{"id":3642,"date":"2016-11-11T14:30:52","date_gmt":"2016-11-11T14:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=3642"},"modified":"2016-11-11T14:47:58","modified_gmt":"2016-11-11T14:47:58","slug":"non-solo-una-stretta-di-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2016\/11\/11\/non-solo-una-stretta-di-mano\/","title":{"rendered":"Non solo una stretta di mano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_Obama_casa_bianca.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3643\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_Obama_casa_bianca-300x200.jpg\" alt=\"Trump_Obama_casa_bianca\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_Obama_casa_bianca-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_Obama_casa_bianca-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2016\/11\/Trump_Obama_casa_bianca.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel precedente post (&#8220;<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2016\/11\/09\/solo-in-america\/\" target=\"_blank\">Solo in America<\/a><\/strong>&#8220;) ho sottolineato che quanto \u00e8 accaduto nelle elezioni presidenziali dell&#8217;8 Novembre, con <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/trump-ha-vinto-elezioni-lui-nuovo-presidente-degli-stati-1329528.html\" target=\"_blank\">il successo di Donald Trump<\/a><\/strong>, non sarebbe stato possibile in un altro Paese. Anche questo rende grande l&#8217;America, con le sue contraddizioni e i suoi problemi, ma anche con la certezza che, comunque vadano le cose, ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 lo spirito alla base della Repubblica creata dai <strong>Padri fondatori<\/strong> degli Stati Uniti. Uno spirito democratico e liberale.<\/p>\n<p>Molti si sono esaltati per la vittoria di Trump, vedendovi la fine di un potere, quello dei Clinton e dell&#8217;establishment democratico, troppo distante dai cittadini, colluso coi poteri forti e incapace di dare risposte adeguate al Paese. Altri hanno esultato perch\u00e9 Trump ha rifilato un sonoro calcione al suo stesso partito, il <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Partito_Repubblicano_(Stati_Uniti_d%27America)\" target=\"_blank\">Grand Old Party<\/a><\/strong>, ed ha vinto solo contro tutti. Un voto, quello che l&#8217;ha premiato, di protesta (di pancia), ma non solo. Anche un voto di testa. Perch\u00e9 ci sono molte idee alla base del successo di Trump: questo \u00e8 poco ma sicuro. E diversi errori che Hillary Clinton e Barack Obama hanno commesso. Primo tra tutti: quello di sentirsi troppo superiori all&#8217;elettorato che sosteneva Trump.<\/p>\n<p>Molti hanno salutato la vittoria di Trump per le novit\u00e0 che porter\u00e0 nella politica internazionale. Vedremo, a partire dal prossimo 20 gennaio, quali saranno e come incideranno sugli equilibri geopolitici. Una cosa \u00e8 certa: l&#8217;America rester\u00e0 l&#8217;America. Di certo non sar\u00e0 la succursale di Mosca (come magari qualcuno spera).<span style=\"font-family: Liberation Serif,serif\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>Gli Stati Uniti torneranno <strong>isolazionisti<\/strong>, preoccupandosi solo di questioni interne? Forse un po&#8217;, ma non del tutto. Restano un Paese guida, che non pu\u00f2 fregarsene di ci\u00f2 che accade nel mondo. E anche se Trump lo volesse non potr\u00e0 ritirarsi da alcune zone chiave, lasciandole in modo esclusivo al &#8220;controllo&#8221; della Russia. Il rapporto con Mosca cambier\u00e0, questo \u00e8 certo: probabilmente nascer\u00e0 una nuova e forte collaborazione. Cos\u00ec come cambier\u00e0 il rapporto con l&#8217;Europa, a partire dalla Nato. Per certi versi l&#8217;Europa (finalmente) dovr\u00e0 diventare grande, senza pi\u00f9 la &#8220;manina&#8221; dell&#8217;America che la segue e la protegge sempre e comunque.<\/p>\n<p>La stretta di mano tra Obama e Trump, nello studio ovale della Casa Bianca, non \u00e8 solo un gesto di routine: simboleggia che, nonostante il clima di odio degli ultimi mesi e le proteste anti Trump che tuttora imperversano negli States, l&#8217;America va avanti. Il segnale pi\u00f9 importante \u00e8 che le istituzioni vengono prima delle persone. Obama l&#8217;ha sintetizzato benissimo con una frase che ha rivolto al tycoon: &#8220;F<span class=\"entry-content\">aremo di tutto per aiutarla ad avere successo, perch\u00e9 se lei ha successo anche il Paese ha successo&#8221;. Trump ha ringraziato, rendendo l&#8217;onore delle armi al presidente: &#8220;Una brava persona&#8221;. Solo chiacchiere e retorica? Forse no. <\/span><\/p>\n<p>[youtube lIiJc7uKiXs]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel precedente post (&#8220;Solo in America&#8220;) ho sottolineato che quanto \u00e8 accaduto nelle elezioni presidenziali dell&#8217;8 Novembre, con il successo di Donald Trump, non sarebbe stato possibile in un altro Paese. Anche questo rende grande l&#8217;America, con le sue contraddizioni e i suoi problemi, ma anche con la certezza che, comunque vadano le cose, ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 lo spirito alla base della Repubblica creata dai Padri fondatori degli Stati Uniti. 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