{"id":9028,"date":"2013-07-14T10:24:45","date_gmt":"2013-07-14T08:24:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=9028"},"modified":"2013-07-14T10:24:45","modified_gmt":"2013-07-14T08:24:45","slug":"chi-corre-deve-dormire-dieci-ore-a-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/07\/14\/chi-corre-deve-dormire-dieci-ore-a-notte\/","title":{"rendered":"Chi corre deve dormire dieci ore a notte"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0Ovvio che il sabato di un weekend di luglio e&#8217; giorno di partenze. Una volta si chiamava esodo ed era tutto un segnalare di bollini rossi, blu o neri tanto pi\u00f9 alto era il rischio di restare intrappolati in auto sull&#8217;Autosole o sul l&#8217;autostrada dei fiori. Oggi, in tempi di crisi, i bollini non si usano pi\u00f9 ma la gente viaggia lo stesso. \u00c8 tanto. Cos\u00ec in un tranquillo sabato di luglio 450 chilometri verso la Maremma diventano un trasferimento pi\u00f9 lungo di quanto ti aspetti. Troppo pi\u00f9 lungo. E un&#8217;ora di corsa in pineta dalla Marina di Grosseto a Principina diventa cos\u00ec il sistema migliore per smaltire la fatica di un viaggio che ha anchilosato le gambe. Ma non va come dovrebbe andare. Sara&#8217; la stanchezza, sar\u00e0 il sonno arretrato  degli ultimi giorni di lavoro il fiato non arriva e i muscoli, che hanno memoria, non si ricordano granch\u00e9. A quindici giorni da una gara di triathlon olimpico non sono bei segnali. Ma stanchezza e sonno non sono una buona compagnia per chi fa sport. La statistica di uno studio americano dice che i top runner dormono da otto a dieci ore per giorno. Il sonno serve per recuperare le energie spese durante il giorno e quindi uno sportivo deve dormire di pi\u00f9 di un sedentario. Mediamente chi corre 150-200 chilometri a settimana dovrebbe dormire dieci ore a notte, minuto piu&#8217;, minuto meno.  E c&#8217;e&#8217; anche una ricerca che lo dimostra: i test fatti da alcuni ricercatori dell\u2019 Universit\u00e0 di Stanford su un gruppo di 11 giocatori di basket. Dopo  un ciclo di 6\/7 settimane in cui gli atleti hanno dormito per dieci ore al giorno, sono poi notevolemente migliorati sia negli sprint brevi che nelle percentuali dei tiri a canestro, oltre ad una diminuzione dell\u2019affaticamento generale ed ad un miglioramento sia nel gioco che nell\u2019allenamento. La spiegazione e&#8217; scientifica poiche&#8217; la riduzione delle ore di sonno tra le altre cose porta anche a diminuire il contenuto di glicogeno a livello muscolare e quindi porta un aumento della percezione del dolore muscolare in relazione alla fatica. Non solo. Il nostro organismo segue  i cosidetti \u201critmi circadiani\u201d che fanno si&#8217; che un atleta  raggiunga la piena efficenza fisica nel pomeriggio quando la temperatura corporea raggiunge alzandosi anche di un grado rispetto a quella del mattino. Cos\u00ec come non \u00e8 una scoperta degli ultimi tempi che le prestazioni atletiche si modifichino in maniera importante durante il giorno. Nel pomeriggio-sera si pu\u00f2 arrivare ad un picco in positivo compreso fra 11-14%, visto che con l\u2019aumento della temperatura corporea cresce anche la velocit\u00e0 di conduzione degli stimoli nervosi tant\u2019\u00e8 che la sera \u00e8 il momento ottimale per ottenere le migliori prestazioni. A patto ovviamente di aver dormito bene e sufficienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0Ovvio che il sabato di un weekend di luglio e&#8217; giorno di partenze. 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