{"id":1122,"date":"2013-10-11T09:36:01","date_gmt":"2013-10-11T09:36:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=1122"},"modified":"2013-10-11T09:41:18","modified_gmt":"2013-10-11T09:41:18","slug":"shutdown-il-braccio-di-ferro-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2013\/10\/11\/shutdown-il-braccio-di-ferro-continua\/","title":{"rendered":"Shutdown, il braccio di ferro continua"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/Boehner_Obama.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1126\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/Boehner_Obama-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/Boehner_Obama-300x162.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/Boehner_Obama.jpg 605w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Barack Obama<\/strong> ha respinto al mittente l&#8217;offerta dei repubblicani di sforare il tetto del debito pubblico per sei settimane. Ma nonostante le apparenze \u00e8 una fumata grigia pi\u00f9 che nera. Ci sono, infatti, alcuni spiragli che lasciano intravedere una soluzione positiva allo stallo che si \u00e8 venuto a creare nelle ultime settimane. Il confronto alla Casa Bianca tra Obama e la delegazione del Gop (una ventina di deputati guidati dallo speaker <strong>John Boehner<\/strong>) \u00e8 stato molto serrato ma, al tempo stesso, produttivo. Era quasi scontato che il presidente non avrebbe accettato, visto che la proposta di fatto non prevedeva il superamento dello shutdown e quindi, in buona sostanza, teneva bloccate le mani al Tesoro. <strong>Eric Cantor<\/strong>, capogruppo repubblicano alla Camera, ha descritto l\u2019incontro &#8220;utile e produttivo\u2019&#8221;, sottolineando che si continuer\u00e0 a trattare. Nessuna intesa, dunque, ma le &#8220;colombe&#8221; continuano a lavorare. Dopo Cantor anche la Casa Bianca ha diffuso un comunicato, molto prudente, in cui si conferma che non \u00e8 stata presa ancora alcuna decisione ma che c&#8217;\u00e8 la buona volont\u00e0, da parte del presidente, di <em>&#8220;fare progressi continuando il confronto con tutti i gruppi di Capitol Hill\u2019\u2019<\/em>. Al contempo l&#8217;amministrazione Usa ribadisce la <em>condicio sine qua non<\/em>: porre fine allo shutdown e riaprire, dunque, tutte le attivit\u00e0 dello Stato federale. Anche se l&#8217;emergenza numero uno \u00e8 scongiurare il default che, come sottolineano molti analisti, produrrebbe effetti nefasti sull&#8217;economia, peggiori della crisi del 2008.<br \/>\nIl braccio di ferro cui assistiamo non \u00e8 solo tra repubblicani e democratici. La lotta \u00e8 interna agli stessi partiti, tra i falchi e le colombe.\u00a0 I repubblicani che si sono spesi nella trattativa, arrivando a proporre il rinvio di 6 settimane, devono fronteggiare le durissime critiche dei &#8220;falchi&#8221;, i deputati del <strong>Tea Party<\/strong>, che non ci pensano nemmeno ad approvare un rinvio sul debito. Molti di loro, anzi,\u00a0 negano che il default possa avere effetti devastanti per l&#8217;America. Ma anche nel partito di Obama non fila tutto liscio: senza un preciso accordo che ponga fine allo shutdown al Senato i democratici non accetterebbero mai un\u2019intesa sul debito. Serve uno sforzo di fantasia e capacit\u00e0 di imporre la propria leadership. Riuscir\u00e0 Obama a superare questo difficile scoglio?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Barack Obama ha respinto al mittente l&#8217;offerta dei repubblicani di sforare il tetto del debito pubblico per sei settimane. 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