{"id":4407,"date":"2019-01-14T11:02:49","date_gmt":"2019-01-14T11:02:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=4407"},"modified":"2019-01-14T12:00:36","modified_gmt":"2019-01-14T12:00:36","slug":"diavolo-dun-dick-cheney-vice-luomo-nellombra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2019\/01\/14\/diavolo-dun-dick-cheney-vice-luomo-nellombra\/","title":{"rendered":"Diavolo d&#8217;un Cheney"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/vice_cheney_bush.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4408\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/vice_cheney_bush-300x172.jpg\" alt=\"Vice, Cheney e Bush\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/vice_cheney_bush-300x172.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/vice_cheney_bush.jpg 1012w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un giovane senza arte n\u00e9 parte, espulso con demerito dall&#8217;universit\u00e0 di Yale, si arrabatta nella vita affogando i propri guai nell&#8217;alcol, che assorbe come una spugna. Pi\u00f9 tardi, superato il momento di crisi grazie allo sprone della donna della sua vita, Lynne, si ritrover\u00e0 ad assorbire come una spugna la politica. Si vede questo, e molto altro, nel film \u201c<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vice_-_L%27uomo_nell%27ombra\" target=\"_blank\"><strong>Vice \u2013 L&#8217;uomo nell&#8217;ombra<\/strong><\/a>\u201d. Il protagonista \u00e8 Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti dal 2001 al 2008, interpretato magistralmente da Christian Bale.<\/p>\n<p>Un bel film, che mostra luci e ombre (pi\u00f9 che altro queste ultime) del politico americano. Si parte da lontano, da quando Cheney si trova in una grande sala del Congresso, insieme ad altri giovani come lui. \u00c8 la riunione con cui vengono accolti a Capitol Hill gli aspiranti portaborse dei parlamentari. Quasi per caso Cheney si avvicina a <strong>Donald Rumsfeld<\/strong>, che lo getta nella mischia dandogli un&#8217;opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/Vice_locandina.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4409\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/Vice_locandina-210x300.jpg\" alt=\"Vice (locandina)\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/Vice_locandina-210x300.jpg 210w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/Vice_locandina-717x1024.jpg 717w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/Vice_locandina.jpg 1260w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>Cheney, come dicevamo, assorbe tutto come una spugna. Impara in fretta tutti i meccanismi del potere ed ha due doti: ascolta e sa stare al proprio posto. In pi\u00f9, quando gli chiedono qualcosa, \u00e8 estremamente affidabile. Si fa strada fino a entrare alla Casa Bianca, era Nixon, in un ufficio talmente piccolo e senza finestre da sembrare uno sgabuzzino. Lui si sente comunque realizzato, ricordando bene dall&#8217;abisso in cui era sprofondato anni prima.<\/p>\n<p>Il film ripercorre la storia. La crisi del Watergate e l&#8217;uscita di scena, anzitempo, di Richard Nixon, l&#8217;avvento del suo vice, <strong>Gerald Ford<\/strong>, e Cheney che diventa capo di gabinetto della Casa Bianca, con Rumsfeld alla Difesa. La clamorosa batosta che i repubblicani subiscono con le elezioni del 1976, che incoronano Jimmy Carter. Cheney tenta con successo l&#8217;ingresso al Congresso, facendosi eleggere come rappresentante del Wyoming. Fatica molto ad affermarsi: non \u00e8 portato a tenere comizi. Sua moglie \u00e8 molto pi\u00f9 brava di lui e gli d\u00e0 una mano. Il vento cambia di nuovo, irrompe sulla scena Reagan, con la sua rivoluzione liberista e il sogno di fare l&#8217;America di nuovo grande. Gli anni Ottanta sono molto importanti per i coniugi Cheney, ormai ben inseriti nel Gotha repubblicano.<\/p>\n<p>Dopo Reagan tocca al suo vice, George H. Bush. E Cheney comincia a chiedersi: verr\u00e0 mai il mio momento? Ci prova alcune volte ma poi si mette l&#8217;animo in pace e decide che non fa per lui, che quel momento non arriver\u00e0 mai. \u00c8 troppo difficile affermarsi come leader tra i colleghi di partito: servono tante qualit\u00e0 e buone alleanze. In pi\u00f9 Cheney ha un problema: ha scoperto che una delle sue figlie \u00e8 gay, cosa che non lo turba pi\u00f9 di tanto, ma sa bene che nel mondo conservatore pu\u00f2 essere un handicap (come farebbe a opporsi, da buon repubblicano, alle richieste di matrimoni gay da parte della comunit\u00e0 lgbt?). Si mette l&#8217;animo in pace e torna a occuparsi di petrolio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/cheney_bush.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4410\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/cheney_bush-300x214.jpg\" alt=\"Cheney e Bush\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/cheney_bush-300x214.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2019\/01\/cheney_bush.jpg 727w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A un certo punto, per\u00f2, la sua vita cambia. Gli arriva una chiamata: <strong>George W. Bush<\/strong>, figlio dell&#8217;ex presidente, che ha avuto una giovinezza scapestrata come lui (e lo stesso feeling con la bottiglia), ha appena vinto le primarie del Gop e, rendendosi conto che la scarsa esperienza politica pu\u00f2 costargli cara, gli chiede di affiancarlo nella corsa alla Casa Bianca. Cheney all&#8217;inizio \u00e8 titubante. Sua moglie spinge affinch\u00e9 risponda di no. Poi, per\u00f2, gli si accende una lampadina: perch\u00e9 rifiutare l&#8217;opportunit\u00e0 di tornare alla Casa Bianca, suo vecchio pallino, togliendosi qualche bella soddisfazione? Capisce che questa debolezza del futuro presidente pu\u00f2 tornagli utile. Cos\u00ec accetta di aiutarlo, divenendo, di fatto, il vero commander in chief, l&#8217;uomo su cui, al di l\u00e0 della facciata, passa ogni decisione.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>11 Settembre<\/strong>, la lotta contro il terrorismo, la guerra in Afghanistan prima, e Iraq poi, sono le emergenze che, giocoforza, assorbono la vita alla Casa Bianca. Cheney \u00e8 il grande regista della politica di Bush. Prende lui le decisioni pi\u00f9 importanti e se ne assume le responsabilit\u00e0. Il film tratteggia Bush come un minorato mentale e Cheney un vero e proprio diavolo. Due semplificazioni eccessive. La verit\u00e0 quasi sempre sta nel mezzo. I due politici si sono trovati e aiutati reciprocamente, attorniati da un lungo stuolo di collaboratori. L&#8217;attacco all&#8217;America non \u00e8 una variabile di poco conto. Proprio per questo non si possono misurare quegli anni con il normale metro della politica.<\/p>\n<p>&#8220;Vice &#8211; L&#8217;uomo nell&#8217;ombra&#8221; \u00e8 un film da vedere. Ricordandosi, per\u00f2, che la storia \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 complessa della narrazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un giovane senza arte n\u00e9 parte, espulso con demerito dall&#8217;universit\u00e0 di Yale, si arrabatta nella vita affogando i propri guai nell&#8217;alcol, che assorbe come una spugna. Pi\u00f9 tardi, superato il momento di crisi grazie allo sprone della donna della sua vita, Lynne, si ritrover\u00e0 ad assorbire come una spugna la politica. Si vede questo, e molto altro, nel film \u201cVice \u2013 L&#8217;uomo nell&#8217;ombra\u201d. Il protagonista \u00e8 Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti dal 2001 al 2008, interpretato magistralmente da Christian Bale. Un bel film, che mostra luci e ombre (pi\u00f9 che altro queste ultime) del politico americano. 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