{"id":3038,"date":"2015-12-04T18:57:28","date_gmt":"2015-12-04T18:57:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=3038"},"modified":"2015-12-05T16:31:58","modified_gmt":"2015-12-05T16:31:58","slug":"usa-i-democratici-vogliono-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2015\/12\/04\/usa-i-democratici-vogliono-trump\/","title":{"rendered":"I democratici vogliono Trump ma temono Rubio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/12\/Rubio_Trump.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3039\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/12\/Rubio_Trump-300x175.jpg\" alt=\"Rubio_Trump\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/12\/Rubio_Trump-300x175.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/12\/Rubio_Trump.jpg 920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tra meno di due mesi si inizia a fare sul serio, con i caucus dell&#8217;<strong>Iowa<\/strong> (1\u00b0 febbraio) e dopo una settimana le primarie del <strong>New Hampshire<\/strong> (9 febbraio). Se tra i democratici sembra non esserci partita, con Hillary Clinton pronta a conquistare la nomination senza troppa fatica (il suo unico sfidante \u00e8 Bernie Sanders, troppo a sinistra per poter impensierire l&#8217;ex segretaria di Stato), nel campo repubblicano la sfida \u00e8 pi\u00f9 aperta che mai.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo sondaggio nazionale <strong><a href=\"http:\/\/i2.cdn.turner.com\/cnn\/2015\/images\/12\/04\/cnnorc12042015gopprimarypoll.pdf\" target=\"_blank\">Cnn\/Orc<\/a><\/strong> evidenzia che <strong>Donald Trump<\/strong> \u00e8 in fuga solitaria con il 36% delle preferenze, staccando di 20 punti i rivali pi\u00f9 vicini. Per trovare il candidato al secondo posto bisogna infatti scendere al 16% delle preferenze, per il beniamino dei Tea Party, <strong>Ted Cruz<\/strong>, seguito dall\u2019ex neurochirurgo <strong>Ben Carson<\/strong> al 14% e dal senatore della Florida <strong>Marco Rubio<\/strong> al 12%. Tutti gli altri hanno il sostegno di meno del 5% degli elettori del Grand Old Party. Come abbiamo gi\u00e0 scritto, per\u00f2, questi dati vanno presi con le molle. Trump intanto ha fatto sapere che non boicotter\u00e0, come aveva minacciato, il dibattito tv sulla Cnn in programma per il 15 dicembre, e su Twitter commenta soddisfatto il risultato del sondaggio: &#8220;Numeri sorprendenti per chi vuole l\u2019America di nuovo grande &#8211; scrive &#8211; Trump 36%, un vantaggio di 20 punti sul secondo posto. Grazie&#8221;.<\/p>\n<p><strong>I democratici temono Rubio<\/strong><\/p>\n<p>In un interessante articolo <strong><a href=\"http:\/\/www.politico.com\/story\/2015\/12\/democratic-insiders-trump-is-easy-prey-for-clinton-216418\" target=\"_blank\">Politico<\/a><\/strong> scrive che i democratici sotto sotto sperano che a vincere le primarie del Gop sia Trump, che per loro sarebbe il pi\u00f9 facile da battere a novembre. Temono invece Marco Rubio. Il &#8220;candidato pi\u00f9 temuto&#8221; emerge dai questionari anonimi degli addetti ai lavori democratici sentiti questa settimana da Politico in Iowa, New Hampshire, South Carolina e Nevada, i primi Stati dove si voter\u00e0. Quasi il 60% degli interpellati considera Trump il pi\u00f9 facile da battere. Quasi due su tre, invece, indicano Rubio come il pi\u00f9 ostico. A spaventare la sinistra Usa \u00e8 soprattutto la freschezza di Rubio, che con 44 anni potrebbe essere il figlio di Hillary Clinton (68), la storia della sua famiglia (esuli cubani) e il suo carisma (&#8220;\u00e8 in grado di entusiasmare il pubblico che lo ascolta&#8221;, ha detto un democratico del South Carolina).<\/p>\n<p>I democratici sperano che sia Trump ad imporsi nel Gop anche perch\u00e9 sono convinti che la sua candidatura terrebbe lontani dalle urne gli elettori moderati. Un quarto dei democratici per\u00f2 dissente, scegliendo Carson come il pi\u00f9 facile repubblicano da battere. Pur riconoscendo che \u00e8 una bella figura, l&#8217;ex neurochirurgo viene ritenuto non in grado di competere con successo per la Casa Bianca.<\/p>\n<p>Per il 56% del campione di militanti democratici esaminato Rubio sarebbe in grado di unificare le varie correnti del suo partito, intercettando buona parte dei voti dei latinos. Lo stesso che, sulla carta, avrebbe dovuto fare\u00a0 Jeb Bush, ma la sua partenza con il freno a mano tirato e le performance troppo opache hanno cambiato le carte in tavola. &#8220;A meno che Jeb non cominci a tirare fuori qualche miracolo, i repubblicani dovranno fare affidamento su Rubio per combattere Donald Trump e sperare poi di sconfiggere Hillary&#8221;, ha detto un repubblicano della Carolina del Sud.<\/p>\n<p>Rubio non pu\u00f2 dormire sugli allori. Anche se non vincer\u00e0 in Iowa e New Hampshire dovr\u00e0 lasciarsi dietro molti sfidanti. Non pu\u00f2 permettersi il lusso di finire quarto o quinto dietro Kasich o Bush o Carly Fiorina o Chris Christie. Solo cos\u00ec potr\u00e0 imporsi come vera alternativa all&#8217;antipolitica rappresentata da Trump e Carson. E sperare, poi, di riunire tutte le energie repubblicane dietro al suo nome.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tra meno di due mesi si inizia a fare sul serio, con i caucus dell&#8217;Iowa (1\u00b0 febbraio) e dopo una settimana le primarie del New Hampshire (9 febbraio). Se tra i democratici sembra non esserci partita, con Hillary Clinton pronta a conquistare la nomination senza troppa fatica (il suo unico sfidante \u00e8 Bernie Sanders, troppo a sinistra per poter impensierire l&#8217;ex segretaria di Stato), nel campo repubblicano la sfida \u00e8 pi\u00f9 aperta che mai. 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