{"id":3379,"date":"2016-05-30T08:11:14","date_gmt":"2016-05-30T08:11:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=3379"},"modified":"2016-05-30T08:32:04","modified_gmt":"2016-05-30T08:32:04","slug":"usa-il-terzo-partito-sceglie-il-ticket","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2016\/05\/30\/usa-il-terzo-partito-sceglie-il-ticket\/","title":{"rendered":"Usa, il terzo partito sceglie il ticket"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/05\/GaryJohnson.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3380\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/05\/GaryJohnson-300x216.jpg\" alt=\"Gary Johnson\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/05\/GaryJohnson-300x216.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/05\/GaryJohnson-1024x738.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il prossimo 8 novembre gli americani troveranno sulle schede elettorali non solo i nomi di Hillary Clinton e Donald Trump, ma anche quello di <strong>Gary Johnson<\/strong>, candidato del <strong><a href=\"http:\/\/www.lp.org\/\" target=\"_blank\">Partito libertario <\/a><\/strong>(tra poco sapremo se si aggiunger\u00e0 qualche altro candidato: nel 2012, ad esempio, si presentarono anche i Verdi).<\/p>\n<p>I Libertari, che nel proprio sito si presentano come il &#8220;Partito dei Princ\u00ecpi (Stato minimo, massima libert\u00e0), a onor del vero hanno sempre raccolto percentuali esigue. Ma stavolta sono pi\u00f9 ottimisti del solito: puntano sul sempre pi\u00f9 diffuso malcontento verso la politica, sperando di rosicchiare voti ai principali candidati, e in particolare strizzano l&#8217;occhio ai repubblicani che non se la sentono di votare Trump.<\/p>\n<p>Gary Johnson, imprenditore, alla combattuta convention di Orlando (Florida) ha sconfitto <strong>Austin Petersen<\/strong>, anche lui imprenditore nonch\u00e9 commentatore politico, e <strong>John McAfee<\/strong>, fondatore della software company cui fa capo l\u2019antivirus che porta il suo nome. Johnson ha governato il <strong>New Mexico<\/strong> per due mandati (1995-2003), eletto come esponente dei Repubblicani. Il &#8220;pezzo forte&#8221; nel suo programma elettorale \u00e8 il taglio delle tasse e della burocrazia. Suo vice sar\u00e0 l&#8217;ex governatore del Massachusetts, <strong>William Weld<\/strong>, noto per le posizioni pro-gay, pro-scelta e pro-marijuana per fini medici. Nel 2012 Weld raccolse fondi per la campagna presidenziale di Mitt Romney.<\/p>\n<p>Nella corsa per la Casa Bianca del 2012 Johnson ottenne un misero 1% (1,2 milioni di voti). L&#8217;obiettivo stavolt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 ambizioso. Gli ultimi sondaggi\u00a0in uno scontro a tre contro Trump e Clinton indicano Johnson al 10%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il prossimo 8 novembre gli americani troveranno sulle schede elettorali non solo i nomi di Hillary Clinton e Donald Trump, ma anche quello di Gary Johnson, candidato del Partito libertario (tra poco sapremo se si aggiunger\u00e0 qualche altro candidato: nel 2012, ad esempio, si presentarono anche i Verdi). I Libertari, che nel proprio sito si presentano come il &#8220;Partito dei Princ\u00ecpi (Stato minimo, massima libert\u00e0), a onor del vero hanno sempre raccolto percentuali esigue. 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