{"id":6433,"date":"2012-10-19T15:50:12","date_gmt":"2012-10-19T14:50:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=6433"},"modified":"2012-10-19T15:50:43","modified_gmt":"2012-10-19T14:50:43","slug":"addio-a-magni-il-leone-delle-fiandre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/10\/19\/addio-a-magni-il-leone-delle-fiandre\/","title":{"rendered":"Addio a Magni, il Leone delle Fiandre"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/10\/magni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6434\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/10\/magni-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/10\/magni-210x300.jpg 210w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/10\/magni-718x1024.jpg 718w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/10\/magni.jpg 898w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>Un aneurisma ha portato via l\u2019ultimo dei campioni del dopoguerra. <strong>Fiorenzo Magni<\/strong> \u00e8 morto a Monza a quasi 92 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 7 dicembre), eroe sopravvissuto del ciclismo pioneristico, fuoriclasse assoluto che ebbe la &#8220;sfortuna&#8221;, o la &#8220;fortuna&#8221; dipende dai punti di vista, \u00a0di vivere l\u2019era di <strong>Coppi e Bartali<\/strong>. E, per questo, di vedersi affibbiato il soprannome di \u00abterzo uomo\u00bb, il terzo &#8220;eroe&#8221; che per\u00f2 terzo non era proprio per nulla. Nato a Vaiano, nel pratese, il 7 dicembre 1920, Magni fu\u00a0un numero uno di razza, tanto da vincere per tre volte il Giro d\u2019Italia (\u201948, \u201951 e \u201955), riuscendo cos\u00ec a spezzare il binomio <strong>Coppi-Bartali.<\/strong> Leg\u00f2 per\u00f2 le sue fortune soprattutto al Giro delle Fiandre, dove si impose per tre anni di fila, tra il 1949 e il 1951, tanto da guadagnarsi il soprannome di <strong>\u00abLeone delle Fiandre\u00bb.<\/strong> Ma vinse anche dopo aver appeso la bicicletta al chiodo. A lui infatti si deve l&#8217;idea e la realizzazione del<strong> Museo del ciclismo al Ghisallo<\/strong>, meta delle pedalate\u00a0di chi ha la bici nel cuore. Di\u00a0Magni ho scritto qualche tempo fa. Di Magni si potrebbe scrivere un romanzo. Questa mattina ho ricevuto un messaggio di una mia collega e amica <strong>Luciana Rota<\/strong> che Magni\u00a0lo conosceve bene:\u00a0&#8220;Con lui se ne va un pezzo della mia vita&#8230;&#8221;. Cos\u00ec\u00a0per ricordare il Leone\u00a0metto le sue righe.<\/p>\n<blockquote><p>\u00a0Il suo numero, non ci sono santi, e&#8217; il 3. E tu pensi: tre vite. Non una e qualcosa, a quasi 92 anni. Ma tre. Tre secoli almeno. Quindi quando un tweet di un amico ti raggiunge per darti la notizia: ti buca il cuore nel centro. Prima delle agenzie. Prima che sia vero. Ti avvisa che stamattina se ne e&#8217; andato Fiorenzo Magni, il Leone delle Fiandre, il grande campione di ciclismo. Colui che sfidava Coppi e Bartali. Quell&#8217;uomo forte tutto d&#8217;un pezzo fraternamente amico di tuo padre. Di tua mamma. Uno di famiglia.E quindi, di conseguenza, anche un po&#8217; il tuo babbo, come usava dire lui, da toscanaccio. Un babbo anche per te, pur se in condivisione allargata.<\/p>\n<p>Ti informano e ci rimani troppo male. Perch\u00e9 non era il momento. Non lo e&#8217; mai!\u00a0 Perch\u00e9 adesso pensi a quel 3. Tre Giri. Tre Fiandre. Tre secoli. Lui che scherzava sul fuoco dei quasi cento anni. Tre come terzo uomo,\u00a0 un&#8217;ossessione un po&#8217; celata ma neanche tanto. In famiglia. Quella del terzo uomo. In casa tua non lo si diceva mai, perch\u00e9 papaletto lo conosceva bene Fiorenzo Magni e sapeva che non e&#8217; che gli piacesse essere chiamato il terzo. Gli piaceva vincere. E gli piaceva chi vinceva. Quindi Coppi. E anche Bartali. Con una chiara preferenza per Fausto, di cui si dichiarava amico fraterno. Ed era vero. Ma soprattutto dopo&#8230;\u00a0 Dopo che il destino.<\/p>\n<p>Magni era uno che coi numeri e i secondi vinceva un Giro che &#8220;sbatteva in fondo alla pagina della Gazzetta dello Sport, la Rosea, la notizia della fine del campionato di calcio. E non viceversa!&#8221; ti ricordava con quel suo piglio ogni volta. &#8220;Capisci Lucianina, che importanza aveva il ciclismo allora? Come potevamo sentirci noi? Noi eravamo i protagonisti di quella storia che raccontavano con grande scrittura i Nutrizio, i Fossati, i Rota e anche i Montanelli&#8230; guarda qui piccolina&#8221;. E ti prendeva per mano, ti portava a vedere un&#8217;altra volta la libreria di casa, nella Villa Magni di Monticello, un privilegio da figlia entrare in quel salotto con la signora Liliana sempre bellissima, seduta con la coperta di lana sulle ginocchia e un filo di rossetto rosso che ti sorrideva sempre dolcemente. &#8220;Eccolo il libro che Indro Montanelli mi ha autografato e c&#8217;e&#8217; la dedica a me, mi chiamava Leone&#8230; me lo porto&#8217; tuo padre, sai, con un orgoglio da fratello maggiore. Mi fece questo regalo che per me resta fra i ricordi pi\u00f9 belli. E tu ricordatelo questo particolare. Che non deve scappare nulla dalla memoria. Dal ricordo&#8221;.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Non scappa nulla. Resta tutto dentro. E anche fuori. E si arrampica come domani al funerale. Su, verso il Ghisallo, la realizzazione\u00a0 del suo sogno, la sua grande impresa: realizzare l&#8217;unico museo al mondo dedicato a tutti i campioni di ciclismo. Con la benedizione della Madonnina di Magreglio che brinda con noi al saluto di Fiorenzo. Ciao Campione. Ti aspetto di nuovo qui. Fra tre minuti. Tre. E pedalare.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un aneurisma ha portato via l\u2019ultimo dei campioni del dopoguerra. Fiorenzo Magni \u00e8 morto a Monza a quasi 92 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 7 dicembre), eroe sopravvissuto del ciclismo pioneristico, fuoriclasse assoluto che ebbe la &#8220;sfortuna&#8221;, o la &#8220;fortuna&#8221; dipende dai punti di vista, \u00a0di vivere l\u2019era di Coppi e Bartali. 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