{"id":4024,"date":"2018-01-13T13:24:16","date_gmt":"2018-01-13T13:24:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=4024"},"modified":"2018-01-13T15:10:48","modified_gmt":"2018-01-13T15:10:48","slug":"usa-non-chiamatela-pizza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2018\/01\/13\/usa-non-chiamatela-pizza\/","title":{"rendered":"Usa, non chiamatela pizza&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/01\/pizza_pollo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4026\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/01\/pizza_pollo1-300x199.jpg\" alt=\"pizza pollo americana\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/01\/pizza_pollo1-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/01\/pizza_pollo1.jpg 947w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sono convinto che ciascuno di noi possa mangiare ci\u00f2 che vuole, fermi restando alcuni paletti imprescindibili (la carne umana, tanto per citarne uno). Eppure non riesco a non provare i brividi di fronte a ci\u00f2 che ha scritto il <a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/news\/food\/wp\/2018\/01\/12\/chicken-pizza-crust-is-an-abomination-that-ruins-both-chicken-and-pizza\/?utm_term=.662e45dfc0da\" target=\"_blank\">Washington Post<\/a>, che ha parlato di una nuova <strong>pizza<\/strong> preparata con il <strong>pollo<\/strong> nell&#8217;impasto. Si tratta della &#8220;chicken pizza crust&#8221;. Per il quotidiano americano si tratta di un vero e proprio &#8220;abominio&#8221; culinario. Ed \u00e8 difficile dargli torto. Pensate che nell&#8217;impasto vengono mescolati, oltre a farina, lievito e acqua, anche il petto di pollo in scatola, il parmigiano (o qualche scadente succedaneo) e persino l&#8217;uovo.<\/p>\n<p>Immaginiamo che chef Bruno Barbieri potrebbe tranquillamente parlare di un &#8220;mappazzone&#8221;, ma saremmo curiosi di sapere cosa direbbe (e farebbe) Joe Bastianich, che di solito a Masterchef quando non apprezza un piatto lo fa volare nel cesto dei rifiuti senza tentenamenti. Pare che esistano anche confezioni di mini pizze al pollo che sono vendute congelate dalla Real Good Food, destinate a chi non pu\u00f2 mangiare il glutine.<\/p>\n<p>Senza voler scomodare l&#8217;<strong>Unesco<\/strong>, che ha da poco inserito la pizza tra i patrimoni del&#8217;umanit\u00e0 (in realt\u00e0 nello speciale elenco \u00e8 stata inserita <a href=\"http:\/\/www.unesco.it\/it\/News\/Detail\/174\" target=\"_blank\">l\u2019arte del pizzaiuolo napoletano<\/a>), viene da chiedersi che senso abbia fare una pizza in questo modo. E ancor pi\u00f9 ci chiediamo che senso abbia chiamarla pizza. Sempre i soliti americani, dir\u00e0 qualcuno&#8230; facendo qualche ricerca su Internet scopri che qualcuno, in Italia, ha lanciato la Pizza Pollo, &#8220;l&#8217;unica pizza con base croccante di cotoletta di pollo&#8221;. Continui a chiederti: che senso ha? E ti assale un dubbio: non glielo avremo insegnato noi questo abominio agli americani?<\/p>\n<p><em>Foto dal Washington Post<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono convinto che ciascuno di noi possa mangiare ci\u00f2 che vuole, fermi restando alcuni paletti imprescindibili (la carne umana, tanto per citarne uno). Eppure non riesco a non provare i brividi di fronte a ci\u00f2 che ha scritto il Washington Post, che ha parlato di una nuova pizza preparata con il pollo nell&#8217;impasto. Si tratta della &#8220;chicken pizza crust&#8221;. Per il quotidiano americano si tratta di un vero e proprio &#8220;abominio&#8221; culinario. Ed \u00e8 difficile dargli torto. 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