{"id":3855,"date":"2017-05-29T12:57:43","date_gmt":"2017-05-29T12:57:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=3855"},"modified":"2017-05-29T14:10:21","modified_gmt":"2017-05-29T14:10:21","slug":"kennedy-100-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2017\/05\/29\/kennedy-100-anni-dopo\/","title":{"rendered":"Kennedy 100 anni dopo: luci e ombre"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2017\/05\/Kennedy_Lapresse.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-3856 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2017\/05\/Kennedy_Lapresse-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2017\/05\/Kennedy_Lapresse-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2017\/05\/Kennedy_Lapresse.jpg 737w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Difficile dire con esattezza se il mito di JFK sarebbe mai nato senza quel maledetto 22 novembre 1963. Una serie tv, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/22.11.63\" target=\"_blank\">22-11-1963<\/a>, basata su un romanzo di Stephen King, ha provato a sviscerare il tema, descrivendo un fantasioso &#8220;viaggio nel tempo&#8221; con cui il protagonista tentava di impedire il delitto di Dallas. Quello che ha cambiato la storia dell&#8217;America ed ha fatto entrare <strong>John Fitzgerald Kennedy<\/strong> nella leggenda, nonostante diversi lati oscuri.<\/p>\n<p>Nato 100 anni fa a Brookline, nella contea di Norfolk (Massachusetts), Kennedy vide la luce in una ricca <strong>famiglia cattolica<\/strong> del Nordest: suo padre Joseph era stato ambasciatore a Londra, con imbarazzanti simpatie filo hitleriane; suo nonno materno, John Fitzgerald, gi\u00e0 sindaco di Boston, mise in piedi quella formidabile macchina elettorale che permise a JFK di scalare la politica a stelle e strisce, dapprima come deputato (1947-1953), poi come senatore (1953-1960) e infine come presidente, eletto con uno scarto di appena 112mila voti rispetto a Richard Nixon, e accuse di brogli mai del tutto superate. Eppure John Fitzgerald non era il predestinato. Il patriarca Joseph aveva puntato sul primogenito, Joe, morto in guerra. Pure JFK lui aveva combattuto, nel Pacifico, ma gli era andata meglio, anche se era rimasto ferito. E cos\u00ec tocc\u00f2 a lui l&#8217;onore e l&#8217;onere di portare in alto, a Washington, il nome dei Kennedy.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2017\/05\/Kennedy_Lapresse2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3860\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2017\/05\/Kennedy_Lapresse2-300x207.jpg\" alt=\"Kennedy_Lapresse2\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2017\/05\/Kennedy_Lapresse2-300x207.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2017\/05\/Kennedy_Lapresse2.jpg 464w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quando entr\u00f2 alla Casa Bianca gli Stati Uniti avevano ancora le cicatrici della Grande Depressione. Lui raccolse i frutti del New Deal rooslveltiano, senza per\u00f2 limitarsi alla gestione del quotidiano ma lanciando nuove sfide. Chiese pubblicamente a tutte le nazioni del mondo di unirsi nella lotta contro quelli che chiam\u00f2 &#8220;i comuni nemici dell&#8217;umanit\u00e0&#8230; la tirannia, la povert\u00e0, le malattie e la guerra&#8221;. E si batt\u00e8, d&#8217;intesa con il ministro della Giustizia, suo fratello Robert, per il superamento degli steccati razziali. In un quadro geopolitico assai complicato rispose colpo su colpo alla sfida dell\u2019Unione Sovietica. Anche se fece qualche scivolone. Come quando, appena insediatosi, autorizz\u00f2 il tentato golpe a Cuba, finito in un clamoroso insuccesso che rafforz\u00f2 (e non di poco) Fidel Castro. Quando il presidente russo <strong>Nikita Kruscev<\/strong> tent\u00f2 di collocare una batteria di missili nucleari proprio a Cuba, Kennedy rispose a muso duro. Mai come in quel momento il mondo fu vicino alla guerra atomica. Tanta fermezza alla fine costrinse Kruscev alla resa, prima che fosse troppo tardi.<\/p>\n<p>Rimase alla storia un discorso che Kennedy pronunci\u00f2 a Berlino nel giugno 1962. <em>&#8220;C\u2019\u00e8 chi dice che il <strong>comunismo<\/strong> \u00e8 il futuro. Bene, lo venga a dire a Berlino. C\u2019\u00e8 chi dice che il comunismo ha i suoi difetti, ma ha fatto molto per l\u2019uomo. Venga a Berlino e giudichi da solo. Le <strong>democrazie<\/strong> hanno i loro limiti, a noi non abbiamo mai dovuto costruire un muro per impedire che la gente scappasse da noi&#8221;<\/em>. E concluse con una frase potente:<em> &#8220;Duemila anni fa il pi\u00f9 grande vamto era \u2019Civis Romanus sum\u2019. Oggi, nel mondo dei liberi, il pi\u00f9 grande vanto \u00e8 poter dire \u2019<strong>Ich bin ein Berliner<\/strong>\u2019&#8221;.<\/em> Abilissimo oratore, sapeva coinvolgere le folle con parole che andavano a segno. Tipo questa: <em>&#8220;Non chiedetevi cosa possa fare il vostro paese per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro paese&#8221;<\/em> (nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca, 20 gennaio 1960).<\/p>\n<p>Ma chi ha beatificato Kennedy forse dimentica che, in giovent\u00f9, reduce da un viaggio europeo (1937), nei suoi diari JFK aveva scritto:<em> &#8220;Sono giunto alla conclusione che il <strong>fascismo<\/strong> sia giusto per l&#8217;Italia cos\u00ec come il<strong> nazionalsocialismo<\/strong> sia giusto per la Germania&#8230;&#8221;<\/em>. Un&#8217;altra frase fa riflettere: &#8220;Abbiamo risalito il Reno. Bellissimo, anche per i molti castelli lungo il percorso. Le citt\u00e0 sono tutte deliziose, ci\u00f2 che mostra come le razze nordiche sembrano essere certamente superiori a quelle romaniche. I tedeschi sono davvero troppo in gamba, per questo ci si mette tutti insieme contro di loro, per proteggersi&#8221;. Chiaramente ogni frase va contestualizzata, e il ragionamento di un ventenne non \u00e8 paragonabile a quello di un 30-40enne. Resta il fatto che certi giudizi non gli sono mai stati fatti pesare. Tra l&#8217;altro, pur avendo dato il via alla guerra in Vietnam e impresso una fortissima accelerazione alla corsa agli armamenti nucleari, Kennedy \u00e8 passato alla storia come il presidente americano che pi\u00f9 aveva amato la pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Difficile dire con esattezza se il mito di JFK sarebbe mai nato senza quel maledetto 22 novembre 1963. Una serie tv, 22-11-1963, basata su un romanzo di Stephen King, ha provato a sviscerare il tema, descrivendo un fantasioso &#8220;viaggio nel tempo&#8221; con cui il protagonista tentava di impedire il delitto di Dallas. Quello che ha cambiato la storia dell&#8217;America ed ha fatto entrare John Fitzgerald Kennedy nella leggenda, nonostante diversi lati oscuri. 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