{"id":3062,"date":"2015-12-16T09:20:15","date_gmt":"2015-12-16T09:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=3062"},"modified":"2015-12-17T09:50:10","modified_gmt":"2015-12-17T09:50:10","slug":"cruz-e-rubio-inizia-la-vera-sfida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2015\/12\/16\/cruz-e-rubio-inizia-la-vera-sfida\/","title":{"rendered":"Cruz e Rubio, la vera sfida"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/12\/Rubio_Cruz.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3063\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/12\/Rubio_Cruz-300x165.jpg\" alt=\"Rubio_Cruz\" width=\"300\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/12\/Rubio_Cruz-300x165.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2015\/12\/Rubio_Cruz.jpg 648w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;ultimo dibattito in diretta tv tra i candidati del partito repubblicano ha visto incrociare le lame due sfidanti che, sino ad ora, si erano tutto sommato ignorati. Due candidati giovani (44 e 45 anni) che stanno avanzando nei sondaggi, senza scossoni ma in modo costante. Insomma, ci sono tutti i segnali perch\u00e9 possano essere loro i due veri sfidanti per le primarie del Grand Old Party. Stiamo parlando di due senatori, Ted Cruz e Marco Rubio. Il primo del Texas, il secondo della Florida.<\/p>\n<p>Il dibattito di marted\u00ec 15 dicembre, organizzato a Las Vegas dalla <strong>Cnn<\/strong>, \u00e8 stato contraddistinto dalla concretezza con cui i candidati hanno voluto rispondere alle domande, soprattutto sulla lotta al <strong>terrorismo<\/strong> e le politiche sull\u2019<strong>immigrazione<\/strong>. L&#8217;unica cosa che ha messo d&#8217;accordo i nove repubblicani che si sono confrontati \u00e8 stata la ferma stroncatura nei confronti di Barack Obama e di Hillary Clinton. Cruz a un certo punto ha sottolineato che &#8220;c<span class=\"entry-content\">hiunque delle nove persone qui presenti sarebbe un <em>commander in chief<\/em> infinitamente migliore di loro due&#8221;. Un modo come un altro per dire: dateci tutto tranne loro. Una frase a effetto che serve pi\u00f9 che altro a ricompattare la base repubblicana, che tende a dividersi (com&#8217;\u00e8 normale che sia) quando si assiste a primarie combattute.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"entry-content\">Rubio piace soprattutto all&#8217;establishment del partito repubblicano, ed \u00e8 noto per le posizioni moderate, specie in materia di immigrazione. Cruz, invece, \u00e8 visto come il portabandiera dei Tea Party, l&#8217;ala destra del Gop, che non vuole mezze misure e chiede di tornare sulla strada maestra tracciata da <strong>Ronald Reagan<\/strong> negli anni Ottanta. Segnali incoraggianti per entrambi: Cruz \u00e8 passato avanti a Trump in Iowa, dove il 1\u00b0 febbraio si terranno i<em> caucus<\/em> (prime elezioni vere e proprie, dopo mesi e mesi di sondaggi). Rubio, invece, \u00e8 secondo in New Hampshire, il secondo stato dove si vota. <\/span><\/p>\n<p>Dicevamo che i due si sono punzecchiati. Cruz, ad esempio, ha puntato il dito contro la riforma dell&#8217;immigrazione (che prevedeva una robusta sanatoria dei clandestini) su cui Rubio ha svolto un ruolo importante, lavorando d&#8217;intesa coi democratici. Rubio ha posizioni meno intransigenti, perch\u00e9 punta al voto dei <em>latinos<\/em>, ma questo discorso potr\u00e0 essere un punto di forza soprattutto per le elezioni presidenziali di novembre, nel frattempo deve rispondere alle durissime polemiche di Cruz e soprattutto ai muri che Trump vorrebbe tirare su. Rubio si trova nella difficile posizione di dover ritrattare la propria posizione ma senza esagerare per non contraddire in modo netto le proprie vecchie battaglie, che potrebbero tornargli utili a novembre. Proprio per questo Rubio si \u00e8 difeso attaccando Cruz, ricordandogli che anche lui, in passato, aveva paventato l&#8217;opportunit\u00e0 di una sanatoria per gli immigrati irregolari.