{"id":2000,"date":"2014-11-06T16:15:42","date_gmt":"2014-11-06T16:15:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=2000"},"modified":"2014-11-06T18:59:35","modified_gmt":"2014-11-06T18:59:35","slug":"usa-alla-destra-serve-un-leader","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2014\/11\/06\/usa-alla-destra-serve-un-leader\/","title":{"rendered":"Usa, chi guider\u00e0 i repubblicani?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2014\/11\/sondaggio_GOP1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2005\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2014\/11\/sondaggio_GOP1-300x159.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2014\/11\/sondaggio_GOP1-300x159.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2014\/11\/sondaggio_GOP1.jpg 898w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Conquistato il Congresso, rifilato uno schiaffone a Obama, i repubblicani riassaporano il gusto della vittoria. Ma per loro il cammino \u00e8 ancora lungo. L&#8217;obiettivo vero, infatti, \u00e8 riprendersi la Casa Bianca dopo otto anni. Che non sono tantissimi, a pensarci bene, ma in America (a differenza che in Italia) politicamente sono quasi un&#8217;era geologica. La cosa fondamentale, per il Gop, \u00e8 trovare un leader forte. Qualcuno in grado di tenere unito il partito, mettendo insieme un programma che dia giusta soddisfazione &#8211; e sfogo &#8211; a tutte le &#8220;correnti&#8221; che animano la destra: dai Tea Party ai moderati. Perch\u00e9 uniti si vince, divisi si fa il gioco degli avversari. E i voti sono tutti buoni, compresi quelli delle minoranze. Anche se \u00e8 ancora presto (ma non troppo) cominciano a circolare i primi nomi. Un sondaggio di Fox News, condotto tra gli elettori repubblicani, stila una prima classifica di gradimento: Rick Perry (84%), Jeb Bush (79%), Rand Paul (77%) e Chris Christie (69%). Quest&#8217;ultimo, per\u00f2, \u00e8 rimasto coinvolto in uno scandalo (quello del <em>Washington bridge<\/em> che collega il suo Stato a Manhattan) da cui non si \u00e8 mai veramente ripreso. Un duro colpo, considerato che aveva tutte le carte in regola per imporsi: \u00e8 un repubblicano doc (abbassa le tasse e riduce la spesa pubblica), ha la parlantina, se la cava benone coi rapporti umani e, soprattutto, governa uno stato che solitamente elegge solo parlamentari democratici.<\/p>\n<p>Ma ci sono altre personalit\u00e0 di spicco nel partito dell&#8217;Elefantino, come sottolinea <a href=\"http:\/\/www.lintraprendente.it\/2014\/11\/repubblicani-verso-la-casa-bianca-mappa-dei-nomi\/#.VFtVXeFBOPk.facebook\" target=\"_blank\">Stefano Magni<\/a> sull&#8217;Intraprendente. Chi sono? <strong>Marco Rubio<\/strong>, rampante senatore della Florida di origini cubane (quindi ottimo per attirare voti latinos). Viene dai Tea Party e piace anche ai vecchi conservatori. E in pi\u00f9 \u00e8 giovane. Ma qualcuno, tra i suoi vecchi amici, lo considera un <em>Rino<\/em> (offesa gravissima, repubblicano solo di nome!). Altra figura in pole position \u00e8 <strong>Scott Walker<\/strong>, appena rieletto governatore del Wisconsin. Uno dei grandi vincitori delle elezioni di midterm: il suo, infatti, \u00e8 considerato uno stato &#8220;chiave&#8221;. Qualche anno fa ha condotto (e vinto) un duro braccio di ferro coi sindacati sulla contrattazione collettiva per i dipendenti statali. Scampato a un <em>recall<\/em> (tentativo di mandarlo a casa con un referendum), \u00e8 un combattente nato ed \u00e8 abituato a vincere. Gli rimproverano di essere troppo conservatore su certi temi (aborto e diritti gay). Ma per lui \u00e8 un vanto.