{"id":2122,"date":"2015-01-02T12:21:18","date_gmt":"2015-01-02T12:21:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=2122"},"modified":"2015-01-03T09:43:15","modified_gmt":"2015-01-03T09:43:15","slug":"morto-cuomo-per-due-volte-disse-no-alla-casa-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2015\/01\/02\/morto-cuomo-per-due-volte-disse-no-alla-casa-bianca\/","title":{"rendered":"Cuomo disse no alla Casa Bianca"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/01\/MarioCuomo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2126\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/01\/MarioCuomo-300x192.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/01\/MarioCuomo-300x192.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/01\/MarioCuomo.jpg 492w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Aveva il sogno di sfondare nel diamante che ipnotizza gli americani, il baseball. E stava per riuscirci. Da ragazzo Mario Cuomo (morto il primo gennaio 2015 nella sua abitazione di Manhattan) fu notato e scritturato da un osservatore dei Pittsburgh Pirates: <a href=\"http:\/\/baseballpastandpresent.com\/2011\/08\/24\/mario-cuomo-politics-played-baseball\/\" target=\"_blank\">gioc\u00f2 nella lega minore<\/a> con i Brunswick ma nel suo futuro c&#8217;era scritto qualcosa di diverso dallo sport professionistico. <strong>Figlio di due italiani<\/strong>, era nato nel quartiere newyorchese di Queens nel 1932. Laureatosi in legge, inizi\u00f2 a lavorare come avvocato. Quarantenne, divenne famoso nella Grande mela perch\u00e9 difese con successo gli interessi di alcuni residenti di Forest Hills, zona benestante che ospita l&#8217;Us Open di tennis, che si opponevano alla costruzione di grandi case popolari nel quartiere. Candidatosi alla carica di <em>liutenant governor<\/em> (vicegovernatore) non fu eletto, ma l&#8217;anno dopo, nel 1975, il governatore dello Stato di New York, Hugh Carey, lo nomin\u00f2 segretario di Stato. Inizi\u00f2, cos\u00ec, la brillante carriera politica di Mario Cuomo. Per due volte tent\u00f2 di candidarsi sindaco di New York, senza riuscirvi. Il suo primo tentativo di diventare sindaco contro Ed Koch (che non affront\u00f2 mai le voci sul suo orientamento sessuale) fu all&#8217;insegna di uno slogan molto aggressivo, da cui lui stesso prese le distanze: <em>&#8220;Vote for\u00a0Cuomo, not the Homo&#8221;<\/em>. Nel 1978 fu eletto vicegovernatore, ma il grande salto arriv\u00f2 nel 1983, quando divenne governatore, sconfiggendo Edward Koch nelle primarie del Partito democratico e vincendo poi le elezioni contro il repubblicano Lewis Lehrman. Vinse in modo netto le due elezioni successive, governando ininterrottamente per tre mandati consecutivi, dal 1983 al 1994. Fall\u00ec la corsa per il quarto mandato, nel 1994, travolto da George Pataki e dall&#8217;onda lunga repubblicana, con il Gop che si afferm\u00f2 in diversi stati e prese il controllo di Camera e Senato. Cuomo pag\u00f2, in quell&#8217;occasione, la ferma opposizione alla pena di morte. I repubblicani, infatti, lo presero di mira collegando la sua posizione a un assassino che, liberato sotto cauzione, in seguito era diventato un serial killer.