{"id":6737,"date":"2012-11-18T18:11:20","date_gmt":"2012-11-18T17:11:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=6737"},"modified":"2012-11-19T08:59:32","modified_gmt":"2012-11-19T07:59:32","slug":"maratona-di-torino-domimio-keniano-ma-la-straneo-e-terza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/11\/18\/maratona-di-torino-domimio-keniano-ma-la-straneo-e-terza\/","title":{"rendered":"Maratona di Torino, dominio keniano  ma la Straneo \u00e8 terza"},"content":{"rendered":"<p>Dritta come un&#8217;autostrada, rumorosa e gioiosa come un concerto di percussioni. Va in archivio la 26ma Maratona di Torino. Con il sole ma anche con il freddo e tra le immagini che rimangono c&#8217;\u00e8\u00a0anche \u00a0\u00a0la festa di piazza San Carlo,\u00a0 il salotto buono &lt;mutilato&gt; da un&#8217;enorme impalcatura che tra qualche tempo lo restituir\u00e0 al suo splendore. Poi una serie di scatti d&#8217;autore. Il\u00a0nuovo percorso dai viali infiniti che per chi ha ancora le gambe sono il via libera verso la gloria ma per chi \u00e8 alla frutta sono invece un tormento indescrivibile. I portici di piazza Castello\u00a0 invasi dai runner che si sono cambiati sotto il tendone ma anche un po&#8217; dove capitava. I bar di via Roma con il caff\u00e8 dall&#8217;antico sapore sabaudo\u00a0 e la coda nei bagni prima della partenza. Le batterie, le tantissime batterie suonate benissimo in ogni angolo della strada. Ne avr\u00f2 contate pi\u00f9 di cento: ma fanno tutti i batteristi a Torino? E poi la gara. Hanno corso in tanti. Il via lo ha dato il presidente leghista della Regione Roberto Cota accompagnato dall&#8217;inno Italiano e dal sosia di \u00a0Giuseppe Garibaldi che non so quanto gli stia simpatico. Ma tant&#8217;\u00e8, per la Turin Marathon si fa questo e altro. Via si diceva. E poi un gran giro in tondo tra Nichelino, Grugliasco e Collegno per poi ritornare in citt\u00e0 da Corso Francia. Un viale enorme, lunghissimo, dritto, infinito e qualche volta anche su gi\u00f9. C&#8217;\u00e8 sempre stato nella Turin marathon ed ha resistito anche al restyling del percorso perch\u00e8 \u00e8 un po la caratteristica di questa maratona. Qui si faceva la gara negli anni scorsi e qui si \u00e8 fatta la gara anche quest&#8217;anno perch\u00e8 ho visto tanta gente accelerare ma anche tanta gente soffrire e molti fermarsi. Alla fine ha vinto un keniano che non \u00e8 mai una sorpresa ma facciamo finta che sia cos\u00ec. Primo Patrick Terer\u00a0 in 2 ore 10&#8217;34&#8221;, davanti ai connazionali Daniele Rono, 2 ore 11&#8217;41&#8221;, e Jackson Kirwa. Ma la gara che pi\u00f9 ci stava a cuore era quella femminile dove tutti gli occhi erano puntati sulla nostra Valeria Straneo che alla fine \u00e8 arrivata terza in 2 ore 27 minuti e 4 secondi. Davanti a lei la keniana Sharon Cheprop, gi\u00e0 vincitrice a Boston, che ha corso in 2h23\u201957\u00ab, nuovo primato della prova torinese, arrivando da sola al traguardo. Al secondo posto la keniana nazionalizzata olandese Hilda Kibet in 2h25\u201946. Fine. Anzi no.\u00a0Una chicca di Torino \u00e8 il traguardo. Due chilometri tra piazza San Carlo, via Roma e Piazza\u00a0Castello transennati\u00a0e con un sacco di gente che applaude. Un arrivo da campioni per tutti con tanto di fotografi assiepati dopo il traguardo. Immancabile la faccia guascona di Antonio Capasso\u00a0 che fotografa tutto e tutti, sempre e dovunque&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dritta come un&#8217;autostrada, rumorosa e gioiosa come un concerto di percussioni. Va in archivio la 26ma Maratona di Torino. 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