{"id":7199,"date":"2013-01-10T18:37:51","date_gmt":"2013-01-10T17:37:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=7199"},"modified":"2013-01-10T18:45:09","modified_gmt":"2013-01-10T17:45:09","slug":"la-preghiera-di-un-ciclista-pericoloso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/01\/10\/la-preghiera-di-un-ciclista-pericoloso\/","title":{"rendered":"La preghiera di un ciclista pericoloso&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/01\/Inbici_00.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7207\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/01\/Inbici_00.gif\" alt=\"\" width=\"155\" height=\"78\" \/><\/a>La bici \u00e8 la bici. E cos\u00ec quando una cara ( e brava) collega come <strong>Luciana Rota<\/strong>, che tra mille cose cura anche una rubrica su<strong> InBiCi.net<\/strong> (<a href=\"http:\/\/inbici.net\/\">http:\/\/inbici.net)<\/a>, ti segnala qualcosa che vale la pena di leggere, clicchi e leggi.\u00a0 <strong>&#8220;Scattofisso&#8221;<\/strong> \u00e8 una bella raccolta di emozioni, sensazioni, pensieri che a volte tornano indietro nel tempo perch\u00e8 nessuno sport come il ciclismo \u00e8 presente alla sua storia. Gira e rigira, torna. Ma anche se in bianco e nero, anche se pieni di nostalgia, anche se di un tempo che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 le immagini di <strong>Coppi, Bartali, Anquetil, Panizza,\u00a0 Bitossi, Moser e Saronni<\/strong> restano attuali. Come\u00a0se ci fosse un&#8217;invisibile filo rosso che\u00a0cementa tutte le stagioni di questo sport.\u00a0Non solo.<strong> &#8220;Scattofisso&#8221;<\/strong> \u00e8 la bici di questi giorni, di chi pedala e fa fatica ma soprattutto sogna. Perch\u00e8 una salita e una discesa sono la sensazione immediata di cosa sappiano regalare ruote, pignoni e pedivelle. Ed \u00e8 cos\u00ec che ti imbatti nella preghgiera di in un ciclista pericoloso che\u00a0 su \u00a0Americancyclo (<a href=\"http:\/\/americancyclo.wordpress.com\/\">http:\/\/americancyclo.wordpress.com\/<\/a>) racconta la sua passione su una sella. E scopri che \u00e8 anche la tua. Che poi \u00e8 la stessa di tutti quelli un po&#8217; filosofi e un po&#8217; malati&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>Quando vado in bici, non ascolto mai niente.<br \/>\nSento tutto. Tutto mi passa a fianco, niente mi si impiglia addosso.<br \/>\nTutto lassopra gira come un Rolex, al polso di un boh\u00e9mien caduto dalla luna sulla terra. Tutto scorre semplice, lineare, chiaro, avvolgente. Certezze che hai solo in bici. Quando vado in bici non uso l\u2019iPod, ma \u00e8 come se l\u2019avessi.<br \/>\nTra un filare d\u2019alberi e un pezzo di Johnny Cash passa poco. Tra una parete di sassi e un campo di pannocchie, sento risuonare la melodia di un cantautore americano dimenticato tra cataste di vinili.<br \/>\nSe chiudo gli occhi mentre pedalo leggero lungo un corso d\u2019acqua, posso sentire con la coda dell\u2019orecchio la voce profonda e disperata di un poeta. Sotto le palpebre, come un cortocircuito REM-ZEN, mi passano in rassegna le case cantoniere dello Stelvio, i pascoli di pecore scendendo dalla Marmolada a Canazei, l\u2019aria rarefatta come nessun altra del Gavia, le due aquile nere in cima a sua maest\u00e0 le Galibier, la diga sul Glandon, lo sciame sismico di un serpente colorato di caschi che sale il Pordoi da Arabba in una delle infinite Maratone, cos\u00ec uguali, cos\u00ec diverse tra loro.<br \/>\nSe li riapro, guardo le mani sulle pieghe, sento che sono a casa. Anzi, non mi sono mai mosso.<br \/>\nGi\u00e0. Perch\u00e9 la fuga serve solo per tornare da dove si \u00e8 sempre venuti.<br \/>\nLa strada ti passa sotto come un nastro di musicassetta.<br \/>\nDice chi sei, e tu lo sai. Ti spinge come una mano dove, pur non immaginandolo, sapevi che saresti arrivato.<br \/>\nDi pi\u00f9: ti spinge pi\u00f9 in l\u00e0. Non si ferma mai.<br \/>\nVedi al tuo fianco scorrere le immagini e le persone che ti hanno incontrato.<br \/>\nCome in un sogno di primo mattino. Di quelli fatti a soffio dalla sveglia.<br \/>\nDi quelli che quando ti alzi, avresti voluto vedere come andavano a finire.<br \/>\nEcco, sulla strada, come per magia queste persone a salutarti. Come due fiumi di folla sull\u2019Alpe d\u2019Huez.<br \/>\nE tutti cantano. Come un coro Gospel.<br \/>\nAndare in bici fa suonare.<br \/>\nSuonano le ruote, suonano i pignoni.<br \/>\nSuonano le viti, suonano i bulloni.<br \/>\nAndere in bici fa suonare la vita.<br \/>\nIo l\u2019ho sentita. Oss\u00ec che l\u2019ho sentita, fratelli.<br \/>\nMi sono abbassato sui tornanti fatati del Giau, non ho avuto paura di ascoltarla. Parlava di cieli zaffiri e sospesi. Di campi di grano, carezzati da una mano.<br \/>\nSe non l\u2019avessi sentita quella musica, probabilmente non l\u2019avrei presa la bicicletta.<br \/>\nOggi, mentre pedalavo, suonava cos\u00ec: come il pezzo qui sopra.<br \/>\nNon ci credete? Fate la prova.<br \/>\nAmen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La bici \u00e8 la bici. E cos\u00ec quando una cara ( e brava) collega come Luciana Rota, che tra mille cose cura anche una rubrica su InBiCi.net (http:\/\/inbici.net), ti segnala qualcosa che vale la pena di leggere, clicchi e leggi.\u00a0 &#8220;Scattofisso&#8221; \u00e8 una bella raccolta di emozioni, sensazioni, pensieri che a volte tornano indietro nel tempo perch\u00e8 nessuno sport come il ciclismo \u00e8 presente alla sua storia. Gira e rigira, torna. Ma anche se in bianco e nero, anche se pieni di nostalgia, anche se di un tempo che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 le immagini di Coppi, Bartali, Anquetil, Panizza,\u00a0 Bitossi, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/01\/10\/la-preghiera-di-un-ciclista-pericoloso\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[16505,16504,16500,16503,16499,16501,16502],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7199"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7199"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7199\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7209,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7199\/revisions\/7209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}