{"id":4282,"date":"2018-10-11T14:02:05","date_gmt":"2018-10-11T14:02:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=4282"},"modified":"2018-10-11T14:13:13","modified_gmt":"2018-10-11T14:13:13","slug":"midterm-che-ce-in-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2018\/10\/11\/midterm-che-ce-in-gioco\/","title":{"rendered":"Midterm, che c&#8217;\u00e8 in gioco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/10\/trump_lapresse.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4283\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/10\/trump_lapresse-300x200.jpg\" alt=\"Usa, Donald Trump in campagna elettorale in Pennsylvania\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/10\/trump_lapresse-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2018\/10\/trump_lapresse-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il 6 novembre 2018 si terranno le elezioni di medio termine (Midterm), con i cittadini americani chiamati a rinnovare i 435 membri della Camera, 35 senatori (su 100), i governatori di 39 Stati e i sindaci di diverse citt\u00e0. Un appuntamento come al solito molto importante per la politica a stelle e strisce, da sempre considerato cartina al tornasole per la Casa Bianca. Perch\u00e9 l&#8217;esito di queste elezioni pu\u00f2 determinare i successivi due anni della politica del presidente, con la conservazione (o meno) della maggioranza in seno al Congresso.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo di <strong>Donald Trump<\/strong> ovviamente \u00e8 puntellare la propria poltrona. Si tratta, quindi, di un vero e proprio referendum sul suo conto, anche se in gioco c&#8217;\u00e8 molto altro. Vediamo cosa: dalla nuova composizione del Congresso dipenderanno alcune scelte chiave per il futuro degli Stati Uniti. A partire dal destino dell&#8217;<strong>Obamacare<\/strong>. Poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;inchiesta <strong>Russiagate<\/strong> e il possibile impeachment del presidente.<\/p>\n<p>Se i democratici dovessero prendere il sopravvento potrebbero bloccare ogni tentativo di riforma da parte di Trump, rendendolo, come si dice in gergo, un<em> lame duck<\/em> (<strong>anatra zoppa<\/strong>). Sarebbero in grado di bocciare la maggior parte delle misure gradite al presidente, almeno di\u00a0 una mediazione (difficile da ipotizzare) su singoli temi. Una maggioranza dem potrebbe anche a stringere il cerchio su Trump, intensificando le inchieste nei suoi confronti, a partire dal Russiagate, che come noto intende fare luce sulle presunte interferenze russe nelle elezioni americane del 2016.<\/p>\n<p>La conquista del Senato sarebbe ancora pi\u00f9 dura per Trump. <span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">\u00c8 <\/span>l\u00ec, infatti, che si giocano partite decisive come quelle relative alla conferma dei giudici nominati alla Corte Suprema, ma anche dei membri del gabinetto. E con una maggioranza richiesta di due terzi (per l&#8217;impeachment) qualcuno potrebbe accarezzare il sogno di provare a mandare a casa Trump per via giudiziaria. Ma se invece vincessero i repubblicani? La strada, in tal caso, sarebbe in discesa per Trump, che avrebbe davanti a s\u00e9 la possibilit\u00e0 di governare in tutta tranquillt\u00e0 per i prossimi due anni.<\/p>\n<p>Bisogna osservare che quasi sempre le elezioni di <em>midterm<\/em> vedono il partito del presidente perdere seggi. Stando a\u00a0FiveThirtyEight il partito dell&#8217;asinello ha una probabilit\u00e0 di prendere il controllo della Camera che oscilla intorno al 76%, mentre al Senato ha molte meno chance:\u00a0il partito del presidente ha il 66% delle possibilit\u00e0 di tenersi la maggioranza, ad oggi di 51 seggi su 100. Il Grand Old party intende galvanizzare il proprio elettorato sfrurttando un&#8217;economia che tira moltissimo e una disoccupazione ai minimi storici. La sinistra, invece, gioca la carta della &#8220;resistenza&#8221; contro l\u2019amministrazione Trump e le sue politiche divisive. Scommette su giovani, donne e sulle minoranze.<\/p>\n<p>Alle urne molti elettori dovranno esprimersi anche su alcuni <strong>referendum<\/strong>: in tre Stati a maggioranza repubblicana si voter\u00e0 per l\u2019estensione del programma Medicaid (l\u2019assistenza sanitaria gratuita per i pi\u00f9 poveri); in Florida si voter\u00e0 per ridare o meno il diritto al voto agli ex carcerati; in Arkansas e Missouri si decide sull\u2019aumento del salario minimo dei lavoratori; in Michigan sulla legalizzazione della marijuana. Anche questi temi potrebbero condizionare il voto degli elettori, da una parte all&#8217;altra, pro o contro Trump.<\/p>\n<h2>Il caso Kavanaugh? Arma a doppio taglio<\/h2>\n<p>Qualcuno ha ipotizzato che il muro contro muro per la conferma di Brett Kavanaugh alla Corte Suprema, nonostante le accuse di abusi mosse da una donna nei suoi confronti, possa costare caro a Trump. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? Secondo un sondaggio Politico\/Morning Consult saranno i democratici ad averne maggior beneficio in termini di voti: alla luce del caso Kavanaugh, infatti, si considera molto motivato ad andare a votare il 77% degli elettori democratici, contro il 68% dei repubblicani. A conferma arriva anche la notizia che nelle ore immediatamente successive al voto in favore di Kavanaugh, i candidati democratici sono riusciti a raccogliere milioni di dollari di donazioni, frutto dell\u2019onda di indignazione dei progressisti. Ma attenti alla &#8220;maggioranza silenziosa&#8221;, che al solito preferisce non esporsi troppo ma poi va a votare. A volte con qualche sorpresa in barba a tutti i sondaggisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il 6 novembre 2018 si terranno le elezioni di medio termine (Midterm), con i cittadini americani chiamati a rinnovare i 435 membri della Camera, 35 senatori (su 100), i governatori di 39 Stati e i sindaci di diverse citt\u00e0. 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