{"id":9041,"date":"2013-07-15T00:47:14","date_gmt":"2013-07-14T22:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=9041"},"modified":"2013-07-15T00:47:14","modified_gmt":"2013-07-14T22:47:14","slug":"londa-lunga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/07\/15\/londa-lunga\/","title":{"rendered":"L&#8217;onda lunga&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Certo non \u00e8 che te lo dice il medico che devi nuotare in mare anche se il vento alza delle onde che ti sballottano qua e la&#8217;. Per\u00f2 vuoi mettere. C&#8217;\u00e8 l&#8217;hai li&#8217; a portata di bracciata e non \u00e8 che ti capita tutti i giorni. A Milano il mare non c&#8217;\u00e8 e per nuotare un&#8217;ora ti devi sciroppare almeno un centinaio di vasche in qualche piscina dove la visione pi\u00f9 eccitante e&#8217; quell&#8217;infinita linea nera che sta sul fondo.  Cos\u00ec rompi gli indugi, ti metti la muta sotto gli sguardi un po&#8217; sopresi di chi la domenica mattina qui in Maremma al mare ci viene per rilassatsi un po&#8217; e ti tuffi. Fissi le boe che ti devono fare da riferimento e cominci a nuotare. Bracciate ampie e lunghe come dice un amico di Salerno che in acqua sa il fatto suo. Ma serve a poco. Dopo cinque minuti capisci subito che arrivare a quella boa che va su e gi\u00f9 400 metri davanti a te non sar\u00e0 una passeggiata. Le onde che ti vengono addosso ti fanno salire di un metro e mezzo e poi ti riportano sotto con un risucchio che ti toglie il fiato e si deve fare bene attenzione a non sbagliare i tempi della respirazione perch\u00e9 altrimenti sono sorsate di sale. Un po&#8217; cerchi di fare la rotta dove decidi tu poi per\u00f2 ti arrendi e nuoti a vista cercando di non perdere il tuo puntino rosso la&#8217; davanti. Che per\u00f2 appare e scompare nascosto da quel mare d&#8217;acqua che ti viene incontro. Alla fine per\u00f2 ci arrivi, lo lasci alla tua destra e prosegu\u00ec verso un&#8217;altra boa che dovrebbe essere il secondo lato nel quadrato ideale della tua nuotata. Esatto, dovrebbe. Ma non sar\u00e0. Perch\u00e9 la corrente ti porta un po&#8217; dove vuole e la forza di volont\u00e0 non basta a contrastarla. Quaranta  minuti di zigzag che ti spingono verso la riva dove c&#8217;\u00e8 un&#8217;umanit\u00e0 a bagno: nonne, mamme, bambini, canotti, carrozzine, tavole, vele e chissa&#8217; cos&#8217;altro ancora. Quaranta minuti di vera fatica che l&#8217;onda lunga moltiplica per due. Quaranta minuti con le labbra, la bocca e la pelle che sanno di sale. Con il cuore a mille e il dubbio che la linea nera in fondo alla vasca della tua piscina in fondo in fondo non \u00e8 poi cos\u00ec noiosa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Certo non \u00e8 che te lo dice il medico che devi nuotare in mare anche se il vento alza delle onde che ti sballottano qua e la&#8217;. Per\u00f2 vuoi mettere. C&#8217;\u00e8 l&#8217;hai li&#8217; a portata di bracciata e non \u00e8 che ti capita tutti i giorni. A Milano il mare non c&#8217;\u00e8 e per nuotare un&#8217;ora ti devi sciroppare almeno un centinaio di vasche in qualche piscina dove la visione pi\u00f9 eccitante e&#8217; quell&#8217;infinita linea nera che sta sul fondo. Cos\u00ec rompi gli indugi, ti metti la muta sotto gli sguardi un po&#8217; sopresi di chi la domenica mattina qui [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/07\/15\/londa-lunga\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9041"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9041"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9041\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9042,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9041\/revisions\/9042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}