{"id":9457,"date":"2013-08-27T20:14:13","date_gmt":"2013-08-27T18:14:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=9457"},"modified":"2013-08-27T20:14:57","modified_gmt":"2013-08-27T18:14:57","slug":"in-canoa-fino-a-venezia-per-lasciare-una-traccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2013\/08\/27\/in-canoa-fino-a-venezia-per-lasciare-una-traccia\/","title":{"rendered":"In canoa fino a Venezia per lasciare una traccia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/can.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-9458\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/can-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/santiago-2012-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-9459\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2013\/08\/santiago-2012-02-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00abLa barca \u00e8 pi\u00f9 sicura nel porto ma non \u00e8 per questo che le barche sono state costruite&#8230;\u00bb. <strong>Pietro Scidurlo<\/strong>, 34 anni da <strong>Somma Lombardo<\/strong>, apre cos\u00ec il suo sito internet (<a href=\"http:\/\/www.freewheels.it\/\">www.freewheels.it<\/a>). Una frase che \u00e8 tutta un programma, una filosofia di come una persona intende la vita. Che per lui, da quando \u00e8 piccolo, \u00e8 su una sedia a rotelle. Ma forse proprio per questo in continuo movimento tra viaggi e sport, le sue passioni e le sue imprese. Ma guai a chiamarle imprese. \u00abQuelle le fanno gli eroi- si affretta a chiarire- Io mi limito a fare le cose normali che fanno le persone normali. E cerco di far capire a chi \u00e8 meno fortunato che si pu\u00f2 fare\u00bb. Una \u00abbattaglia\u00bb per chi deve muoversi nella quotidianit\u00e0 di ogni giorno scontrandosi con un numero impressionante di barriere e di ostacoli. E non solo nelle grandi citt\u00e0.\u00a0 Cos\u00ec Pietro va. Si allena e parte per una serie di avventure che servono anche (soprattutto) a far conoscere ci\u00f2 che fa \u00ab<strong>Freewheels<\/strong>\u00bb, l\u2019associazione senza fine di lucro che vuole sensibilizzare iniziative in grado di abbattere le barriere sia mentali che fisiche. L\u2019obbiettivo \u00e8 incentivare lo sviluppo dell\u2019indipendenza fisica e sociale di ragazzi disabili, sostenendoli sia moralmente che psicologicamente, aiutando i genitori, gli operatori sociali, gli insegnanti e chiunque abbia a che fare con persone con disabilit\u00e0.\u00a0 Insomma un gran progetto. Che \u00e8 cominciato due anni fa quando <strong>Pietro<\/strong> ha percorso l\u2019intero \u00ab<strong>Camino di Santiago\u00bb<\/strong> in handbike e che continuer\u00e0 domani quando partir\u00e0 con la sua canoa da Somma Lombardo per raggiungere <strong>Venezia.<\/strong> Cinquecento chilometri pagaiando fino in piazza San Marco per far sapere a tutti \u00abche le barriere pi\u00f9 grandi sono quelle imposte dalla nostra mente, basta avere la volont\u00e0 di superarle\u00bb. Con lui l&#8217;amico <strong>Michael Bolognini<\/strong>, insegnante di giavellotto dell\u2019<strong> atletica Pro Patria<\/strong> e <strong>Giampiero<\/strong>, uno skipper professionista che li guider\u00e0 in questa infinita \u00abpagaiata\u00bb. Non semplicissima: dal<strong> Ticino<\/strong> al<strong> Po<\/strong> e poi fino alla laguna superando rapide ed anche un paio di dighe artificiali. \u00abNon ho paure se non quelle legate al fatto di navigare su due grandi fiumi in canoa- spiega <strong>Pietro<\/strong>&#8211; Non siamo professionisti ma persone con una grande forza di volont\u00e0 ed \u00e8 per questo che non voglio che si parli di impresa ma di un percorso nato per la voglia mettersi alla prova per poterlo raccontare e per essere utile agli altri\u00bb.<br \/>\nSaranno minimo dieci i giorni di navigazione, per 6 o 7 ore di fatica quotidiana. Il resto \u00e8 un po\u2019 sulla scia della sua precedente esperienza da \u00abpellegrino\u00bb nel <strong>Camino di Santiago<\/strong> e cio\u00e8 arrivare alla fine di una tappa, trovare un posto dove mangiare e dormire e andare a letto presto. Senza fretta, senza voglia di record. \u00abIl mio scopo \u00e8 quella della condivisione, non della performance &#8211; spiega <strong>Pietro<\/strong> &#8211; Voglio lasciare una traccia per aiutare chi viene dopo di me&#8230;\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abLa barca \u00e8 pi\u00f9 sicura nel porto ma non \u00e8 per questo che le barche sono state costruite&#8230;\u00bb. Pietro Scidurlo, 34 anni da Somma Lombardo, apre cos\u00ec il suo sito internet (www.freewheels.it). Una frase che \u00e8 tutta un programma, una filosofia di come una persona intende la vita. Che per lui, da quando \u00e8 piccolo, \u00e8 su una sedia a rotelle. 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