<\/p>\n<p><strong>Le idee politiche di Cuomo<\/strong><\/p>\n<p>Arriv\u00f2 all&#8217;apice del suo potere politico quando alla Casa Bianca siedeva Ronald Reagan, simbolo della rivoluzione della destra americana basata sullo &#8220;Stato minimo&#8221; e sulla strenua lotta per la riduzione delle tasse. Cuomo era agli antipodi: alla base del suo impegno politico c&#8217;era l&#8217;intervento statale, a cui lui attribuiva un ruolo molto grande. Era un <em>liberal<\/em>, cio\u00e8 un uomo di sinistra. Nel suo\u00a0 discorso d\u2019insediamento nella carica di governatore, nel 1983, disse: &#8220;Questo Stato ha sempre guidato gli altri nel mostrare come un governo possa essere utile per i cittadini&#8221;. Cuomo amava definirsi un &#8220;progressista pragmatico&#8221;, cio\u00e8 un uomo di sinistra che per\u00f2 badava al sodo, alla concretezza, mettendosi al servizio di chi aveva bisogno ma senza dimenticare i problemi generali del Paese. <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2015-01-02\/morto-mario-cuomo-simbolo-sogno-americano-082351.shtml?uuid=ABSpfyXC\" target=\"_blank\">Mario Platero<\/a> sul <em>Sole24Ore<\/em> scrive che Cuomo fu il simbolo del sogno americano: <em>&#8220;Figlio di immigrati, Andrea e Immacolata, che arrivarono in America dalla provincia di Salerno senza una lira, che non parlavano inglese, che faticarono per poter far studiare i figli, resta un simbolo non solo della bandiera \u201cliberal\u201d nel partito democratico, ma il simbolo dello stesso sogno americano. Studi\u00f2 legge e si dedic\u00f2 presto alla politica&#8221;.<\/em> Lo stesso concetto (sogno americano) \u00e8 stato espresso da Bill Clinton, secondo cui la vita di Cuomo\u00a0&#8220;\u00e8 stata una benedizione&#8221;, &#8220;l&#8217;incarnazione del sogno americano&#8221;. &#8220;<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Fermo oppositore della pena di morte, cattolico e liberale, era favorevole all\u2019aborto: questa posizione gli cost\u00f2 critiche durissime da parte della Chiesa cattolica. In un celebre discorso del 1984 difese cos\u00ec le proprie idee in tema: chiar\u00ec che non avrebbe mai scelto di abortire ma, al contempo, non avrebbe mai voluto imporre il punto di vista della chiesa sugli altri, anche rischiando &#8220;che qualcuno imponga il suo punto di vista su di noi&#8221;. Reagan per\u00f2 letteralmente stracci\u00f2 Mondale, vincendo in 49 Stati su cinquanta. Mondale si dovette accontentare del suo Minnesota, dove vinse con uno scarto misero dello 0,2% dei voti.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;appuntamento mancato con la Casa Bianca<\/strong><\/p>\n<p>Per la sua indecisione a correre per la Casa Bianca, fu soprannominato\u00a0 l\u2019<strong>Amleto di Hudson<\/strong>. Tra i leader democratici pi\u00f9 in vista negli anni Ottanta, per due volte sfior\u00f2 la candidatura (nel 1980 e nel 1992). La seconda volta, nel 1992, era ormai a un passo dalla &#8220;discesa in campo&#8221;: aveva gi\u00e0 noleggiato gli aerei per la campagna elettorale e stava andando in New Hampshire per firmare i documenti necessari alla candidatura alle primarie. All&#8217;ultimo momento (circa un&#8217;ora e mezzo prima della scadenza) ci ripens\u00f2, e si tir\u00f2 in disparte. Diede la colpa ai problemi economici del suo stato, sottolineando che non avrebbe potuto dedicarsi ad altro. Ma era una scusa. Probabilmente non se la sentiva di finire nel tritacarne mediatico in cui sua moglie, Matilda, era gi\u00e0 finita per i presunti legami della sua famiglia con la mafia (<a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1987\/12\/17\/la-famiglia-cuomo-al-contrattacco-nessun-legame.html\" target=\"_blank\">leggi qui<\/a>). O forse, molto pi\u00f9 semplicemente, non era per nulla convinto di farcela. Il suo ritiro lasci\u00f2 campo libero a Bill Clinton, i cui consiglieri politici vedevano proprio in Cuomo l&#8217;avversario pi\u00f9 temibile nelle primarie dell&#8217;Asinello.