{"id":3636,"date":"2016-11-09T15:03:56","date_gmt":"2016-11-09T15:03:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=3636"},"modified":"2020-11-04T14:14:16","modified_gmt":"2020-11-04T14:14:16","slug":"solo-in-america","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2016\/11\/09\/solo-in-america\/","title":{"rendered":"Solo in America"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_vittoria.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3638\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_vittoria-300x169.jpg\" alt=\"Trump_vittoria\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_vittoria-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_vittoria-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_vittoria.jpg 1248w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Cari amici del blog <strong>Monticello<\/strong>, per la prima volta inizio il mio intervento con una domanda: potreste indicarmi un altro Paese al mondo, al di fuori dall&#8217;America, dove una storia come quella che abbiamo vissuto la notte tra l&#8217;8 e il 9 Novembre avrebbe potuto verificarsi? Secondo me non esiste. Non lo dico da fan sfegatato, quale sono, di un sistema politico che sicuramente perfetto non \u00e8 ma che garantisce democrazia, governabilit\u00e0, alternanza e un formidabile ricambio della classe dirigente. Lo affermo da normale osservatore, come immagino siate voi, di tutto quanto \u00e8 appena accaduto negli Stati Uniti, dove un candidato assolutamente fuori dagli schemi, con tutti &#8211; e dico tutti &#8211; i poteri forti e i media contro, con il proprio stesso partito che gli ha messo i bastoni tra le ruote fino all&#8217;ultimo, \u00e8 riuscito in un&#8217;impresa incredibile, ribaltando ogni pronostico e portando a casa un successo senza eguali.<\/p>\n<p>Non sono mai stato un fan di Trump, e non lo sono diventato ora per salire sul carro del vincitore. Mi limito a osservare quanto \u00e8 accaduto, come ho cercato sempre di fare in questo anno e mezzo di durissima campagna elettorale. Dopo otto anni di presidenza <strong>Obama<\/strong>, che pure ha avuto il merito di traghettare gli States fuori dalla pi\u00f9 grave crisi economica dopo il 1929, un cambio della guardia era immaginabile. Il presidente lasciava un profondo malcontento: aveva acceso troppe speranze e non \u00e8 mai riuscito, suo malgrado, a incidere profondamente nella vita delle persone, a parte qualche aspetto non secondario: copertura medica per chi ne era privo e creazione di molti posti di lavoro (ma evidentemente non abbastanza). L&#8217;<strong>errore pi\u00f9 grande<\/strong> di Obama \u00e8 stato quello di non rimettere a lucido quel sogno che lui stesso aveva acceso con le famose tre parole che gli fecero conquistare la Casa Bianca: &#8220;Yes we can&#8221;. Il sogno si \u00e8 spento. O meglio, ci siamo risvegliati dal sonno scoprendo che la realt\u00e0 era (ed \u00e8) molto pi\u00f9 difficile &#8211; e complessa &#8211; delle buone intenzioni. Ricette sbagliate? Scarsa incisivit\u00e0? Errori strategici? Mancanza di leadership? Agli storici l&#8217;ardua sentenza. Compresi i mille dubbi sulle capacit\u00e0 di Obama in politica estera, con un disimpegno sempre pi\u00f9 forte (che pure era stato chiesto dagli americani) da numerosi focolai del mondo, che avrebbe dovuto essere gestito in modo pi\u00f9 intelligente. Intendiamoci, le colpe non sono tutte dell&#8217;America e di Obama. Sono anche dell&#8217;<strong>Europa<\/strong>, ad esempio, vero e proprio nano politico, praticamente inesistente sullo scacchiere politico mondiale e sempre al traino degli Usa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/NYTimes_Trump_vince.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3637\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/NYTimes_Trump_vince-300x218.jpg\" alt=\"NYTimes_Trump_vince\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/NYTimes_Trump_vince-300x218.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/NYTimes_Trump_vince-1024x746.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/NYTimes_Trump_vince.jpg 1243w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Se Trump ha vinto lo deve soprattutto alle sue capacit\u00e0, alla sua formidabile <strong>determinazione<\/strong>, alla sua leadership. Ma anche alle tante colpe di <strong>Hillary Clinton<\/strong>. Che gli americani non hanno pi\u00f9 voluto perdonare, stufi com&#8217;erano di lei e del suo ingombrante marito. L&#8217;America, soprattutto la tanto evocata classe media, era stufa: cos\u00ec ha detto stop, si volta pagina. E per farlo va bene Trump, nonostante le sue mille stranezze e una campagna elettorale sempre sopra le righe: evidentemente non \u00e8 quel mostro quale \u00e8 stato dipinto mille volte.<\/p>\n<p>Ma attenzione, niente tuffi nel vuoto. Il sistema americano, coi suoi pesi e contrappesi, \u00e8 perfettamente stabile e in grado di reggere ai cambiamenti, anche quelli pi\u00f9 forti. C&#8217;\u00e8 un Congresso con ampi poteri, in grado di controllare e controbilanciare le scelte dell&#8217;esecutivo, c&#8217;\u00e8 un vice presidente affidabile e concreto, il governatore dell&#8217;Indiana <strong>Mike Pence<\/strong>, e c&#8217;\u00e8 una Corte suprema garante della Costituzione, i cui equilibri giocoforza ora muteranno a vantaggio dei conservatori, con la nomina del giudice che ricoprir\u00e0 il seggio lasciato vacante da <strong>Antonin Scalia<\/strong>. Nessun terremoto e nessuna rivoluzione. L&#8217;America, come sempre ha dimostrato in oltre due secoli di storia, ha solide radici democratiche. Stavolta il rumore del cambiamento \u00e8 stato forte, questo \u00e8 indubbio: ha prodotto un vero e proprio boato che si \u00e8 sentito in ogni angolo del mondo. Ma l&#8217;edificio ha retto: le fondamenta, checch\u00e9 ne dicano alcuni, sono solide. E il Paese a stelle e strisce pu\u00f2 guardare alle nuove sfide del futuro con fiducia.<\/p>\n<p><strong>Leggi gli articoli<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8211; <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/trump-ha-vinto-elezioni-lui-nuovo-presidente-degli-stati-1329528.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Trump ha vinto le elezioni. \u00c8 lui il nuovo presidente degli Stati Uniti<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&#8211; <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/hillary-clinton-sconfitta-e-umiliata-1329595.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Hillary Clinton battuta e umiliata. Per lei un triste tramonto<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cari amici del blog Monticello, per la prima volta inizio il mio intervento con una domanda: potreste indicarmi un altro Paese al mondo, al di fuori dall&#8217;America, dove una storia come quella che abbiamo vissuto la notte tra l&#8217;8 e il 9 Novembre avrebbe potuto verificarsi? Secondo me non esiste. Non lo dico da fan sfegatato, quale sono, di un sistema politico che sicuramente perfetto non \u00e8 ma che garantisce democrazia, governabilit\u00e0, alternanza e un formidabile ricambio della classe dirigente. 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