{"id":1102,"date":"2013-10-07T17:51:16","date_gmt":"2013-10-07T17:51:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=1102"},"modified":"2013-10-07T18:06:38","modified_gmt":"2013-10-07T18:06:38","slug":"1102","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2013\/10\/07\/1102\/","title":{"rendered":"Obama ai repubblicani: stop allo shutdown"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/Obama.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1103\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/Obama-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/Obama-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/Obama-1024x681.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Obama si appella ancora una volta alla Camera affinch\u00e9 faccia cessare lo<em> shutdown<\/em>\u00a0 (la parziale chiusura delle attivit\u00e0 federali), giunto al settimo giorno. Il presidente respinge al mittente le proteste della destra, ricordando che il partito democratico ha gi\u00e0 concesso un compromesso, accettando livelli di spesa richiesti dai repubblicani pi\u00f9 bassi di quelli che il suo partito avrebbe voluto. Obama mostra un certo ottimismo: <em>&#8220;Ho il sospetto molto forte, che ci siano voti sufficienti, repubblicani e democratici, per approvare la legge di bilancio fiscale 2014&#8221;<\/em>. Sembra giocare a poker il presidente, chiedendo allo speaker repubblicano della Camera, <strong>John Boehner<\/strong>, di mettere la legge ai voti: <em>&#8220;Arriviamo oggi a un voto e vediamo che succede&#8221;<\/em>. Probabilmente se non avesse la certezza di farcela non rischierebbe cos\u00ec tanto. Obama fa sapere poi di essere disposto ad aprire un confronto sulla sua riforma sanitaria, ma solo dopo che i repubblicani avranno votato sia il bilancio federale, per porre fine allo shutdown, che l\u2019innalzamento del tetto del debito. Quella in corso, prosegue Obama, &#8220;\u00e8 una crisi fabbricata&#8221; (cio\u00e8 fatta scoppiare ad arte, per altri motivi politici) e il Congresso dovrebbe &#8220;lasciarsela alle spalle&#8221; velocemente, perch\u00e8 lo &#8220;<strong>shutdown economico<\/strong>&#8221; avrebbe conseguenze ben peggiori. La Casa Bianca &#8211; spiega il <em>Washington Post<\/em> &#8211; sarebbe pronta a un possibile accordo di breve termine sul tetto del debito. Alle condizioni attuali, spiega il quotidiano, sembra impossibile raggiungere un\u2019intesa di lungo termine sull\u2019innalzamento al limite &#8211; attualmente pari a 16.700 miliardi di dollari &#8211; entro il 17 ottobe. In mancanza di un compromesso entro quella data tra amministrazione Obama e Congresso, alcuni repubblicani (certamente non vicini ai Tea Party) potrebbero creare una coalizione che sostenga una misura ad interim per alzare il limite al debito per almeno sei settimane. Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, fa sapere che il presidente appoggia la legge presentata dai senatori democratici con cui si innalzerebbe il tetto del debito per un anno, considerato questo il periodo utile per uscire dalle incertezze sui mercati finanziari create dai rischi di default americano. Arriver\u00e0, a questo punto, il s\u00ec dei repubblicani moderati?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Obama si appella ancora una volta alla Camera affinch\u00e9 faccia cessare lo shutdown\u00a0 (la parziale chiusura delle attivit\u00e0 federali), giunto al settimo giorno. Il presidente respinge al mittente le proteste della destra, ricordando che il partito democratico ha gi\u00e0 concesso un compromesso, accettando livelli di spesa richiesti dai repubblicani pi\u00f9 bassi di quelli che il suo partito avrebbe voluto. 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