<\/p>\n<p>Nella speciale lista dei &#8220;papabili&#8221; potrebbe infilarsi anche <strong>Rick Santorum<\/strong>, sfidante di Romney nelle primarie del 2012. In realt\u00e0 appare un po&#8217; deboluccio, pur avendo gi\u00e0 fatto esperienza due anni fa. Vicino (secondo alcuni troppo) alla destra religiosa, dal punto di vista economico &#8211; puntualizza Magni &#8211; non ci sono molte differenze tra lui e un democratico. Proprio per questo gli elettori che sognano una svolta liberale potrebbero fargli la guerra se provasse ad alzare troppo la cresta.<\/p>\n<p><strong>Rand Paul<\/strong> si \u00e8 mosso prima degli altri, iniziando a mettere in pista una rete per unire tutti gli stati dell&#8217;Unione. Figlio di Ron Paul, come lui porta avanti (ma all&#8217;interno del Gop) le idee pi\u00f9 libertarie dell&#8217;America, sia in economia che nei diritti civili. Piace ai Tea Party e gode di una buona credibilit\u00e0. Potrebbe costargli caro, per\u00f2, l&#8217;eccesso di isolazionismo in politica estera, che l&#8217;America non pu\u00f2 permettersi. Specie ora. E l&#8217;essere troppo lontano dall\u2019establishement non lo aiuta. Le sue idee, per\u00f2, sicuramente stimoleranno il dibattito a destra.<\/p>\n<p>Non dimentichiamo <strong>Paul Ryan<\/strong>. Vice di Romney nel 2012, inizi\u00f2 come stagista di un senatore (Bob Kasten) e visto che era particolarmente bravo con la penna (e la retorica), si specializz\u00f2 nella scrittura dei discorsi politici. Eletto alla Camera nel 1998, \u00e8 stato sempre confermato con ampi margini di voto. Se non come leader, potrebbe essere l&#8217;uomo giusto per completare un ticket (l&#8217;eterno vice?).<\/p>\n<p>Dopo le gaffe nelle ultime primarie del Gop francamente Rick Perry non sembra essere all&#8217;altezza. Sempre dal Texas, invece, potrebbe farsi strada il senatore <strong>Ted Cruz<\/strong>. Per non tradire la sua terra indossa sempre gli stivali. Amato anzi amatissimo dai Tea Party, vorrebbe cancellare &#8211; anzi distruggere &#8211; gli otto anni di Obama, a partire dalla riforma sanitaria. Figlio di un immigrato cubano e di un&#8217;americana di origini italiane, rappresenta la versione di destra di quel <em>melting pot<\/em> che fa molto America.<\/p>\n<p>Ma tra tutti questi nomi, pi\u00f9 o meno forti e pi\u00f9 o meno buoni, alla fine potrebbe spuntarla un altro Bush. Stiamo parlando di <strong>Jeb Bush<\/strong>. In Florida se l&#8217;\u00e8 cavata bene. In pi\u00f9 ha alcune frecce al proprio arco: piace alla destra moderata, la sua famiglia \u00e8 ancora oggi potentissima e ben inserita nell&#8217;establishment. In pi\u00f9 \u00e8 sposato con una messicana, Columba Garnica Gallo. Segno della fusione tra culture diverse. Qualcuno per\u00f2 storce gi\u00e0 la bocca: il terzo Bush? E che siamo, una monarchia? Di certo non gli mancherebbero le capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Il partito repubblicano ha lanciato un <strong><a href=\"https:\/\/www.gop.com\/presidential-straw-poll\/\" target=\"_blank\">sondaggio<\/a><\/strong> per individuare i candidati pi\u00f9 forti per la leadeship del Gop. Fino ad ora \u00e8 solo un gioco, ma potrebbe fornire spunti interessanti. Alla fine, per\u00f2, decideranno i voti (quelli veri, non i sondaggi) delle primarie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Conquistato il Congresso, rifilato uno schiaffone a Obama, i repubblicani riassaporano il gusto della vittoria. Ma per loro il cammino \u00e8 ancora lungo. L&#8217;obiettivo vero, infatti, \u00e8 riprendersi la Casa Bianca dopo otto anni. Che non sono tantissimi, a pensarci bene, ma in America (a differenza che in Italia) politicamente sono quasi un&#8217;era geologica. La cosa fondamentale, per il Gop, \u00e8 trovare un leader forte. 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