{"id":6550,"date":"2012-10-31T18:31:20","date_gmt":"2012-10-31T17:31:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=6550"},"modified":"2012-11-01T01:39:10","modified_gmt":"2012-11-01T00:39:10","slug":"a-new-york-torna-de-castella-e-fa-correre-gli-aborigeni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/10\/31\/a-new-york-torna-de-castella-e-fa-correre-gli-aborigeni\/","title":{"rendered":"A New York torna De Castella e fa correre gli aborigeni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/10\/1986.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-6552\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2012\/10\/1986-261x300.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"300\" \/><\/a>Qualche tempo fa chiacchierando con <strong>Gianni Poli<\/strong> eravamo finiti sull&#8217;onda dei ricordi a parlare di <strong>Rob De Castella<\/strong>, un mito del fondo mondiale, suo avversario e amico.\u00a0 Un atleta fortissimo e atipico per la sua stazza pi\u00f9 da triatleta che da runner\u00a0 campione del mondo nel 1983 a Helsinki\u00a0 ma che nel suo palmares vanta anche vittorie a <strong>Boston,<\/strong>\u00a0<strong>Rotterdam<\/strong>\u00a0 a<strong> Fukuoka<\/strong> e almeno un&#8217;altra ventina di medaglie tra cui quelle d&#8217;oro ai <strong>Giochi del Commonwealth<\/strong> del del 1982 e 1986.\u00a0 All&#8217;inizio degli Anni Ottanta fu il maratoneta pi\u00f9 veloce al mondo con il record di 2 ore 8minuti e 18 secondi ma la gloria arriv\u00f2 dopo quando venne depennato il tempo di <strong>Alberto Salazar<\/strong> a <strong>New York<\/strong> di 5 secondi pi\u00f9 veloce perch\u00e8 si scopri\u00a0 poi che quella edizione della <strong>Nycm<\/strong> era stata di 148metri pi\u00f9 corta.\u00a0 <strong>De Castella<\/strong>, mi raccontava <strong>Gianni Poli<\/strong>, \u00a0fu il primo esempio di maratoneta moderno, con la valigia sempre pronta e sempre pronto a viaggiare: il primo vero globetrotter dell&#8217;atletica insomma. E il mondo impar\u00f2 a conoscere quell&#8217;australiano con i baffi che nel suo Paese era\u00a0 gi\u00e0 un mito soprannominato <strong>&#8220;Deek&#8221; <\/strong>per una disavventura che gli capit\u00f2 durante una gara quando fu colpito da un fortissimo attacco di dissenteria. Tant&#8217;\u00e8 che\u00a0 oggi nella\u00a0foresta di <strong>Stromlo<\/strong> partono i &#8220;<strong>Deeks Drive<\/strong>&#8221; una serie di sentieri\u00a0non asfaltati\u00a0attraverso boschi di pini ed alberi locali che portano il suo nome e dove nei\u00a0fine settimana i podisti si ritrovano in centinaia per allenarsi.\u00a0 Parlo di <strong>De Castella<\/strong> perch\u00e8 tra pochi giorni <strong>Rob<\/strong> sar\u00e0 di nuovo a <strong>New York.<\/strong> Non corre la maratona, ora fa l&#8217;allenatore. Porta in gara nella Grande Mela otto giovani aborigeni che hanno affrontato pericoli insoliti durante gli allenamenti in Australia . Il gruppo si \u00e8 allenato per sette mesi sotto la sua direzione in condizioni meteorologiche estreme e in zone isolate nel nord dell \u00a0Australia affrontando &#8220;pericoli come cani selvatici e coccodrilli&#8221;. Non so se sia andata esattamente cos\u00ec ma con un &#8220;mister&#8221;\u00a0 guascone come <strong>De Castella<\/strong> ci pu\u00f2 anche stare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Qualche tempo fa chiacchierando con Gianni Poli eravamo finiti sull&#8217;onda dei ricordi a parlare di Rob De Castella, un mito del fondo mondiale, suo avversario e amico.\u00a0 Un atleta fortissimo e atipico per la sua stazza pi\u00f9 da triatleta che da runner\u00a0 campione del mondo nel 1983 a Helsinki\u00a0 ma che nel suo palmares vanta anche vittorie a Boston,\u00a0Rotterdam\u00a0 a Fukuoka e almeno un&#8217;altra ventina di medaglie tra cui quelle d&#8217;oro ai Giochi del Commonwealth del del 1982 e 1986.\u00a0 All&#8217;inizio degli Anni Ottanta fu il maratoneta pi\u00f9 veloce al mondo con il record di 2 ore 8minuti e 18 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/10\/31\/a-new-york-torna-de-castella-e-fa-correre-gli-aborigeni\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[8672,14457,14459],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6550"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6550"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6550\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6576,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6550\/revisions\/6576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}