{"id":9087,"date":"2013-07-19T00:31:57","date_gmt":"2013-07-18T22:31:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=9087"},"modified":"2013-07-19T01:39:21","modified_gmt":"2013-07-18T23:39:21","slug":"parco-della-maremma-la-corsa-ti-lascia-senza-fiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/07\/19\/parco-della-maremma-la-corsa-ti-lascia-senza-fiato\/","title":{"rendered":"Parco della Maremma, la corsa ti lascia senza fiato&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image6.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image6-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-9095\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image7.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image7-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-9096\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image8.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image8-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-9097\" \/><\/a>C&#8217;\u00e8 un cartello della Provincia alla fine della spiaggia che da Marina di Grosseto porta a Principina:&#8221;Parco naturale della Maremma&#8221;. Passi una catena arrugginita e ti avventuri in un tratto di spiaggia dove, man mano che corri, la vegetazione si fa pi\u00f9 fitta. Il mare non si vede per\u00f2 lo senti che c&#8217;\u00e8 l&#8217;hai li&#8217; a fianco. Si fa una fatica incredibile a correre sulla sabbia. Ogni appoggio e&#8217; una scommessa, le gambe sprofondano ed \u00e8 come se a ad ogni passo ne facessi cinque. Un po&#8217; scivoli, un po&#8217; ti trascini e un po&#8217; accorci le falcate per cercare di restare in equilibrio. Ma dopo un chilometro quando improvvisamente ti si apre di fronte il mare sei costretto a fermati. Lo spettacolo di questo pezzo di spiaggia ti lascia senza fiato. \u00c8 non per la fatica. Un intreccio infinito di sabbia e legname, di tronchi che le mareggiate hanno sottratto alla pineta e che le onde hanno levigato e aggrovigliato come capitava. Pero&#8217; questo disordine naturale e incontaminato e&#8217; davvero sconvolgente. Resti fermo qualche minuto a godere il rumore del mare e del vmeto. Qui, dove all&#8217;alba decollano gli aironi, sembra di essere pi\u00f9 sulla luna che su una spiaggia della Toscana. I rami formano una serie infinita di figure a cui ognuno da&#8217; la logica che vuole. \u00c8 l&#8217;emozione che prende forma. Corri tra mare e pineta, tra tronchi lasciati a terra  e macchia mediterranea dove i cinghiali sono di casa e basta guardarti intorno per trovare ciuffi di mantello incastrati tra i rovi. Chilometri di spiaggia fino a che  la vegetazione ti sbarra la strada del bagnasciuga e diventa cos\u00ec fitta da non poter proseguire. Poco piu&#8217; avanti la foce dell&#8217;Ombrone, alle tue spalle la strada del ritorno. Dura un niente. Lo spazio di un allungo con le gambe ormai allo stremo e la corsa ormai sempre pi\u00f9 pesante. E gli ombrelloni blu del primo bagno di Principina ti avvisano che la magia sta per finire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 un cartello della Provincia alla fine della spiaggia che da Marina di Grosseto porta a Principina:&#8221;Parco naturale della Maremma&#8221;. Passi una catena arrugginita e ti avventuri in un tratto di spiaggia dove, man mano che corri, la vegetazione si fa pi\u00f9 fitta. Il mare non si vede per\u00f2 lo senti che c&#8217;\u00e8 l&#8217;hai li&#8217; a fianco. Si fa una fatica incredibile a correre sulla sabbia. Ogni appoggio e&#8217; una scommessa, le gambe sprofondano ed \u00e8 come se a ad ogni passo ne facessi cinque. 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