{"id":32,"date":"2012-12-16T13:05:58","date_gmt":"2012-12-16T13:05:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=32"},"modified":"2012-12-17T14:45:35","modified_gmt":"2012-12-17T14:45:35","slug":"le-stragi-e-il-secondo-emendamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2012\/12\/16\/le-stragi-e-il-secondo-emendamento\/","title":{"rendered":"Le stragi e il Secondo emendamento"},"content":{"rendered":"<div class=\"mceTemp\">\n<dl>\n<dt><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2012\/12\/strage_columbine.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-37\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2012\/12\/strage_columbine-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2012\/12\/strage_columbine-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2012\/12\/strage_columbine.jpg 990w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p>Dopo la strage del Connecticut, che ha causato la morte di ventisette persone (tra cui 20 bambini tra i sei e i sette anni), negli Stati Uniti si \u00e8 subito riaccesa la discussione sul diritto di possedere armi. Diritto che, com&#8217;\u00e8 noto, \u00e8 sancito dal Secondo emendamento della Costituzione, risalente al 1791. <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/esteri\/usa-polemica-sulle-troppe-armi-nuovo-episodio-sangue-alabama-865647.html\" target=\"_blank\">Ne ho parlato in questo articolo su i<em>l Giornale.it<\/em><\/a><\/strong>. Le tesi sono sostanzialmente due: c&#8217;\u00e8 chi dice che, essendovi troppa criminalit\u00e0, e soprattutto troppe stragi, \u00e8 fondamentale adottare norme pi\u00f9 restrittive per limitare il numero di armi presenti nel Paese. Dall&#8217;altra parte vi sono quelli che sostengono che uno stato con pi\u00f9 armi, detenute legalmente, \u00e8 uno stato con pi\u00f9 sicurezza e meno criminalit\u00e0. Ognuno cita dati a supporto della propria tesi. Su una cosa non ci sono dubbi: le armi &#8220;civili&#8221; che girano negli Stati Uniti sono tante, 89 ogni cento abitanti. Ma se vogliamo fare una discussione seria non possiamo ignorare anche altri dettagli: l&#8217;ultima strage \u00e8 avvenuta nel Connecticut, uno degli Stati pi\u00f9 restrittivi in materia di armi. <strong><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/esteri\/12_dicembre_15\/adam-lanza-strage-connecticut-profilo_54208224-4683-11e2-90a4-19087f7b891e.shtml\" target=\"_blank\">Adam Lanza<\/a><\/strong>, il killer,\u00a0aveva seri problemi psichici ed ha utilizzato le armi della madre.<\/p>\n<p>Anche in Europa, dov&#8217;\u00e8 pi\u00f9 difficile possedere un&#8217;arma e dove c&#8217;\u00e8 un welfare molto attento anche alle cure psicologiche, come ad esempio in <strong>Finlandia<\/strong> e in <strong>Norvegia<\/strong>, non sono mancate le stragi simili a quella del Connecticut: a Jokela (2007) e a Kauhajoki (2008) e infine a <strong>Oslo<\/strong> e <strong>Utoya<\/strong>, in Norvegia, dove nell\u2019estate del 2011 <strong>Anders Breivik<\/strong> ha ucciso 77 persone. Quello delle armi, dunque, \u00e8 solo uno degli aspetti da prendere in considerazione.<\/p>\n<p>In linea teorica mi sembra giusto garantire a ogni uomo il diritto di potersi difendere nel caso in cui, ad esempio, subisca una rapina nella propria abitazione o venga aggredito. Per\u00f2 mi chiedo: siamo proprio certi che con un numero pi\u00f9 alto di armi in circolazione saremmo pi\u00f9 sicuri? Anche il pi\u00f9 mite degli uomini nel corso di un&#8217;accesa discussione, magari in un&#8217;assemblea condominiale infuocata oppure in una banalissima lite di strada tra automobilisti, potrebbe estrarre la pistola, regolarmente detenuta, e sparare a qualcuno. I liberali ortodossi rispondono cos\u00ec: chi sbaglia paga, l&#8217;importante \u00e8 non limitare la libert\u00e0 personale. Ma l&#8217;esistenza stessa dello Stato \u00e8, per definizione, un limite all&#8217;assoluta libert\u00e0 dell&#8217;uomo. E nella logica della riduzione del danno lo Stato ha il diritto-dovere di porsi delle domande sul modo migliore per limitare la violenza e le stragi. E&#8217; solo una domanda quella che mi pongo. Non ho la presunzione di avere la verit\u00e0 in tasca. Di una cosa sola sono certo: non vorrei mai, come qualcuno propone, che le maestre si presentassero in classe con in mano il gessetto per scrivere alla lavagna e la pistola nella borsetta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;&gt; <em>Nella foto il massacro della <strong>Columbine High School<\/strong> di Littleton (Colorado). Il 20 aprile 1999 due studenti si introdussero nell\u2019edificio armati fino ai denti e aprirono il fuoco su compagni di scuola e insegnanti. Al termine della sparatoria rimasero uccisi 12 studenti e un insegnante, 24 i feriti. I due killer, dopo che le forze speciali della polizia avevano circondato l&#8217;edificio, si tolsero la vita.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo la strage del Connecticut, che ha causato la morte di ventisette persone (tra cui 20 bambini tra i sei e i sette anni), negli Stati Uniti si \u00e8 subito riaccesa la discussione sul diritto di possedere armi. Diritto che, com&#8217;\u00e8 noto, \u00e8 sancito dal Secondo emendamento della Costituzione, risalente al 1791. Ne ho parlato in questo articolo su il Giornale.it. Le tesi sono sostanzialmente due: c&#8217;\u00e8 chi dice che, essendovi troppa criminalit\u00e0, e soprattutto troppe stragi, \u00e8 fondamentale adottare norme pi\u00f9 restrittive per limitare il numero di armi presenti nel Paese. 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