{"id":5068,"date":"2021-01-25T18:58:29","date_gmt":"2021-01-25T18:58:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=5068"},"modified":"2021-01-25T19:08:24","modified_gmt":"2021-01-25T19:08:24","slug":"il-dollaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2021\/01\/25\/il-dollaro\/","title":{"rendered":"Il dollaro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro-americano-particolare.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5069\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro-americano-particolare-300x282.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro-americano-particolare-300x282.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro-americano-particolare.jpg 591w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 uno dei simboli pi\u00f9 conosciuti al mondo, emblema del potere economico e punto di contatto tra la cultura americana e quella del vecchio continente: il dollaro, infatti, gi\u00e0 nel Seicento era diffuso in Europa. Era una moneta, il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Joachimstaler\"><em>Joachimsthaler<\/em><\/a>, coniata da un conte boemo (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hieronymus_Schlick\">Hieronymus Schlick<\/a>). Il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Thaler\"><em>thaler<\/em><\/a>, cos\u00ec come veniva chiamato, si era diffuso molto attraversando paesi e lingue diverse, arrivando in Inghilterra come &#8220;<strong>dollar<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Quando il Congresso degli Stati Uniti decisero di coniare una moneta la spinta forte fu quella di non utilizzare termini che ricordassero l&#8217;odiata dominazione britannica. I banchieri non erano d&#8217;accordo sul recidere questo legame, ma prevalse lo spirito di indipendenza suggerito da <strong>Thomas Jefferson<\/strong> e altri padri fondatori. Bisogna anche ricordare un particolare importante: nelle ex colonie britanniche esistevano diverse valute chiamate dollaro (c&#8217;era quello spagnolo, ad esempio, ma anche quello olandese), cos\u00ec sembr\u00f2 cosa buona e giusta utilizzare questo nome per la nuova valuta, optando per il latino per quanto riguardava i centesimi e i decimi.<\/p>\n<p>Con il <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Coinage_Act_del_1792\">Coinage Act<\/a><\/strong> del 1792 il Congresso americano battezz\u00f2 la nascita della nuova moneta, fissando persino il cambio: il dollaro americano avrebbe avuto lo stesso valore del <strong>peso messicano<\/strong>, con un preciso quantitativo di argento, <strong>26 grammi<\/strong> circa. Fu stabilito prendendo in considerazione l&#8217;argento contenuto nei dollari spagnoli che circolavano sul territorio americano, per evitare che vi potessero essere monete considerate meno importanti. A volere questa misurazione delle monete circolanti fu Alexander Hamilton, all&#8217;epoca ministro del Tesoro.<\/p>\n<p>Ci vollero diversi decenni prima che arrivasse la prima banconota, messa in circolazione, la prima volta, nel 1862, ovviamente nel formato di un dollaro. Contrariamente a quanto si possa pensare non vi era raffigurato il primo presidente, <strong>George Washington<\/strong>, bens\u00ec Salmon P. Chase, che ricopriva l&#8217;incarico di ministro del Tesoro. L&#8217;immagine di Washington comparve nel 1869.<\/p>\n<p>Nel 1929, anno funesto per l&#8217;economia americana, vi fu una riforma sulle banconote. Furono fissate le nuove misure (pi\u00f9 piccole, valide ancora oggi) e si decisero tagli e caratteristiche, scegliendo anche le figure pi\u00f9 rappresentative che sarebbero state riprodotte: Washington rimase sulla banconota da un dollaro: Thomas Jefferson su quella da due, Abraham Lincoln 5 dollari, Alexander Hamilton (dieci), Andrew Jackson (venti), Ulysses S. Grant (50), Benjamin Franklin (100). In realt\u00e0 in circolazione finirono anche banconote di taglio maggiore (da 500 a 100mila dollari), ma pi\u00f9 avanti, nel 1969, si decise di eliminare questi tagli, lasciando quella pi\u00f9 grossa a cento dollari. Le vecchie super banconote divennero, cos\u00ec, un articolo importante per i collezionisti.