{"id":1713,"date":"2014-05-22T13:32:10","date_gmt":"2014-05-22T13:32:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=1713"},"modified":"2014-05-22T14:37:44","modified_gmt":"2014-05-22T14:37:44","slug":"usa-nuovo-schiaffo-per-i-tea-party","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2014\/05\/22\/usa-nuovo-schiaffo-per-i-tea-party\/","title":{"rendered":"Usa, nuovo schiaffo ai Tea Party"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2014\/05\/Republican_party.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1718\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2014\/05\/Republican_party-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2014\/05\/Republican_party-300x162.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2014\/05\/Republican_party.jpg 605w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ancora una battuta d&#8217;arresto per i candidati repubblicani sostenuti dai Tea Party, usciti sconfitti nell&#8217;ultima tappa delle primarie del Grand Old Party (Gop) in vista delle elezioni di Midterm di novembre. Nel <em>Super Tuesday<\/em> del 20 maggio si \u00e8 votato in cinque Stati: <strong>Arkansas, Idaho, Kentucky, Oregon <\/strong>e<strong> Pennsylvanya<\/strong>. Ovunque i candidati sostenuti dal movimento antitasse sono stati bocciati. Nonostante la forte disaffezione per il Congresso e la politica di Washington, sembra dunque prevalere la stanchezza verso la politica troppo gridata, quella del muro contro muro portata avanti dalla parte pi\u00f9 a destra del partito repubblicano, che negli ultimi anni ha detto no ad ogni ipotesi di compromesso coi democratici. \u00c8 ancora troppo presto per recitare il <em>de profundis<\/em> per i Tea Party, ma l&#8217;onda lunga sembra essersi arrestata. La linea della destra ostile al dialogo che qualche mese fa ha causato lo<em> shutdown<\/em> (la paralisi del governo federale) per il mancato accordo, al Congresso, sull&#8217;innalzamento del tetto del debito, sembra non pagare pi\u00f9.<\/p>\n<p>Se i vertici del Gop si aspettavano una chiara indicazione per il futuro, il messaggio degli elettori sembra arrivato: la linea da seguire \u00e8 quella moderata, pur non perdendo di vista l&#8217;elettorato pi\u00f9 agguerrito.<em> &#8220;I repubblicani vogliono vincere, sono stufi di perdere e vogliono scegliere candidati in grado di farlo&#8221;<\/em>, ha detto il consigliere politico di Mitch McConnell, leader della minoranza repubblicana al Senato. E secondo alcuni osservatori i pi\u00f9 preoccupati, adesso, dovrebbero essere i democratici, che nei duelli con i candidati del Tea Party nelle scorse elezioni avevano avuto gioco facile sconfiggendo estremisti che spaventavano i moderati. Ora, con la battaglia che si sposta al centro, per loro cominciano i problemi.<\/p>\n<p>Come dicevamo i candidati appoggiati dai funzionari del partito e dalle lobby vicine all&#8217;establishment hanno vinto ovunque: i risultati permettono ai leader del Gop di mantenere la leadership rispetto ai &#8220;ribelli&#8221;. L\u2019equilibrio politico, per\u00f2, resta invariato, perch\u00e9 il Gop nonostante tutto ha ancora bisogno del sostegno dei Tea Party. Basta fare un esempio per capire: lo speaker della Camera, <strong>John Boehner<\/strong>, che all\u2019inizio di maggio ha battuto facilmente il candidato del Tea Party nel suo distretto dell\u2019Ohio, ha visto vincere alcuni dei suoi alleati, tra cui il deputato Mike Simpson in Idaho, atteso da una pericolosa sfida lanciata dalla destra del partito. Ma se vorr\u00e0 continuare a fare lo speaker nel prossimo biennio Boehner dovr\u00e0 ricevere il sostegno dei Tea Party. Alla domanda se l\u2019influenza dei Tea Party stia svanendo, Boehner non a caso ha gettato acqua sul fuoco, precisando che il conflitto tra i leader del partito e quelli del movimento \u00e8 stato ingigantito dalla stampa: <em>&#8220;Il Tea Party ha portato tanta energia al nostro processo politico&#8221;<\/em>. E ancora: <em>&#8220;Non c\u2019\u00e8 tutta questa differenza tra quello che voi tutti chiamate il Tea Party e il