{"id":3489,"date":"2016-07-26T08:43:51","date_gmt":"2016-07-26T08:43:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=3489"},"modified":"2016-07-26T08:46:44","modified_gmt":"2016-07-26T08:46:44","slug":"michelle-obama-e-sanders-con-hillary-clinton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2016\/07\/26\/michelle-obama-e-sanders-con-hillary-clinton\/","title":{"rendered":"Michelle Obama e Sanders con Hillary Clinton"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Michelle_Obama.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3491\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Michelle_Obama-300x185.jpg\" alt=\"Michelle_Obama\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Michelle_Obama-300x185.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Michelle_Obama.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il primo giorno della Convention democratica, al\u00a0<span id=\"singleBody\">Wells Fargo Center<\/span> di <strong>Philadelphia<\/strong>, ha avuto due protagonisti indiscussi: Michelle Obama e Bernie Sanders. Sono saliti sul palco con un messaggio molto chiaro: Trump non deve vincere le elezioni presidenziali di novembre e, per sbarrare la strada al tycoon, i democratici devono necessariamente mettere da parte ogni polemica e stringersi intorno a Hillary Clinton. Il partito dell&#8217;asinello non \u00e8 mai stato cos\u00ec diviso come quest&#8217;anno, con l&#8217;agguerrita ala anti establishment desiderosa di far sentire la propria voce e le polemiche, durissime, dopo le rivelazioni di Wikileaks riguardanti il Democratic National Committee (Dnc), che hanno smascherato le strategie del partito volte a indebolire la campagna di Sanders a favore della Clinton. In un clima cos\u00ec infuocato, la first lady e il senatore &#8220;socialista&#8221; del Vermont si sono dovuti districare in una duplice veste: quella di pompieri e, al contempo, di agit-prop.<\/p>\n<p>&#8220;Mi sveglio ogni giorno in una casa che \u00e8 stata costruita dagli schiavi&#8230;&#8221;, dice <strong>Michelle Obama<\/strong> in un passaggio del suo discorso in cui rivendica la grandezza degli Usa,\u00a0 che ha permesso al primo presidente afroamericano di arrivare alla Casa Bianca ed ora permetter\u00e0 (questo almeno \u00e8 l&#8217;auspicio di Michelle) alla prima donna di diventare presidente. &#8220;Questa \u00e8 la storia di questo Paese, la storia che mi ha portato su questo palco questa notte, la storia di generazioni di persone che hanno sentito le sferza della frusta, la vergogna della schiavit\u00f9, la sofferenza della segregazione ma hanno continuato a crescere e sperare e fare quello che dovevano fare perch\u00e9 oggi io mi svegliassi ogni giorno in una casa costruita da schiavi&#8221;. A questo passaggio rivolto a un triste passato dell&#8217;America, Michelle Obama fa seguire un richiamo al presente, al cambiamento che c&#8217;\u00e8 stato (e che di nuovo pu\u00f2 esserci): &#8220;Guardo le mie figlie, due belle, intelligenti giovani donne nere, che giocano con i cani sul prato della Casa Bianca e grazie ad Hillary Clinton, le mie figlie, e tutti i nostri figli, ora ritengono scontato che una donna possa diventare presidente degli Stati Uniti&#8221;. &#8220;Non lasciate che nessuno vi dica dobbiamo rendere l&#8217;America grande di nuovo &#8211; \u00e8 l&#8217;affondo finale a Trump &#8211; perch\u00e9 questo \u00e8 il pi\u00f9 grande Paese del mondo&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Michelle_Obama2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3492\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Michelle_Obama2-300x232.jpg\" alt=\"Michelle_Obama2\" width=\"300\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Michelle_Obama2-300x232.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Michelle_Obama2.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Michelle Obama si \u00e8 calata perfettamente nel ruolo di <strong>mamma d&#8217;America<\/strong>, cercando di toccare le corde giuste per sottolineare l&#8217;importanza del momento storico che l&#8217;America sta per vivere. Con un sin troppo chiaro riferimento a Trump la first lady ha sottolineato che, come i genitori, anche i leader politici devono essere dei modelli per i pi\u00f9 giovani: &#8220;Ogni parola che pronunciamo, ogni azione che compiamo i nostri figli ci guardano, come genitori siamo i loro pi\u00f9 importanti modelli. E Barack ed io abbiamo affrontato con lo stesso atteggiamento il lavoro di presidente e first lady, perch\u00e9 sappiamo che le nostre parole, le nostre azioni influenzano non solo le nostre figlie, ma i ragazzi di tutto il Paese&#8221;. Ogni riferimento a Trump era voluto.