{"id":8082,"date":"2013-04-06T20:53:06","date_gmt":"2013-04-06T18:53:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=8082"},"modified":"2013-04-06T20:55:27","modified_gmt":"2013-04-06T18:55:27","slug":"i-ragazzi-di-san-patrignano-alla-maratona-e-si-ricomincia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/04\/06\/i-ragazzi-di-san-patrignano-alla-maratona-e-si-ricomincia\/","title":{"rendered":"I ragazzi di San Patrignano alla maratona&#8230;E si ricomincia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/04\/CONFEREN1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8084\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/04\/CONFEREN1-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/04\/CONFEREN1-300x214.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/04\/CONFEREN1-1024x731.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E si ricomincia da l\u00ec, dalla maratona. Da <strong>San Patrignano<\/strong> che sogna New York. Perch\u00e8 quei 42 lunghissimi chilometri, soprattutto per chi ha sbagliato sulla sua pelle, sono la carta per giocarsi il riscatto. Anche l\u00ec a volte si cade, anche l\u00ec si fa una fatica tremenda e anche l\u00ec arriva sempre un momento in cui si pensa di non farcela pi\u00f9. C\u2019\u00e8 il rischio di cercare una scorciatoia. Per\u00f2 non si molla, si arriva fino in fondo, per conquistarsi il proprio personalissimo, immenso, pezzetto di gloria. Storie dove la droga non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ma \u00e8 come se fosse in sospeso. Storie dove la solitudine pu\u00f2 trasformarsi in uno zen. Storie di una decina di ragazzi che sono precipitati in un baratro ma hanno trovato un appiglio. E si aggrappano. Cos\u00ec per <strong>Letizia Moratti<\/strong> il cedro del Libano della sala progettata da<strong> Italo Rota<\/strong> in Triennale diventa il segno beneaugurante di una sfida che le fa sorridere gli occhi. Quasi un destino, visto che quel legno chiaro \u00e8 proprio il simbolo della comunit\u00e0. Da<strong> \u00abSanpa\u00bb<\/strong> alla maratona di New York. Da <strong>San Patrignano<\/strong> per una sfida che diventer\u00e0 anche il modo per raccogliere fondi visto che i dieci ragazzi che si stanno allenando sono solo la punta di un iceberg ma ci sono gi\u00e0 pronti un centinaio di pettorali per chi vuole unirsi al gruppo. \u00abNella comunit\u00e0 lo sport \u00e8 una parte integrante dei progetti di recupero- spiega l\u2019ex sindaco- E infatti tutti fanno sport, soprattutto calcio. Ma questa volta \u00e8 un po\u2019diverso. L\u2019idea di portare i nostri ragazzi a correre una maratona ha un valore pi\u00f9 importante perch\u00e8 questa gara \u00e8 l\u2019esatta metafora della vita. E abbiamo scelto New York perch\u00e8 proprio l\u00ec San Patrignano lavora con l\u2019<strong>Onu<\/strong> in un\u2019opera si sensibilizzazione sulle tossicodipendenze che si sta facendo sempre pi\u00f9 importante, quindi una scelta non casuale\u00bb. Un\u2019avventura che sembra una favola perch\u00e8, come racconta <strong>Gabriele Rosa<\/strong> che allener\u00e0 questi ragazzi \u00abla corsa non tradisce mai&#8230;\u00bb. E se lo dice lui che con gli atleti keniani ha conquistato medaglie olimpiche e mondiali e che per i bimbi keniani ha costruto campus e anche una scuola ci si pu\u00f2 credere. \u00abHo accettato di seguire i ragazzi di <strong>San Patrignano<\/strong>&#8211; spiega- perch\u00e8 credo che la corsa sia uno strumento che ti permette di fare grandi cose. Da allenatore ho visto atleti che dal nulla sono diventati campioni olimpici. Da medico vedo che muoversi d\u00e0 vantaggi incredibili alle persone: dai bimbi agli anziani, dai diabetici ai cardiopatici\u00bb. E adesso \u00e8 il turno dei ragazzi di <strong>San Patrignano.<\/strong> Tocca a loro. \u00abAncora adesso mi sembra un sogno- racconta Franco- Anche se il sogno vero \u00e8 quello di scoprire che in un momento della tua vita che non ti aspetti ti scopri capace di credere in qualcosa di sano&#8230;\u00bb. \u00c9 la magia dello sport. Della fatica che diventa piacere. Del sacrificio che non pesa: \u00abNon avrei mai creduto di potermi alzare alle cinque di mattino con la pioggia o con il ghiaccio per allenarmi- confessa una delle ragazze- Ma poi ti ritrovi l\u00ec davanti alla fontanella della piazzetta di <strong>San Patrignano<\/strong> e scopri di essere in una nuova dimensione. Ora ci tengo. E tutto ha un senso&#8230;\u00bb. Difficile da spiegare a chi non fa parte del gioco. Difficile da capire. Non per tutti. E non certo per <strong>Antonio Rossi,<\/strong> gloria nazionale e olimpica della nostra canoa, che ora pagaia da assessore regionale allo sport: \u00abSono con loro perch\u00e8 so cosa stanno provando- spiega- Lo sport fa crescere, va portato nelle scuole, tra i giovani, ovunque. Io non ho mai corso una maratona ma molti miei amici s\u00ec. E chi la finisce torna con gli occhi pieni di luce&#8230;\u00bb. Gi\u00e0, la luce. Troppo facile dire che per i ragazzi di Sanpa la luce \u00e8 quella fortissima che vedono l\u00e0 in fondo al tunnel. E se la stanno andando a prendere con una corsa che viene dal cuore. Perch\u00e8 da l\u00ec si ricomincia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E si ricomincia da l\u00ec, dalla maratona. Da San Patrignano che sogna New York. Perch\u00e8 quei 42 lunghissimi chilometri, soprattutto per chi ha sbagliato sulla sua pelle, sono la carta per giocarsi il riscatto. 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