{"id":9332,"date":"2013-08-22T17:10:40","date_gmt":"2013-08-22T15:10:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=9332"},"modified":"2013-08-22T17:10:40","modified_gmt":"2013-08-22T15:10:40","slug":"milano-il-bluff-delle-piste-ciclabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/08\/22\/milano-il-bluff-delle-piste-ciclabili\/","title":{"rendered":"Milano, il bluff delle piste ciclabili"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/cic.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9334\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/cic-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/cic-300x204.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/cic-1024x696.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A pensar male si fa peccato, diceva la buon\u2019anima di <strong>Giulio Andreotti<\/strong> per\u00f2 qualche volta ci si azzecca. Non si sa se sia effettivamente cos\u00ec riguardo alla tante nuove piste ciclabili milanesi ma il dibattito sulla rete, che il popolo dei ciclisti alimenta con una serie di siti e di blog molto frequentati e cliccati, qualche sospetto lo avanza. Il <strong>Comune di Milano<\/strong> &#8211; si dibatte in rete &#8211; starebbe costruendo chilometri e chilometri di piste riservate alle biciclette per fare statistica, per consolidare una cifra che dimostri quanto concreta sia stata la svolta ambientalista nelle politiche di mobilit\u00e0 della citt\u00e0 della nuova giunta arancione. Un fiore all\u2019occhiello da potersi poi rivendere nella prossima campagna elettorale. In realt\u00e0 qualche numero c\u2019\u00e8 gi\u00e0: l\u2019obiettivo \u00e8 quello estendere entro il 2015 la rete cittadina di piste e corsie ciclabili che oggi sfiora i 150 chilometri a 240. La nuova filosofia di <strong>Giuliano Pisapia<\/strong> e compagni \u00e8 quella di voler far pedalare i milanesi, dichiarando guerra a tutto ci\u00f2 che si muove a motore, facendo pagare costi altissimi a chi usa l\u2019auto e rendendogli la vita sempre pi\u00f9 difficile ad esempio tagliando i posteggi in centro. Cos\u00ec per convinzione o per necessit\u00e0 il popolo dei ciclisti cresce. Dallo scorso aprile i milanesi hanno a disposizione 1.892 nuovi posti per biciclette in rastrelliera e dallo scorso marzo sono aumentate inoltre del 45% le stazioni del bike sharing con una media di 4mila prelievi al giorno. Insomma la gente pedala. Per\u00f2 non sono tutte rose e fiori. Anzi. La denuncia pi\u00f9 forte \u00e8 quella di corsie costruite troppo in fretta, senza le necessarie garanzie di sicurezza, senza le strutture di protezione per separare il traffico delle auto da quello delle due ruote ma solo con \u00abuna mano di vernice gialla sull\u2019asfalto\u00bb. E cos\u00ec non va. Le piste ciclabili milanesi non sarebbero all\u2019altezza di quelle di altre capitali europee dove la bici \u00e8 cultura. Ma allora il discorso deve essere allargato. Perch\u00e9, va detto, anche molti ciclisti milanesi non sono all\u2019altezza dei \u00abcolleghi\u00bb delle altre capitali europee. E qui <strong>Palazzo Marino<\/strong> non ha colpe. Perch\u00e9 se \u00e8 giusto pretendere corsie ciclabili ben fatte e sicure \u00e8 altrettanto giusto che chi va in bici rispetti le regole del traffico come fa chi va in auto o in moto. Non ci sono alibi per chi viaggia contromano, sale sui marciapiedi o addirittura non rispetta i semafori. E succede spesso. Comunque il nodo delle piste costruite in citt\u00e0 spesso senza una logica resta e le proteste in questi ultimi mesi si sono sollevate in diverse zone di Milano. A cominciare qualche mese fa da <strong>via Gallarate,<\/strong> una delle arterie pi\u00f9 importanti per la viabilit\u00e0 milanese che collega la citt\u00e0 con l&#8217;hinterland del settore nord-ovest, compresa la <strong>Fiera di Rho-Pero<\/strong> destinata a ospitare <strong>Expo<\/strong>. Al centro delle polemiche \u00e8 il nuovo percorso che il <strong>Comune<\/strong> ha riservato alle biciclette, molto contestato nel quartiere. \u00abLa pista &#8211; riferiscono gli oppositori &#8211; \u00e8 stata ottenuta ricavando sulla carreggiata una corsia per le bici e separando lo spazio ciclabile da quello carrabile con una semplice linea gialla. Ci\u00f2 anzich\u00e8 ridurre caos e smog li ha aumentati. L&#8217;ingorgo e i pericoli per chi usa la bici poi sono aggravati dai veicoli pesanti, molto frequenti su questa strada\u00bb. Tema sicurezza a cui sono sensibili anche i residenti della zona di<strong> Bruzzano<\/strong> che contestano con tutte le forze la corsia riservata alle bici realizzata in <strong>via Aldo Moro<\/strong>, una strada ad alta velocit\u00e0 che parte (a est) dal cimitero di Bruzzano per diventare poi via <strong>Del Regno Italico<\/strong> dopo aver incrociato <strong>via Ornato,<\/strong> nei pressi di Bresso. \u00abStrade ad alto scorrimento e molto trafficate &#8211; spiega chi abita in zona &#8211; dove la pista ciclabile andava costruita in sede propria e protetta e non semplicemente verniciata sulla carreggiata\u00bb. Di fatto non la usa quasi nessuno perch\u00e9 il rischio per i ciclisti \u00e8 alto e perch\u00e9 qui in realt\u00e0 si pedala su una supertrada proprio a fianco del <strong>Parco Nord<\/strong> dove una pista si sarebbe potuta realizzare senza grosse difficolt\u00e0. E ancora proteste qualche mese fa erano arrivate sempre dai ciclisti di <strong>via Forze Armate<\/strong> per la nuova ciclabile disegnata sull\u2019asfalto al posto dei posteggi delle auto. A rischio perch\u00e9 spesso si andava ad intromettere con le salite e le discese delle fermate Atm. Una vera e propria rivolta che aveva coinvolto anche i commercianti niente affatto contenti che le auto non potessero pi\u00f9 fermarsi davanti alle loro attivit\u00e0. Non \u00e8 finita. Insoddisfazione e proteste arrivano anche dalla zona 9. Sotto accusa \u00e8 la pista che da <strong>viale Marche<\/strong> a <strong>viale Lunigiana<\/strong> collega<strong> piazzale Maciachini<\/strong> a <strong>via Melchiorre Gioia<\/strong>. Anche qui la preferenziale \u00e8 semplicemente tracciata con doppia striscia gialla e bianca. Troppo poco su una via trafficatissima che la pista ha ulteriormente ristretto, senza dire poi che in alcuni tratti in prossimit\u00e0 degli incroci la corsia si interrompe per riprendere pochi metri pi\u00f9 avanti. Infine l\u2019ultimo progetto da<strong> piazza Firenze<\/strong> <strong>all&#8217;Arco della Pace.<\/strong> Nel grande viale alberato dovrebbero sorgere due ciclabili e un percorso pedonale al posto delle centinaia di auto che ogni giorno sostano sulle aiuole. Lo chiedono molti cittadini che hanno gi\u00e0 raccolto pi\u00f9 di un migliaio di firme a favore del progetto. Tutti gli altri per il momento tacciono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A pensar male si fa peccato, diceva la buon\u2019anima di Giulio Andreotti per\u00f2 qualche volta ci si azzecca. 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