<\/p>\n<p>Cuomo amava la politica, ma al contempo la definiva &#8220;un mestiere sporco&#8221;. Alla convention democratica del 1984 fece ombra al candidato del partito Walter Mondale e attacc\u00f2 duramente la visione di Ronald Reagan di un America &#8220;citt\u00e0 scintillante sulla collina&#8221;. Cuomo punt\u00f2 il dito contro l&#8217;incapacit\u00e0 (di Reagan) di vedere che in &#8220;questa nazione ci sono due citt\u00e0&#8221;, quella dei ricchi e quella dei poveri.<\/p>\n<p><strong>Il ricordo di Obama<\/strong><\/p>\n<p>Mario\u00a0Cuomo\u00a0era &#8220;un campione determinato di valori progressisti, una voce risoluta per la tolleranza, l&#8217;inclusivit\u00e0, l&#8217;equit\u00e0, la dignit\u00e0 e l&#8217;opportunit\u00e0&#8221;. Cos\u00ec, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ricordato l&#8217;ex governatore dello Stato di New York.<\/p>\n<p><strong>E quello del New York Times<\/strong><\/p>\n<p>Governatore dello stato di New York in un periodo turbolento, dal 1983 al 1994, Mario\u00a0Cuomo, il primo italo-americano ad essere eletto nell&#8217;incarico, <em>&#8220;riusc\u00ec ad attirare l&#8217;attenzione del paese con una convincente presenza pubblica, una forte difesa del liberalismo e le sue approfondite meditazioni su un&#8217;eventuale corsa per la Casa Bianca&#8221;<\/em>. Il New York Times ricorda cos\u00ec la figura l&#8217;ex governatore di New York. <em>&#8220;Le sue ambizioni di un governo attivista vennero contrastate dalla recessione. E si trov\u00f2 a combattere con il parlamento dello stato non su ci\u00f2 che l&#8217;esecutivo avrebbe dovuto fare ma su quali programmi avrebbe dovuto tagliare e su quali tasse avrebbe dovuto alzare, semplicemente per riequilibrare il bilancio&#8221;<\/em>. Ma per quanti problemi fu costretto ad affrontare a livello locale, sottolinea ancora il Nyt, grazie alla sua statura politica\u00a0Cuomo\u00a0&#8211; con<em> &#8220;la sua ampia ed assertiva idea di governo ed il suo messaggio di compassione intriso di cattolicesimo, elemento centrale della sua identit\u00e0&#8221;<\/em> &#8211; riusc\u00ec ad affermarsi oltre i confini del suo stato, &#8220;per arrivare ad impersonare l&#8217;ala liberale del partito nel Paese e diventare una fonte di fascinazione inesauribile&#8221; e, alla fine, di <em>&#8220;frustrazione per i Democratici i cui leader per due volte lo spinsero a candidarsi per la presidenza, invano&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il figlio Andrew Cuomo<\/strong><\/p>\n<p>Cuomo \u00e8 deceduto nello stesso giorno in cui il suo figlio maggiore, Andrew, \u00e8 stato investito per un secondo mandato come governatore di New York.<em> &#8220;Oggi non \u00e8 potuto essere fisicamente presente qui. Ma mio padre \u00e8 in questa sala. C&#8217;\u00e8 con il cuore e con lo spirito di ciascuna delle persone presenti&#8221;<\/em>, ha detto Andrew\u00a0Cuomo\u00a0durante il suo discorso di insediamento.<\/p>\n<p><strong>Un pezzo della grandezza dell&#8217;America<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Era figlio di immigrati italiani arrivati da Salerno &#8211; <a href=\"http:\/\/www.francescocosta.net\/2015\/01\/02\/discorso-mario-cuomo-smontato\/\">scrive sul suo blog Francesco Costa<\/a> -. Un immigrato di seconda generazione, tecnicamente. E divenne un leader politico nazionale e un potenziale presidente degli Stati Uniti. Immaginate un politico italiano figlio di tunisini e con nome tunisino che arringhi le folle parlando di &#8216;noi italiani&#8217;. Ecco: tra tante cose che non vanno, questo \u00e8 un pezzo della grandezza dell\u2019America&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Aveva il sogno di sfondare nel diamante che ipnotizza gli americani, il baseball. E stava per riuscirci. 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