{"id":2554,"date":"2015-06-15T07:19:53","date_gmt":"2015-06-15T07:19:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=2554"},"modified":"2015-06-15T15:57:02","modified_gmt":"2015-06-15T15:57:02","slug":"usa-prime-scintille-tra-jeb-e-hillary","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2015\/06\/15\/usa-prime-scintille-tra-jeb-e-hillary\/","title":{"rendered":"Jeb Bush parte e&#8230; accantona il cognome"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/06\/Jeb_Bush1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2556\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/06\/Jeb_Bush1-300x188.jpg\" alt=\"Jeb Bush ha diffuso su twitter il suo logo elettorale\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/06\/Jeb_Bush1-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/06\/Jeb_Bush1.jpg 457w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Jeb! 2016&#8221;: recita cos\u00ec il <strong>logo<\/strong> della campagna elettorale di Jeb Bush, svelato su Twitter alla vigilia dell\u2019annuncio ufficiale della candidatura. &#8220;Jeb!&#8221; \u00e8 scritto in rosso e &#8220;2016&#8221; in blu, i colori della bandiera americana. Scelta decisamente patriottica. Non compare il cognome Bush. Forse \u00e8 un modo per differenziarsi dai due ex presidenti della sua famiglia? Di sicuro la sua famiglia, nel bene o nel male, pesa. \u00c8 vero anche, per\u00f2, che il logo \u00e8 molto simile a quello che Jeb utilizz\u00f2 candidandosi per diventare governatore della Florida nel 1994 (quella volta gli and\u00f2 male, fu eletto quando ci riprov\u00f2 nel 1998), con qualche piccola modifica grafica. In quel caso la scritta era bianca su uno sfondo rosso. Anche allora non compariva il cognome Bush, e dopo Jeb era posizionato un punto esclamativo.<\/p>\n<p>Il grande giorno di Jeb \u00e8 arrivato. Dopo mesi di attesa l\u2019ex governatore della Florida rompe gli indugi e d\u00e0 ufficialmente inizio alla propria campagna elettorale per le primarie repubblicane. Lo fa parlando a Miami, in una delle due pi\u00f9 grandi universit\u00e0 americane, il <a href=\"http:\/\/www.mdc.edu\/main\/\" target=\"_blank\">Miami Dade College<\/a>. Vuol dimostrare subito di avere la stoffa del Commander in Chief: <em>&#8220;La candidatura ufficiale mi permetter\u00e0 di dimostrare di avere la leadership necessaria per diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti&#8221;<\/em>, ha detto in un\u2019intervista tv da Tallin, in Estonia, dove ha chiuso un tour europeo per accreditarsi come leader in grado di cavarsela in politica estera. A tale scopo in almeno due occasioni ha attaccato a testa bassa Vladimir Putin, mostrandogli i muscoli di un&#8217;America che vuole tornare a imporre la propria leadership.<\/p>\n<p>Intanto arrivano le prime stoccate. L&#8217;obiettivo, ovviamente, \u00e8 <strong>Hillary Clinton<\/strong>. <em>&#8220;Al contrario di altri candidati che finora sono stati ad ascoltare e ad imparare io offrir\u00f2 delle strade alternative e sar\u00f2 molto pi\u00f9 concreto sulle politiche che credo bisogner\u00e0 portare avanti per il Paese&#8221;<\/em>, ha spiegato Bush facendo riferimento all&#8217;ex segretaria di Stato, che prima dell&#8217;incontro di sabato, a New York, aveva dedicato la prima fase della sua campagna ad &#8220;ascoltare il Paese&#8221;. La Clinton non \u00e8 da meno:<em> &#8220;Yesterday is over&#8221;<\/em>, dice l\u2019ex first lady dall\u2019Iowa, accusando Bush e gli altri candidati repubblicani di rappresentare il passato, mentre &#8220;l\u2019America ha bisogno di un nuovo inizio&#8221;, non di &#8220;tornare indietro&#8221;, a quelle che definisce &#8220;le false promesse&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/06\/JebBush.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2555\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/06\/JebBush-300x200.jpg\" alt=\"lapresse - materi - Jeb Bush parla ai suoi sostenitori\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/06\/JebBush-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/06\/JebBush.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Forte dei 100 milioni di dollari gi\u00e0 raccolti in questi mesi, Jeb Bush \u00e8 stato il grande assente all&#8217;incontro dello scorso fine settimana nello Utah, organizzato da Mitt Romney, che ha invitato donatori, strateghi e sei degli 11 aspiranti alla Casa Bianca del suo partito. Qualcuno le chiama &#8220;primarie invisibili&#8221;, cio\u00e8 incontri non ufficiali che servono a selezionare la leadership e a muovere &#8211; o meno &#8211; i flussi di denaro dei finanziatori, orientando le posizioni dei candidati sui principali temi al centro del dibattito politico. In Utah erano presenti, tra gli altri, <strong>Scott Walker<\/strong> e <strong>Marco Rubio<\/strong> che hanno potuto incontrare i potenziali donatori repubblicani, con il magnate<strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sheldon_Adelson\" target=\"_blank\">Sheldon Adelson<\/a><\/strong> in testa (nel 2012 don\u00f2 oltre 100 milioni di dollari): cercano un nome forte che possa tenere testa e possibilmente battere la Clinton. Un momento molto importante per questa prima fase della corsa (l&#8217;inizio ufficiale \u00e8 previsto a gennaio 2016) \u00e8 previsto per il 6 agosto, con il primo dibattito tv tra i repubblicani (su Fox News).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &#8220;Jeb! 2016&#8221;: recita cos\u00ec il logo della campagna elettorale di Jeb Bush, svelato su Twitter alla vigilia dell\u2019annuncio ufficiale della candidatura. &#8220;Jeb!&#8221; \u00e8 scritto in rosso e &#8220;2016&#8221; in blu, i colori della bandiera americana. Scelta decisamente patriottica. Non compare il cognome Bush. Forse \u00e8 un modo per differenziarsi dai due ex presidenti della sua famiglia? 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