e0. Ed \u00e8 prorpio quello che questi atleti non vorrebbero. Ma\u00a0soprattutto perch\u00e8 \u00a0nelle paralimpiadi \u00a0il compasso tra chi ha alle spalle una federazione ricca e chi non ce l&#8217;ha, tra chi ha gli sponsor e chi non ha la fortuna di trovarli si allarga. Quindi il riscatto costa. In ogni gara, in ogni tempo in ogni medaglia c&#8217;\u00e8 tutta la poesia di ogni storia personale ma c&#8217;\u00e8 anche \u00a0la freddezza dell \u2019hi-tech. Lunga vita a chi fa ricerca per aiutare un disabile a &#8220;partecipare&#8221; ma in nessun altra competizione al mondo, l\u2019innovazione tecnologica gioca un ruolo cos\u00ec fondamentalele decidendo chi vince e chi perde. Tanto da spingere alcuni a sostenere che i Paesi pi\u00f9 poveri in molti sport hanno poche speranze. \u00a0E la guerra dei ricchi contro i poveri, la solita. La <strong>Cambogia,<\/strong> tanto per fare un esempio, \u00e8 il Paese che ha la concentrazione pi\u00f9 alta di persone amputate al mondo, ma a <strong>Londra<\/strong> \u00e8 riuscita a portare un solo atleta, E il motivo si intuisce. Per correre servono protesi avveniristiche e costose,\u00a0 servono soldi per comprarle e servono centri di ricerche per pemettere di trovare materiali, testarli e poi adattarli agli atleti a seconda delle loro carattersitiche. <strong>Thin Sen Hong<\/strong>,\u00a0sprinter cambogiana. ha un modello base di lame da corsa pagatogli dagli amici e prover\u00e0 a stare al passo delle altre anche se sa gi\u00e0 che sar\u00e0 fatica inutile. E la sua allenatrice ha ha un po&#8217; rotto il clima di melassa di questi giorni protestando perch\u00e8 sa che \u00a0la sua atleta sar\u00e0\u00a0 penalizzata nella corsa contro colleghe che possono contare su lame \u00abche valgono decine di migliaia di dollari\u00bb. E\u00a0\u00a0ci si potr\u00e0\u00a0emozionare per la sua tenacia, per la sua voglia di arrivare e partecipare ma la realt\u00e0 e che sulla pista\u00a0vincer\u00e0 chi mezzi pi\u00f9 moderni e costosi. Le lame pi\u00f9 celebri sono quelle del sudafricano <strong>Oscar Pistorius<\/strong> fatte con 80 strati di fibra di carbonio e che accumulano energia riutilizzandola nel momento pi\u00f9 utile, quando cio\u00e8 la gamba si stacca dal suolo. Fantascienza. \u00a0Le <strong>Flex Foot Cheetah<\/strong>, questo il nome del modello, sono state inventate da un amputato statunitense, <strong>Van Phillips<\/strong>, e sono prodotte da un\u2019azienda islandese, la <strong>Ossur.<\/strong> \u00a0Nelle<strong> Paralimpiadi<\/strong> l\u2019innovazione \u00e8 centrale da sempre, basti pensare alle sedie a rotelle dei primi Giochi tenutesi all\u2019ospedale di<strong> Stoke Mandeville<\/strong> nel 1948, che pesavano dieci volte di pi\u00f9 di quelle utilizzate al giorno d\u2019oggi. E tocca anche le bocce che in genere sono lo sport dove gioca anche chi non \u00e8 capace, quello alla &#8220;viva il parroco&#8221;. Qui no. Qui a fare particolarmente invidia \u00e8 la rampa usata dalla squadra britannica, che\u00a0 permette agli inglesi di essere pi\u00f9 accurati dei rivali nel posizionare la biglia il pi\u00f9 vicino possibile al pallino. La rampa in fibra di carbonio \u00e8 prodotta da un\u2019azienda dell\u2019Hertfordshire, la <strong>Angle Consulting<\/strong>, che fa parti per le auto della Formula 1. \u00a0E infine esistono dispositivi come \u00abl\u2019abito bionico\u00bb <strong>ReWalk,<\/strong> sperimentato due anni fa dalla sciatrice britannica di discesa libera <strong>Jane Sowerby<\/strong> alle Paralimpiadi invernali di Vancouver. Prodotto dalla<strong> Cyclone Technology,<\/strong> funziona come uno scheletro esterno che spinge le ginocchia e le anche a camminare con l\u2019aiuto di stampelle. ReWalk ha permesso a <strong>Clair Lomas<\/strong> di completare la maratona di Londra quest\u2019anno.\u00a0Insomma il progesso va avanti e d\u00e0 la possibilit\u00e0 anche a chi \u00e8 stato sfortunato di giocarsela. Ed \u00e8 una cosa bellissima. Ma non vale per tutti. C&#8217;\u00e8 chi pu\u00f2 giocarsela pi\u00f9 di altri e chi non pu\u00f2 giocarsela proprio perch\u00e8 il riscatto a un prezzo\u00a0 a volte troppo salato. E questo va detto senza retorica. Senza ipocrisie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Anche il riscatto ha un prezzo. E non sono solo scarifici, forza di volont\u00e0, voglia di farcela contro tutti e tutto e contro un destino che ti si \u00e8 rivoltato contro. Le Paralimpiadi sono iniziate, a Londra \u00e8 tornato ad accendersi il sacro fuoco di Olimpia e le imprese degli atleti hanno giustamente lo spazio che meritano. Sempre di pi\u00f9 rispetto al passato. 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