<\/p>\n<p>A novembre gli americani saranno chiamati a decidere &#8220;chi avr\u00e0 il potere di forgiare i nostri figli per i prossimi quattro o otto anni della loro vita&#8221;, ha concluso Michelle, sottolineando come sia Hillary Clinton l&#8217;unica persona giusta per questo compito. &#8220;Non ha vinto la nomination otto anni fa, ma non si \u00e8 rinchiusa nella rabbia o nel rammarico&#8221; ha detto Michelle. &#8220;Hillary non ha fatto le valigie e se ne \u00e8 andata, perch\u00e9 \u00e8 veramente al servizio dello Stato, perch\u00e9 sa che questo \u00e8 pi\u00f9 grande dei suoi desideri e delle sue delusioni&#8221;. Con questa frase si \u00e8 rivolta ai sostenitori di Sanders che ancora faticano a dare il proprio sostegno alla Clinton.<\/p>\n<p><strong>Bernie Sanders sta con Hillary<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Sanders.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3493\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Sanders-300x221.jpg\" alt=\"Sanders\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Sanders-300x221.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/07\/Sanders.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Abbiamo bisogno di una leadership che ci unisca e ci renda pi\u00f9 forti &#8211; dice Bernie Sanders dal palco &#8211; non di una leadership che insulta latinos, messicani, musulmani, donne, afroamericani, veterani e malati. Clinton dovrebbe essere il presidente degli Stati Uniti . Questa elezione deve avere a cuore le esigenze degli americani e il futuro da creare per i nostri figli e i nostri nipoti&#8221;.<\/p>\n<p>Dopo i fischi dei suoi sostenitori, ogni volta che cita il nome dalla candidata democratica, e dopo aver ricevuto una standing ovation di tre minuti, Sanders richiama i democratici all&#8217;unit\u00e0 e a votare per la Clinton: sar\u00e0 &#8220;un presidente eccezionale ed io sono orgoglioso di sostenerla. Mentre Donald Trump &#8211; prosegue &#8211; \u00e8 impegnato a insultare un gruppo dopo l&#8217;altro, Hillary Clinton capisce che la nostra diversit\u00e0 \u00e8 uno dei nostri maggiori punti di forza&#8221;. Con una punta di orgoglio Sanders ricorda che la sua campagna ha dato inizio ad una rivoluzione politica per trasformare l&#8217;America, e &#8220;quella rivoluzione, la nostra rivoluzione, continua&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Noi abbiamo fatto la storia, abbiamo creato la nuova agenda politica americana&#8221;, ribadisce il senatore del Vermont. &#8220;Quando \u00e8 iniziata la campagna eravamo considerati al di fuori dell&#8217;establishment e dei media. Dopo un anno noi non siamo giocatori esterni. Noi abbiamo dimostrato a tutto il mondo che le nostre idee, anche se sembravano fantasie utopistiche, erano idee per sostenere i lavoratori del Paese. Abbiamo mostrato che la popolazione americana vuole un&#8217;<strong>agenda progressista<\/strong> che combatta a favore di ideali sociali, per una giustizia ambientale e che crei un governo che rappresenti tutti e non solo una manciata di ricchi contribuenti&#8221;.<\/p>\n<p>C&#8217;era molta attesa anche per il discorso della senatrice <strong>Elizabeth Warren<\/strong>, simbolo dell&#8217;ala pi\u00f9 progressista dei democratici. Il suo intervento \u00e8 stato acclamato ma non come quello di Sanders e della first lady (<strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=h0EsVKS4ADw\" target=\"_blank\">guarda<\/a><\/strong>). Warren per\u00f2 ha fatto la sua parte, prevedendo che &#8220;a novembre gli americani metteranno in chiaro che un uomo cos\u00ec (Trump, ndr) non potr\u00e0 mai essere presidente degli Stati Uniti&#8221;, dopo aver accusato il candidato repubblicano di alimentare le divisioni, l&#8217;odio e la paura nel Paese.<\/p>\n<p><strong>Guarda il discorso di Michelle Obama<\/strong><\/p>\n<p>[youtube 4ZNWYqDU948]<\/p>\n<p><strong>Guarda il discorso di Bernie Sanders<\/strong><\/p>\n<p>[youtube PoyiWaRtY3Q]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il primo giorno della Convention democratica, al\u00a0Wells Fargo Center di Philadelphia, ha avuto due protagonisti indiscussi: Michelle Obama e Bernie Sanders. Sono saliti sul palco con un messaggio molto chiaro: Trump non deve vincere le elezioni presidenziali di novembre e, per sbarrare la strada al tycoon, i democratici devono necessariamente mettere da parte ogni polemica e stringersi intorno a Hillary Clinton. Il partito dell&#8217;asinello non \u00e8 mai stato cos\u00ec diviso come quest&#8217;anno, con l&#8217;agguerrita ala anti establishment desiderosa di far sentire la propria voce e le polemiche, durissime, dopo le rivelazioni di Wikileaks riguardanti il Democratic National Committee (Dnc), che [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2016\/07\/26\/michelle-obama-e-sanders-con-hillary-clinton\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1011,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64],"tags":[62753,111598,18543,18617,18649],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3489"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1011"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3489"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3489\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3495,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3489\/revisions\/3495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}