vostro<\/em><em> repubblicano medio: siamo contro l\u2019Obamacare, pensiamo che le tasse siano troppo alte, pensiamo che il governo sia troppo esteso&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Il leader del Gop in Senato, <strong>Mitch McConnell<\/strong>, si \u00e8 imposto nettamente in Kentucky. La sua vittoria non \u00e8 mai stata in dubbio, a onor del vero, ma chi si aspettava che il candidato del Tea Party, Matt Bevin, potesse raggiungere il 40% delle preferenze e indebolire l\u2019avversario, \u00e8 rimasto deluso: McConnell ha ottenuto il 60,2%, contro il 35,4% del rivale. Ma ora viene il difficile: McConnell dovr\u00e0 convincere i sostenitori del Tea Party ad appoggiarlo per battere la rivale democratica, Alison Lundergan Grimes.<\/p>\n<p>Nonostante le rassicurazioni di Boehner a Capitol Hill si sono registrati (e si registrano) duri scontri tra le due anime repubblicane. I Tea Party molto probabilmente impediranno l\u2019approvazione alla Camera di una legge sull\u2019<strong>immigrazione<\/strong>, su cui i repubblicani stanno lavorando per trovare un accordo con i democratici, cercando cos\u00ec di ottenere il voto dei latinoamericani. Molto difficile, a causa dei Tea Party, anche la nuova autorizzazione per l\u2019Export-Import Bank, l\u2019agenzia che si occupa del credito all\u2019esportazione, strumento in aiuto dei produttori americani (che spingono per un nuovo permesso di tre anni alla scadenza del 2015).<\/p>\n<p>In Georgia si registra il risultato pi\u00f9 soddisfacente per il Gop: il candidato favorito, David Perdue, prende il 30,6%, pi\u00f9 di quanto previsto, e al ballottaggio non sar\u00e0 sfidato da Karen Handel (22%), unica donna tra i sette candidati, appoggiata dall\u2019ex governatrice dell\u2019Alaska ed ex candidata alla vicepresidenza, Sarah Palin, esponente di spicco del Tea Party, ma dal deputato Jack Kingston (25,8%). Anche in Oregon ha vinto il candidato dell&#8217;establishment, la moderata Monica Wehby (50,7%), impostasi sul candidato sostenuto dai Tea Party, Jason Conger (37,1%).<\/p>\n<p><strong>Le sfide principali<\/strong><\/p>\n<p>Nelle primarie democratiche si registra un trionfo delle candidate donne: Alison Lundergan Grimes sfider\u00e0 McConnell in Kentucky, mentre Michelle Nunn \u00e8 stata eletta in Georgia. In Arkansas a novembre si sfideranno il senatore democratico Mark Pryor e il deputato repubblicano Tom Cotton. In Pennsylvania, infine, il democratico Tom Wolf affronter\u00e0 il governatore repubblicano Tom Corbett.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ancora una battuta d&#8217;arresto per i candidati repubblicani sostenuti dai Tea Party, usciti sconfitti nell&#8217;ultima tappa delle primarie del Grand Old Party (Gop) in vista delle elezioni di Midterm di novembre. Nel Super Tuesday del 20 maggio si \u00e8 votato in cinque Stati: Arkansas, Idaho, Kentucky, Oregon e Pennsylvanya. Ovunque i candidati sostenuti dal movimento antitasse sono stati bocciati. Nonostante la forte disaffezione per il Congresso e la politica di Washington, sembra dunque prevalere la stanchezza verso la politica troppo gridata, quella del muro contro muro portata avanti dalla parte pi\u00f9 a destra del partito repubblicano, che negli ultimi anni [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2014\/05\/22\/usa-nuovo-schiaffo-per-i-tea-party\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1011,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64],"tags":[47393,47429,47428,228],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1713"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1011"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1713"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1713\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1722,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1713\/revisions\/1722"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1713"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1713"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1713"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}