{"id":9117,"date":"2013-07-20T01:25:33","date_gmt":"2013-07-19T23:25:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=9117"},"modified":"2013-07-20T01:28:46","modified_gmt":"2013-07-19T23:28:46","slug":"leremo-di-san-guglielmo-e-la-strada-che-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/07\/20\/leremo-di-san-guglielmo-e-la-strada-che-non-ce\/","title":{"rendered":"L&#8217;Eremo di San Guglielmo e la strada che non c&#8217;\u00e8 &#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image10.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image10-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9122\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image10-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/07\/image10.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;ultima pedalata in terra di Maremma  val bene uno sterrato. E la sabbia svanisce da sotto le ruote dove cominciano a crocchiare i brecciolini.  Lasciata la pineta che da Marina di Grosseto porta a Castiglione  della Pescaia si comincia dolcemente a salire verso le colline. Niente strappi si pedala con un po&#8217; di fatica ma la salita, non fosse per il caldo, non \u00e8 di quelle che tagliano le gambe. La meta e&#8217; l&#8217;Eremo di San Guglielmo che dev&#8217;essere tappa quasi obbligata per tutti gli appassionati di mtb visto che quasi tutti sanno dov&#8217;\u00e8 . Si costeggia l&#8217;acquedotto e dove l&#8217;asfalto  finisce si incontra un cartello che spiega che da li&#8217; in avanti la strada e&#8217; poco piu&#8217; di un sentiero da trail in alcuni tratti difficile per chi vuole salire in mountainbike. Non una grande distanza, poco pi\u00f9 di 4 chilometri ma di quelli che non si dimenticano. E la mappa non mente. Dopo quell&#8217;indicazione e dopo un capanno dei cacciatori di cinghiali infatti la via  si fa stretta e tosta. Un piccolo inferno senza piu&#8217; nessun genere di cartello o segnale che ti rassicuri che stai andando nella giusta direzione. Rovi, sassi, legname da scavalcare e strappi dove spesso si mettono i piedi a terra. Pero&#8217; pian piano si va su&#8217;. Sbagliando un paio di volte strada, ritornando indietro e ricominciando a cercare un passaggio. Fino ad arrivare all&#8217;Eremo. La chiesa, inaccessibile senza gli adeguati permessi, \u00e8 risalente alla prima met\u00e0 del XIII\u00b0 secolo ed \u00e8  costruita in chiaro stile romanico. Ma resta cio&#8217; che resta perche&#8217; l&#8217;eremo di san Guglielmo di Malavalle non se la passa benissimo. E fa un certo effetto arrivare fin qui in bici e ritrovarsi da soli in mezzo alla macchia mediterranea tra le rovine di convento di eremiti. E sar\u00e0 il temporale in arrivo che ha completamente oscurato  il sole, sar\u00e0 che non c&#8217;\u00e8 anima viva in giro mette anche un po&#8217; di ansia. Per\u00f2 il posto e&#8217; magico. Il tempo di un paio di foto e dietrofront anche perch\u00e9 comincia a piovere. Proseguendo si potrebbe raggiungere Tirli ma pare pi\u00f9 saggio girare le ruote della mtb e tornare verso Castiglione della Pescaia. Cos\u00ec la discesa sembra quasi una fuga dai tuoni e dai lampi che ti stanno inseguendo. E Il ritorno nel caos cittadino di Castiglione della Pescaia quasi una liberazione. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;ultima pedalata in terra di Maremma val bene uno sterrato. E la sabbia svanisce da sotto le ruote dove cominciano a crocchiare i brecciolini. Lasciata la pineta che da Marina di Grosseto porta a Castiglione della Pescaia si comincia dolcemente a salire verso le colline. Niente strappi si pedala con un po&#8217; di fatica ma la salita, non fosse per il caldo, non \u00e8 di quelle che tagliano le gambe. 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