{"id":6221,"date":"2012-09-29T22:44:06","date_gmt":"2012-09-29T21:44:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=6221"},"modified":"2012-10-05T19:24:42","modified_gmt":"2012-10-05T18:24:42","slug":"la-valigia-di-felice-gimondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/09\/29\/la-valigia-di-felice-gimondi\/","title":{"rendered":"Eddy, Marco e Lance nella valigia di Felice Gimondi&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/09\/felice_gimondi_img_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-6292\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/09\/felice_gimondi_img_2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/09\/felice_gimondi_img_2-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/09\/felice_gimondi_img_2.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0&#8220;Voglio spendere due parole su <strong>Lance Armstrong.<\/strong> Per dire che non si cancellano sette <strong>Tour de France<\/strong> dopo dieci anni. Non si tolgono a nessuno, anche se quel corridore \u00e8 <strong>Armstrong,<\/strong> uno antipatico a tanti. E&#8217; un furto. Non si pu\u00f2 fare l&#8217;antidoping al rallentatore. E&#8217; sbagliato. Poi non \u00e8 <strong>l&#8217;Unione ciclistica<\/strong> che gli ha tolto le vittorie. Dietro c&#8217;\u00e8 una battaglia politica&#8230; E questi Tour sono stati 0mologati. Quindi il discorso \u00e8 chiuso. Altrimenti bisogna riscrivere all&#8217;infinito la storia del ciclismo&#8230;.&#8221;. Non \u00e8 molto cambiato <strong>Felice Gimondi<\/strong>, nonostante abbia raggiunto quota 70. Che non \u00e8 un traguardo di un Gran Premio della montagna, ma un traguardo comunque impegnativo perch\u00e8, durante la salita, devi portarti dietro la famosa valigia dei ricordi. Ricordi belli, intendiamoci. Ma fare i bilanci, anche se ti chiami <strong>Felice Gimondi<\/strong>, \u00e8 sempre un arma a doppio taglio. Tanti auguri da<strong> Radio 24<\/strong>, tanti complimenti, sei ancora una roccia. Per\u00f2, tra una candelina e l&#8217;altra, ti accorgi che la valigia \u00e8 ormai piena, e che le cose pi\u00f9 importanti le ha gi\u00e0 fatte. &#8220;Quando mi dicono di andare in pensione, dico domani o dopodomani. E poi riprendo a lavorare. Ho paura a fermarmi. E di come impiegare il tempo. Va bene l&#8217;orto, la passeggiata col cane, la famiglia, leggere il giornale come Dio comanda. Ma io non sono mai stato fermo in vita mia. E facendo cos\u00ec mi sono sempre trovato bene&#8230;&#8221; Ma con <strong>Felice Gimondi,<\/strong> 143 vittorie in carriera (tra le quali un<strong> Tour de France<\/strong>, una <strong>Vuelta<\/strong> e 3<strong> Giri d&#8217;Italia<\/strong>), non si pu\u00f2 parlare solo di una corsa o del tempo che fa domani. Ogni parola ne richiama un&#8217;altra, ogni nome ti evoca una pagina della storia del ciclismo. &#8220;Era pi\u00f9 bello il mio ciclismo per tanti motivi. Il primo che c&#8217;erano tanti personaggi. Faccio dei nomi: <strong>Adorni, Motta, Bitossi, Taccone, Dancelli, Basso, Zilioli. E poi Anquetil, Ocana, Maertens. Merckx<\/strong>&#8230;.&#8221; . Ecco,<strong> Merckx,<\/strong> togliamoci il dente&#8230; incalza <strong>Dario\u00a0 Ceccarelli di Radio 24.<\/strong> &#8220;Ma non il dolore. &#8211; risponde il ciclista &#8211; Perch\u00e8 Eddy mi ha fatto morire. Quello era tremendo, uno che non mollava mai. Una bestia, un cannibale, sul serio. Non &#8216;c&#8217;era verso di vederlo deconcentrato. Anche alla corsa del paese. Voleva sempre vincere. Un mostro. Per\u00f2 che campione&#8230;&#8230;.non l&#8217;ho mai odiato. Certo mi faceva incavolare. Senza di lui avrei vinto molto di pi\u00f9&#8230; Per\u00f2 mi ha obbligato a fare i conti con me stesso. Dopo la vittoria al<strong> Tour de France<\/strong>, nel 1965, credevo di essere un numero uno. Ma poi, quando \u00e8 arrivato lui, ho capito che avrei dovuto rivedere completamente i miei progetti. Lui era troppo forte. Potevo metterlo in difficolt\u00e0, approfittare di una sua debolezza, ma sempre tenendo conto che lui era di un altro pianeta. Cos\u00ec&#8217; facendo mi sono tolto le mie soddisfazioni&#8230;&#8221;. Per esempio? &#8220;Beh, il mondiale di Barcellona, \u00e8 stato un bel colpaccio. Mi \u00e8 andata bene, per\u00f2 che soddisfazione! Bisogna capire anche una cosa: vincere con Eddy, ti dava doppio gusto. Alla fine un successo acquistava pi\u00f9 valore. Mi ha costretto a crescere, a irrobustire il carattere. Ero diventato cattivo,,, Anche coi miei compagni spesso ero troppo severo, esigente. Poi mi sono scusato e ho ringraziato tutti, perch\u00e8 tutti hanno lavorato con impegno&#8230;&#8221;. Molti altri tuoi avversari ex contadini, muratori, gente che veniva dalla gavetta. Aver fame vi ha aiutato a favi largo? Domanda il conduttore di <strong>Radio 24<\/strong>\u00a0 &#8220;Credo proprio di s\u00ec. Io per avere la prima bicicletta ho dovuto pregare mio padre per anni e anni. Quando l&#8217;ho avuta, mi sembrava di guidare una Ferrari. Siamo cresciuti con la voglia di emergere, di lasciare una vita non facile. Intendiamoci: il ciclismo non \u00e8 una passeggiata, anzi. Non vedi i figli, la moglie&#8230; Sono sacrifici pesanti. Bisogna essere corazzati, noi lo eravamo&#8230;&#8221; E adesso? &#8220;E&#8217; un altro mondo, pi\u00f9 specializzato. Difficile fare paragoni. Certo loro non corrono da febbraio a novembre come facevamo noi. Oggi c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 concorrenza perch\u00e9 sono entrati paesi nuovi: l&#8217;Australia, Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna che fa molto sul serio. Il nostro ciclismo era pi\u00f9 spettacolare perch\u00e9 giocavamo allo scoperto e riuscivamo a coinvolgere emotivamente i nostri tifosi. Poi c&#8217;era meno tatticismo. Noi si provava: o la va o la spacca. Si partiva da lontano per sorprendere l&#8217;avversario. Ora \u00e8 pi\u00f9 difficile. Comunque anche questi ragazzi fanno dei bei sacrifici&#8230;&#8221; <strong>Marco Pantani<\/strong>: hai dei rimpianti&#8230;? &#8220;Pi\u00f9 che rimpianti, mi rimane il dolore. Non si muore a 33 anni. Lui non era un ragazzo facile. Ho provato a seguirlo, a stargli vicino. Ma Marco voleva i suoi spazi, non dava molto ascolto. Lo chiamavo, ma spesso non mi rispondeva. Si assentava, perdeva il contatto. Mi rimane una profonda tristezza, per non aver potuto fare di pi\u00f9&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0&#8220;Voglio spendere due parole su Lance Armstrong. Per dire che non si cancellano sette Tour de France dopo dieci anni. 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