{"id":1183,"date":"2013-10-21T14:10:22","date_gmt":"2013-10-21T14:10:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=1183"},"modified":"2013-10-21T14:52:34","modified_gmt":"2013-10-21T14:52:34","slug":"usa-tea-party-basta-soldi-ai-repubblicani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2013\/10\/21\/usa-tea-party-basta-soldi-ai-repubblicani\/","title":{"rendered":"Usa, Tea Party: basta soldi ai repubblicani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/TedCruz1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1184\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/TedCruz1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/TedCruz1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/10\/TedCruz1.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In America c&#8217;\u00e8 chi non ha preso bene la decisione del partito repubblicano di interrompere la battaglia su shutdown e default. Alcuni parlamentari vicini ai <strong>Tea Party<\/strong> hanno deciso di chiudere i rubinetti e non dare pi\u00f9 un soldo al Grand Old Party. Secondo i dati della commissione elettorale federale, consultati da <em>Politico.com<\/em>, non hanno versato soldi almeno otto dei pi\u00f9 accesi sostenitori dello shutdown &#8211; come Justin Amash, eletto nel Michigan &#8211; mentre altri hanno versato poco o niente. Un segno della loro volutamente marcata distanza rispetto all\u2019establishment tradizionale del partito. Una brutta tegola a circa un anno dalle elezioni di <em>midterm<\/em> (in cui si eleggono i 435 membri della Camera dei rappresentanti e un terzo dei senatori), con i repubblicani che, arrivando divisi, potrebbero perdere l\u2019attuale maggioranza alla Camera.<\/p>\n<p><em>&#8220;Io lavoro per i 26 milioni di texani, combatto per il futuro degli uomini e delle donne del mio Stato. Non per i boss del partito repubblicano di Washington&#8221;<\/em>. <strong>Ted Cruz<\/strong> (<em>nella foto<\/em>), il contestato senatore vicino ai Tea Party, rilancia la sua sfida, malgrado le forti critiche per la sua condotta nello scontro sul debito e il conseguente isolamento tra i repubblicani. I big del partito hanno gi\u00e0 bocciato la sua strategia perdente di legare la lotta all&#8217;<em>Obamacare<\/em> con il braccio di ferro sul default. Ma lui non molla, anzi, riparte all&#8217;attacco in modo ancor pi\u00f9 veemente: <em>&#8220;A differenza di molti miei colleghi io dico pubblicamente quello che dico dentro le riunioni a porte chiuse&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In America c&#8217;\u00e8 chi non ha preso bene la decisione del partito repubblicano di interrompere la battaglia su shutdown e default. Alcuni parlamentari vicini ai Tea Party hanno deciso di chiudere i rubinetti e non dare pi\u00f9 un soldo al Grand Old Party. 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