{"id":4090,"date":"2018-03-19T16:23:43","date_gmt":"2018-03-19T16:23:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=4090"},"modified":"2018-03-19T17:59:36","modified_gmt":"2018-03-19T17:59:36","slug":"facebook-e-le-elezioni-usa-lo-scandalo-cambridge-analytica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2018\/03\/19\/facebook-e-le-elezioni-usa-lo-scandalo-cambridge-analytica\/","title":{"rendered":"Facebook e le elezioni Usa: lo scandalo Cambridge Analytica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/03\/Facebook.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4091\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/03\/Facebook-300x218.jpg\" alt=\"Facebook\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/03\/Facebook-300x218.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/03\/Facebook.jpg 863w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il sasso nello stagno l&#8217;hanno buttato il <strong><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/news\/2018\/mar\/17\/data-war-whistleblower-christopher-wylie-faceook-nix-bannon-trump\" target=\"_blank\">Guardian<\/a><\/strong> e il <strong><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/03\/18\/us\/cambridge-analytica-facebook-privacy-data.html?hp&amp;action=click&amp;pgtype=Homepage&amp;clickSource=story-heading&amp;module=first-column-region&amp;region=top-news&amp;WT.nav=top-news\" target=\"_blank\">New York Times<\/a><\/strong>. In un&#8217;inchiesta i due giornali svelano l&#8217;uso &#8220;scorretto&#8221; di una mole enorme di dati. Ma perch\u00e9 scriviamo uso scorretto? Sarebbero stati violati i dati personali di 50 milioni di utenti di Facebook, girati alla societ\u00e0 di consulenza britannica <strong><a href=\"https:\/\/cambridgeanalytica.org\/\" target=\"_blank\">Cambridge Analityca<\/a><\/strong>. Questi dati, secondo le accuse, sarebbero serviti\u00a0 a tracciare profili di elettori sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. &#8220;Convincere qualcuno a votare un partito non \u00e8 molto diverso da convincerlo a comprare una certa marca di dentifricio&#8221;, avrebbe detto Richard Robinson, uno dei manager dell&#8217;azienda. Noi per\u00f2 crediamo che fare propaganda non porti necessariamente voti. Ovviamente aiuta, ma sono diverse le variabile che, alla fine, determinano il successo o la sconfitta di un candidato. Ovviamente in questa vicenda il problema principale \u00e8 l&#8217;utilizzo &#8220;scorretto&#8221; dei dati. Visto e considerato che Cambridge Analytica ha avuto stretti rapporti con i collaboratori di Donald Trump, specie in campagna elettorale.<\/p>\n<p>L&#8217;accusa mossa a Cambridge Analytica \u00e8 quella di aver usato (senza poterlo fare) i dati di persone iscritte al social network. E di aver collaborato (usando quei dati) alla campagna elettorale del tycoon, e poi a quella pro Brexit nel Regno Unito. Facebook ha subito avviato indagini interne per scoprire se qualche gola profonda sapesse della fuoriuscita dei dati a favore di Cambridge Analytica. Fari puntati su un ricercatore, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/news\/2018\/mar\/18\/facebook-cambridge-analytica-joseph-chancellor-gsr\" target=\"_blank\"><strong>Joseph Chancellor<\/strong><\/a>, che in passato come direttore della Global science research aveva ottenuto molte informazioni dai profili delle persone attraverso alcuni quiz (sulla personalit\u00e0).<\/p>\n<p><strong>Chris Wylie<\/strong>, ex dipendente di Cambridge Analytica, rivela che l&#8217;azienda utilizzava algoritmi che creavano\u00a0<strong>fake news<\/strong> &#8220;ad alto livello&#8221;<strong>, <\/strong>cercando di cambiare le percezioni dei potenziali elettori. L&#8217;azienda, secondo il racconto di Wylie, avrebbe esplorato &#8220;le vulnerabilit\u00e0 mentali delle persone&#8221;. Precisa di non conoscere se queste tecnichesiano state usate nella campagna di Trump, ma dice che l&#8217;ex manager della campagna del presidente, Corey Lewandowski, contatt\u00f2 Cambridge Analytica nel 2015, prima che Trump annunciasse di voler correre per la Casa Bianca.