<\/p>\n<p>[youtube e3cPwChgMfs]<\/p>\n<p>Rubio ha affondato il colpo spostando il tiro su un altro argomento: la <strong>sorveglianza<\/strong> delle <strong>comunicazioni<\/strong>. Premessa: i repubblicani approvano le politiche di sorveglianza messe in atto dalla National Security Agency, ma l&#8217;ala pi\u00f9 estrema del Gop li vede come una pesante intrusione del governo nelle vite dei cittadini.\u00a0 Per assecondare questa linea Cruz qualche mese aveva votato contro, in Senato, un programma di intercettazione e analisi dei metadati delle telefonate degli americani. Rubio ha avuto buon gioco nell&#8217;accusare Cruz di mettere il Paese in pericolo: &#8220;La prossima volta che ci sar\u00e0 un attacco in questo paese, la prima cosa che le persone vorranno sapere \u00e8 come mai non ce ne siamo accorti prima e non lo abbiamo impedito. Meglio che la risposta non sia perch\u00e9 non avevamo accesso alle comunicazioni o a informazioni che ci avrebbero permesso di identificare gli assassini prima del loro attacco&#8221;.<\/p>\n<p>[youtube c3T5PGw7Aig]<\/p>\n<p>Per il resto della serata, bisogna registrare alcuni battibecchi, soprattutto tra Jeb Bush e Donald Trump. L&#8217;ex governatore della Florida ha attaccato a testa bassa Trump sulla sua ultima controversa proposta, quella di vietare l&#8217;ingresso negli Usa a tutti i musulmani: &#8220;Donald \u00e8 bravissimo con le battute, ma \u00e8 il candidato del caos e sarebbe il presidente del caos. Questa non \u00e8 una proposta seria&#8221;. E se nella lotta al terrorismo \u00e8 necessario coinvolgere i paesi e i cittadini musulmani, Bush ha sottolineato che con Trump questo di fatto sarebbe impossibile.<\/p>\n<p>Immediata reazione di Trump che ha definito la &#8220;fallimentare campagna&#8221; di Bush &#8220;un vero disastro&#8221;. &#8220;Tu hai iniziato da questo punto Jeb &#8211; ha detto, indicando il centro del palco, l&#8217;ex conduttore tv famoso per il modo in cui eliminava i concorrenti di &#8220;The Apprentice &#8221; urlando &#8220;you are fired!&#8221; &#8211; ma ti stai muovendo sempre pi\u00f9 di lato, presto sarai arrivato alla fine&#8221;. Trump ha replicato con una delle sue solite battute, sottolineando &#8211; come aveva gi\u00e0 fatto in passato &#8211; che Bush \u00e8 spento (&#8220;low-energy&#8221;). Punto nel vivo Bush ha replicato: &#8220;Non arriverai alla presidenza a forza di insulti&#8221;. Trump ha voluto chiudere il battibecco alla sua maniera: &#8220;Io sono al 42% tu al 3%, quindi io vado meglio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;affondo di Bush<\/strong><\/p>\n<p>[youtube 50h-J94D4zw]<\/p>\n<p><strong>La replica di Trump<\/strong><\/p>\n<p>[youtube HKQgrOV27X0]<\/p>\n<p>Poche ore dopo il dibattito Bush continua ad attaccare Trump: &#8220;Un bullo, un prepotente totalmente impreparato per la presidenza. Non \u00e8 un candidato serio e non pensa a quello che dice. Non ha un piano e le sue proposte non sono serie. Vietare l&#8217;ingresso dei musulmani sarebbe un danno alla nostra sicurezza&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;ultimo dibattito in diretta tv tra i candidati del partito repubblicano ha visto incrociare le lame due sfidanti che, sino ad ora, si erano tutto sommato ignorati. Due candidati giovani (44 e 45 anni) che stanno avanzando nei sondaggi, senza scossoni ma in modo costante. 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