<\/p>\n<h2>I simboli della banconota da un dollaro<\/h2>\n<p>Ci sono tanti simboli (e tanta dietrologia) raffigurati sulla banconota da un dollaro, quella con George Washington. Sul retro prima di tutto notiamo la famosa &#8220;piramide incompleta&#8221;, con tredici scalini, sormontata dall&#8217;occhio della Provvidenza (l&#8217;occhio che vede tutto), contenuto a sua volta in una piramide. Sembrerebbe l&#8217;occhio di Horus (figlio di Iside e Osiride), simbolo di protezione nella antica religione egizia. Vi sono poi due locuzioni in latino: &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Annuit_c%C5%93ptis\"><strong>Annuit Coeptis<\/strong><\/a>&#8221; (Egli (Dio, ndr) guarda con favore alla nostra impresa) e in basso &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Novus_Ordo_Seclorum\"><strong>Novur Ordo Seclorum<\/strong><\/a>&#8221; (il nuovo ordine dei tempi). Qualcuno l&#8217;ha tradotta &#8220;Nuovo Ordine Mondiale&#8221;, ma in latino la traduzione in questo caso sarebbe <i>Novus Ordo Mundi: <\/i>al di l\u00e0 della traduzione giusta, o meno, concettualmente \u00e8 stata spesso associata alla teoria del complotto per il <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teoria_del_complotto_del_Nuovo_ordine_mondiale\">Nuovo Ordine Mondiale<\/a><\/strong> (NWO)<\/p>\n<p>Ovviamente c&#8217;\u00e8 l&#8217;anno dell&#8217;indipendenza americana (<strong>1776<\/strong>), scritto in latino alla base della piramide. La parole &#8220;One&#8221; (uno), ben evidenziata al centro della banconota, vede alla sua destra il sigillo ufficiale (realizzato da <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/William_Barton_(heraldist)\">William Barton<\/a><\/strong>) con l&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Haliaeetus_leucocephalus\">aquila calva<\/a><\/strong> (dall&#8217;errata traduzione del termine inglese <em>bald).<\/em>\u00a0Alla sinistra di One, invece, il cerchio con la piramide descritta sopra. C&#8217;\u00e8 anche chi scorge un altro simbolo (nascosto) sulla banconota, che verrebbe fuori tracciando\u00a0 su die essa due triangoli: uno di essi con i vertici che corrispondono all&#8217;occhio, gli altri, invece, che toccano le lettere\u00a0 dei due motti. Unendo questi punti verrebbe fuori la stella di David, simbolo dell&#8217;ebraismo. Ma torniamo alle scritte, &#8220;Annuit Coeptis&#8221; e &#8220;Novus Ordo Seclorum&#8221;: se tracciamo una linea dalla M di <em>Seclorum<\/em>\u00a0alla A di\u00a0<em>Annuit<\/em>\u00a0alla O di\u00a0<em>Ordo<\/em>\u00a0alla S di\u00a0<em>Coptis<\/em>\u00a0e alla N di\u00a0<em>Novus<\/em>, verr\u00e0 fuori la parola &#8220;mason&#8221; (massone), pi\u00f9 altri dettagli simbolici curiosi, in grado di alimentare scenari a dir poco inquietanti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-5070 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro-300x128.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"128\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro-300x128.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro-1024x437.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro-768x328.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro.jpg 1216w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro_retro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-5071 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro_retro-300x128.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"128\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro_retro-300x128.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro_retro-1024x437.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro_retro-768x328.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2021\/01\/Dollaro_retro.jpg 1225w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>N.B. Molte informazioni utili per la scrittura di questo post sono state tratte dal libro &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/americana-2\/\"><strong>Americana<\/strong><\/a>&#8221; Il Saggiatore (2012) e da alcuni articoli consultati online.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 uno dei simboli pi\u00f9 conosciuti al mondo, emblema del potere economico e punto di contatto tra la cultura americana e quella del vecchio continente: il dollaro, infatti, gi\u00e0 nel Seicento era diffuso in Europa. Era una moneta, il Joachimsthaler, coniata da un conte boemo (Hieronymus Schlick). Il thaler, cos\u00ec come veniva chiamato, si era diffuso molto attraversando paesi e lingue diverse, arrivando in Inghilterra come &#8220;dollar&#8220;. Quando il Congresso degli Stati Uniti decisero di coniare una moneta la spinta forte fu quella di non utilizzare termini che ricordassero l&#8217;odiata dominazione britannica. I banchieri non erano d&#8217;accordo sul recidere questo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2021\/01\/25\/il-dollaro\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1011,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[87],"tags":[3722,406207,406208],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5068"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1011"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5068"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5068\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5076,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5068\/revisions\/5076"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5068"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}