<\/p>\n<p>A nostro avviso Trump avrebbe vinto la partita con Hillary Clinton anche senza quei dati. A onor del vero anche Barack Obama utilizz\u00f2 i dati presi da Facebook, sia nel 2008 che nel 2012. Anche se, passati alcuni anni, la &#8220;profilazione&#8221; riesce ad andare molto pi\u00f9 nel dettaglio rispetto a dieci anni fa. Il problema comunque esiste e per questo \u00e8 bene fare chiarezza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/03\/Zuckerberg_fotogramma.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4092\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/03\/Zuckerberg_fotogramma-300x206.jpg\" alt=\"Mark Zuckerberg\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/03\/Zuckerberg_fotogramma-300x206.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/03\/Zuckerberg_fotogramma-1024x702.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quali dati vengono immagazzinati e utilizzati per &#8220;profilare&#8221; un utente? Tutti. Dai classici &#8220;<strong>mi piace<\/strong>&#8221; (facendo bene attenzione a quali post sono graditi dagli utenti), ai post pi\u00f9 <strong>commentati<\/strong>, dai luoghi frequentati fino alle abitudini (da dove si condivide). L&#8217;enorme mole di dati raccolti viene elaborata per cercare di creare un profilo per ciascun utente. In quale modo? Utilizzando algoritmi e modelli baandosi anche sulla <strong>psicometria<\/strong>, l&#8217;indagine psicologica che tende alla valutazione quantitativa dei comportamenti. Accanto a questi dati (elaborati in modo scientifico) ci sono le informazioni acquistate dalle societ\u00e0 che le raccolgono e le vendono sul mercato. Un esempio? Quando ci registriamo a qualche sito per acquistare il biglietto per un concerto o un libro, giriamo diverse informazioni al sito dando il nostro consenso al loro trattamento. Se considerate che oltre a queste operazioni ne facciamo molte altre, online, dal guardare un sito di informazione o spedire delle e-mail, pianificare un viaggio o fare altri tipi di ricerche, magari cercando il prezzo di un oggetto che ci piace, il gioco \u00e8 fatto. Coi nostri comportamenti abbiamo permesso a qualcuno di raccogliere miglaia di informazioni su di noi. E quei dati, statene certe, saranno utilizzati. A nostra garanzia c&#8217;\u00e8 il fatto che quelle informazioni sono anonime, cio\u00e8 non riconducibili a una persona specifica. Ma certe aziende lavorano cos\u00ec bene che \u00e8 facile pensare che riescano, incrociando i dati, a scoprire chi siamo, cosa facciamo e cosa pensiamo. Il bello \u00e8 che a Facebook diciamo tutto noi&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il sasso nello stagno l&#8217;hanno buttato il Guardian e il New York Times. In un&#8217;inchiesta i due giornali svelano l&#8217;uso &#8220;scorretto&#8221; di una mole enorme di dati. Ma perch\u00e9 scriviamo uso scorretto? Sarebbero stati violati i dati personali di 50 milioni di utenti di Facebook, girati alla societ\u00e0 di consulenza britannica Cambridge Analityca. Questi dati, secondo le accuse, sarebbero serviti\u00a0 a tracciare profili di elettori sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. &#8220;Convincere qualcuno a votare un partito non \u00e8 molto diverso da convincerlo a comprare una certa marca di dentifricio&#8221;, avrebbe detto Richard Robinson, uno dei manager dell&#8217;azienda. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2018\/03\/19\/facebook-e-le-elezioni-usa-lo-scandalo-cambridge-analytica\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1011,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[18531,64],"tags":[287190,56903,773],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4090"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1011"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4090"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4097,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4090\/revisions\/4097"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}