{"id":9404,"date":"2013-08-19T16:36:30","date_gmt":"2013-08-19T14:36:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=9404"},"modified":"2013-08-19T17:03:31","modified_gmt":"2013-08-19T15:03:31","slug":"il-caldo-la-corsa-e-le-allucinazioni-di-matteo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/08\/19\/il-caldo-la-corsa-e-le-allucinazioni-di-matteo\/","title":{"rendered":"Il caldo, la corsa e le allucinazioni di Matteo&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/runner-at-sunset.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-9411\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/runner-at-sunset-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>I giornalisti della cultura volano alto. Soprattutto per chi, come me, sa pi\u00f9 di biciclette e pedivelle\u00a0 e a volte\u00a0 fa anche un po&#8217; fatica a seguirne i discorsi.\u00a0 E si resta affascinati quando nelle riunioni di redazione spiegano i\u00a0pezzi che raccontano di libri, filososofia, mostre art e tante altre belle cose: insomma &#8220;spaziano&#8221;, beati loro&#8230;E \u00a0<strong>Matteo Sacchi<\/strong>, giovane redattore con un sano curriculum d&#8217;alpino alle spalle, non fa eccezione.\u00a0Per\u00f2 oltre che a volare alto corre.\u00a0Un intellettuale che si allena , suda e conosce il sapore della fatica. Cos\u00ec pu\u00f2 capitare (anche ad un uomo di cultura) di &#8220;sbroccare&#8221; per il caldo al <strong>Parco Forlanini<\/strong>. Soprattutto se davanti a te si materializza una giovane, avvenente signorina che vola leggiadra come il vento. Un&#8217;allucinazione? Pu\u00f2 darsi&#8230;per\u00f2 il suo racconto &#8220;rubato&#8221; con autorizzazione dal suo profilo Facebook \u00e8 davvero dievertente&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>Parto per i miei indifferibili dieci chilometri sotto il sole agostano. Appena arrivo al Forlanini compare. Penso sia la solita allucinazione, non fosse altro per il modo in cui galleggia nell&#8217;aria mentre corre. Alta come me, forse qualcosa in pi\u00f9, corpo da tecnoninja inguainato in tessuti ad alta traspirazione, gambe lunghe come ali di albatros, avr\u00e0 vent&#8217;anni. Fa chiaramente il mio stesso percorso ad anello. Mi passa lasciando una lieve scia di profumo di camomilla. &#8220;Che cazzo di forma ha assunto oggi la paura penso&#8221;. E ovviamente decido di non dargliela vinta. Ordino al reparto motori: &#8220;Un chilometro ogni cinque minuti&#8221;. E faticosamente da sotto sento aumentare il ritmo sino ad allinearmi al passo dell&#8217;erinni. Proseguiamo cos\u00ec sino al laghetto dove spero non sterzi aggiungendo un giro dello specchio d&#8217;acqua all&#8217;anello normale. Ovviamente lo fa e forza. Io chiamo al piano di sotto: &#8220;tenere il ritmo ma falcata pi\u00f9 lunga&#8221;. Mi concentro sul fatto di correre con tutto il piede come fanno gli Indios Raramuri. Quando torniamo sull&#8217;anello normale sembro Dorando Petri alla maratona di Londra (fottuto). Lei per\u00f2 in effetti adesso un po&#8217; suda e mentre la sua coda intrecciatta fa su e giu ogni tanto china la testa a destra scomponendosi un po&#8217;. Tiriamo cos\u00ec sino al ponte viola dove io spero di salvare la faccia deviando verso casa. Cazzo! Anche lei gira di l\u00ec&#8230; Allora chiamo in sala macchine &#8220;Scotty dammi tutta la potenza disponibile&#8221;. Dall&#8217;interfono mi arriva la voce del capo macchina dell&#8217;Interprise: &#8220;Col cazzo la rotula destra \u00e8 gia in fiamme e ho il glicogeno a livelli insensati io spengo tutto pirla&#8230;&#8221;. Per\u00f2 nonstante tutto arriva nuova spinta e in salita la stacco&#8230; Per\u00f2 appena arriva la discesa il suo culo a mandolino inizia di nuovo a ballonzolarmi davanti in rapido allontanamento. Allora alla disperazione mi concentro solo su quello, il culo, e lo seguo. Mentre ogni respiro \u00e8 un onda nera che cerca di affogarmi io mi limito a seguire le sue semisfere oscillanti&#8230; Ora per\u00f2 anche sulla sua schiena scoperta dal top il sudore \u00e8 un fiume in piena. E io capisco nemmeno le mie allucinazioni sono cos\u00ec vere. Per fortuna ad un certo punto lei gira verso Linate e io verso Monlu\u00e8&#8230; Girando senza togliersi le cuffie o voltarsi alza la mano e saluta: &#8220;Ciao&#8230; hai tenuto duro anzianotti&#8230;&#8221;. Io le urlo &#8220;Noi ragazzi degli anni ottanta siamo cos\u00ec guardavamo Highlander&#8230; Ah proposito sei vera?&#8221;&#8230; Continua ad allontarsi ma fa s\u00ec col dito e poi se lo picchia al lato della fronte&#8230;<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I giornalisti della cultura volano alto. Soprattutto per chi, come me, sa pi\u00f9 di biciclette e pedivelle\u00a0 e a volte\u00a0 fa anche un po&#8217; fatica a seguirne i discorsi.\u00a0 E si resta affascinati quando nelle riunioni di redazione spiegano i\u00a0pezzi che raccontano di libri, filososofia, mostre art e tante altre belle cose: insomma &#8220;spaziano&#8221;, beati loro&#8230;E \u00a0Matteo Sacchi, giovane redattore con un sano curriculum d&#8217;alpino alle spalle, non fa eccezione.\u00a0Per\u00f2 oltre che a volare alto corre.\u00a0Un intellettuale che si allena , suda e conosce il sapore della fatica. 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