{"id":2827,"date":"2015-10-04T11:48:35","date_gmt":"2015-10-04T11:48:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=2827"},"modified":"2015-10-05T13:05:36","modified_gmt":"2015-10-05T13:05:36","slug":"2827","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2015\/10\/04\/2827\/","title":{"rendered":"Trump: se qualche prof avesse avuto la pistola non ci sarebbe stata la strage in Oregon"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/10\/armi_usa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2828\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/10\/armi_usa-300x200.jpg\" alt=\"armi_usa\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/10\/armi_usa-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/10\/armi_usa.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La strage all&#8217;Umpqua Community College dell&#8217;Oregon (9 morti) ha riportato in primo piano il dibattito sulle armi, che divide la politica staunitense in modo trasversale. Il presidente Obama ha rispolverato il suo cavallo di battaglia: &#8220;Non ci sono leggi sufficienti sul controllo delle armi&#8221;. Ed ha aggiunto, sconsolato, che &#8220;questa (tragedia, ndr) sta diventando una routine. Stiamo diventando insensibili a tutto questo&#8221;. Poi ha ammonito i propri cittadini: &#8220;Le preghiere non bastano pi\u00f9&#8221;. Invocando una legge di buon senso sulle armi da fuoco. Ma ha ammesso di avere le mani legate: &#8220;Non posso cambiare le cose da solo, senza il Congresso, senza i governatori. Spero di non dover tornare di nuovo qui durante il mio mandato da presidente per fare le condoglianze a tante famiglie, a tante madri. Ma se guardo all&#8217;esperienza passata, non posso garantirlo&#8221;.<\/p>\n<p>La tragedia dell&#8217;Oregon irrompe anche sulla campagna elettorale. <strong>Donald Trump<\/strong> non ha dubbi che se gli insegnanti fossero stati armati, avrebbero potuto proteggere gli studenti rimasti uccisi nella sparatoria. Durante una tappa della sua campagna elettorale a Franklin, nel Tennessee, il candidato repubblicano ha ricordato un tema caro alla destra Usa (ma non solo), a difesa del secondo emendamento, quello che protegge il diritto di possedere un&#8217;arma. &#8220;Era una zona dove non c&#8217;erano pistole&#8221;, ha detto Trump. &#8220;Se ci fossero stati un paio di insegnanti o qualcuno armato in quella stanza, sarebbe stato meglio&#8221;. In un altro intervento pubblico Trump aveva detto che se diventasse presidente non si aspetterebbe di fermare tutte le fucilazioni di massa, &#8220;perch\u00e9 ci saranno sempre persone che la societ\u00e0 non potr\u00e0 fermare&#8221;.<\/p>\n<p>Hanno destato molte polemiche le parole di un altro candidato alla Casa Bianca, <strong>Jeb Bush<\/strong>. Durante un intervento a Greenville, nel sud Carolina, riferendosi alla strage ha detto che &#8220;sono cose che capitano&#8221;. Subito sono infiammate le polemiche, con i democratici che hanno colto la palla al balzo per massacrarlo. Ma vediamo di preciso cosa ha detto l&#8217;ex governatore della Florida: &#8220;Viviamo tempi difficili nel nostro Paese e non c\u2019\u00e8 sempre una soluzione utile del governo alle sparatorie di massa. Ho vissuto anch\u2019io queste situazioni da governatore perch\u00e9 capitano. L\u2019impulso che ci spinge a reagire non sempre \u00e8 quello giusto&#8221;. Travolto dalle critiche Bush si \u00e8 difeso sostenendo che i suoi commenti non erano riferiti direttamente alla tragedia dell\u2019Oregon: &#8220;Nella vita succedono diverse cose&#8230; a volte cerchiamo soluzioni ai problemi che non li risolvono, ma tolgono libert\u00e0 e diritti alle persone&#8221;.<\/p>\n<p>Il <em>New York Times<\/em> si \u00e8 gettato a capofitto sulla polemica. In un editoriale ha preso di mira i repubblicani dicendo che finora hanno solo offerto condoglianze dopo la strage nell\u2019Oregon, ma non proposte concrete sul problema della vendita delle armi da fuoco. La lobby delle armi &#8220;ha una tale presa sul Congresso che ha represso qualsiasi studio sul problema delle armi&#8221;. E ancora: &#8220;<strong>Hillary Clinton<\/strong> continua a chiedere una maggiore sicurezza sulle armi, mentre l\u2019altro candidato democratico, <strong>Bernie Sanders<\/strong>, appoggia l\u2019agenda di Obama sul controllo delle armi. I candidati repubblicani dovrebbero affrontare il problema e spiegare quali azioni intraprenderanno se eletti, per evitare di essere i leader di una nazione in lutto&#8221;.<\/p>\n<p>Il <em>New York Times<\/em>, per\u00f2, non rappresenta tutta l&#8217;America. Cos\u00ec come non parla a tutta l&#8217;America. C&#8217;\u00e8 una parte importante del Paese a stelle e strisce che mai e poi mai rinuncerebbe al diritto di possedere un&#8217;arma. E questi cittadini non votano solo a destra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La strage all&#8217;Umpqua Community College dell&#8217;Oregon (9 morti) ha riportato in primo piano il dibattito sulle armi, che divide la politica staunitense in modo trasversale. Il presidente Obama ha rispolverato il suo cavallo di battaglia: &#8220;Non ci sono leggi sufficienti sul controllo delle armi&#8221;. Ed ha aggiunto, sconsolato, che &#8220;questa (tragedia, ndr) sta diventando una routine. Stiamo diventando insensibili a tutto questo&#8221;. Poi ha ammonito i propri cittadini: &#8220;Le preghiere non bastano pi\u00f9&#8221;. Invocando una legge di buon senso sulle armi da fuoco. 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