{"id":2118,"date":"2015-01-01T11:44:07","date_gmt":"2015-01-01T11:44:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=2118"},"modified":"2015-01-01T11:44:07","modified_gmt":"2015-01-01T11:44:07","slug":"un-miliardo-di-dollari-per-la-casa-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2015\/01\/01\/un-miliardo-di-dollari-per-la-casa-bianca\/","title":{"rendered":"Un miliardo di dollari per la Casa Bianca"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/01\/CasaBianca.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2119\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/01\/CasaBianca-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/01\/CasaBianca-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/01\/CasaBianca.jpg 377w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La corsa non \u00e8 ancora iniziata ma a scaldare i motori, com&#8217;\u00e8 noto, ci sono due big della politica americana: <strong>Jeb Bush<\/strong> e <strong>Hillary Clinton<\/strong>. Si contenderanno la leadership dei rispettivi partiti, repubblicano e democratico, a suon di tour elettorali, strette di mano, discorsi, promesse, un mare di sondaggi e soprattutto soldi. Per vincere le prossime elezioni presidenziali, infatti, un candidato avr\u00e0 bisogno di raccogliere almeno un miliardo di dollari, quasi 1,5 milioni al giorno fino all&#8217;8 novembre 2016, quando gli americani saranno chiamati alle urne. La stima \u00e8 stata fatta dal<em> Financial Times<\/em>, citando esperti di campagne elettorali. Per ambire alla presidenza degli Stati Uniti bisogna rastrellare almeno 100 milioni di dollari per essere considerati &#8220;credibili&#8221;, cio\u00e8 in grado di mettere in piedi una macchina organizzativa degna di questo nome, coprendo se non tutti almeno i primi Stati in cui si terranno le primarie. Ma Jeb e Hillary avranno davvero la meglio, riproponendo la sfida Bush-Clinton, oppure i cittadini statunitensi decideranno di puntare su nuovi e (al momento) meno conosciuti candidati? Ancora presto per dirlo. Se guardiamo alle possibili facce nuove si fanno i nomi di <strong>Elizabeth Warren<\/strong>: ex professoressa di Harvard, &#8220;flagello&#8221; di Wall Street, la senatrice del Massachusetts pi\u00f9 volte ha detto di non essere interessata alla Casa Bianca, ma vanta moltissimi sostenitori. Potrebbe tentare il colpo anche <strong>Bill de Blasio<\/strong>, sindaco di New York. Ma le recenti aspre polemiche coi poliziotti della Grande Mela non sono un buon viatico. Di certo se decidesse di correre la sfida tutta a sinistra tra lui e la Warren favorirebbe la pi\u00f9 &#8220;moderata&#8221; Hillary. Nel campo repubblicano, invece, i nomi forti sono quelli di\u00a0 <strong>Chris Christie, Rand Paul, Ted Cruz, Scott Walker<\/strong> e <strong>Marco Rubio<\/strong>. Non hanno alcun significato, per\u00f2 cominciano a circolare i primi sondaggi. Secondo uno commissionato dalla<em> Cnn<\/em> la Clinton \u00e8 in vantaggio su\u00a0Jeb\u00a0Bush: l&#8217;ex first lady ha il 54% delle preferenze a fronte del 41% dell&#8217;ex governatore della Florida.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La corsa non \u00e8 ancora iniziata ma a scaldare i motori, com&#8217;\u00e8 noto, ci sono due big della politica americana: Jeb Bush e Hillary Clinton. Si contenderanno la leadership dei rispettivi partiti, repubblicano e democratico, a suon di tour elettorali, strette di mano, discorsi, promesse, un mare di sondaggi e soprattutto soldi. Per vincere le prossime elezioni presidenziali, infatti, un candidato avr\u00e0 bisogno di raccogliere almeno un miliardo di dollari, quasi 1,5 milioni al giorno fino all&#8217;8 novembre 2016, quando gli americani saranno chiamati alle urne. 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